Bologna – La tensione che accompagna gli eventi sportivi internazionali con squadre israeliane torna a farsi sentire, e questa volta a farne le spese è il diritto all’informazione. Ieri sera, a margine del corteo di protesta organizzato a Bologna in occasione della partita di Eurolega tra la Virtus e l’Hapoel Tel Aviv, una troupe della Tgr Emilia-Romagna è stata oggetto di un atto intimidatorio. Al termine della manifestazione, mentre i giornalisti stavano documentando gli eventi, un individuo si è avvicinato e ha imbrattato con una bomboletta di vernice spray l’obiettivo della telecamera.
L’episodio ha immediatamente suscitato la reazione del Comitato di redazione (Cdr) della Tgr Emilia-Romagna, che ha denunciato e condannato “fermamente questa azione aggressiva”. In una nota, il Cdr ha sottolineato come l’atto abbia “rischiato di compromettere la nostra possibilità di documentare quanto stava accadendo”, ribadendo un principio fondamentale: “I giornalisti non devono mai essere bersagli, in nessun luogo e in nessun conflitto”.
Il contesto della protesta
La manifestazione, a cui hanno partecipato circa 200 attivisti, è stata promossa dal collettivo “Giovani Palestinesi” e da altre realtà cittadine per protestare contro quella che definiscono la “partita del genocidio”. Il corteo, partito dai giardini Parker Lennon in zona fiera, ha sfilato per le vie della città causando alcuni disagi al traffico sui viali. I manifestanti hanno acceso fumogeni e scandito slogan a sostegno della Palestina e contro Israele, criticando le istituzioni locali per aver concesso l’utilizzo di una struttura pubblica come l’Ente Fiera per l’incontro sportivo. “Riteniamo inaccettabile che si continuino a tenere partite del genocidio in questa città e più in generale in questo paese, mentre in Palestina si continua a morire”, ha dichiarato un attivista.
La protesta si inserisce in un clima di crescente tensione che ha visto episodi simili in altre città italiane in occasione di manifestazioni a sostegno della causa palestinese, dove i giornalisti sono stati più volte bersaglio di intimidazioni e aggressioni.
La posizione del Comitato di Redazione Rai
Nella sua nota, il Cdr della Tgr Emilia-Romagna ha voluto fare una distinzione netta, riconoscendo che “la larghissima maggioranza dei manifestanti ha protestato in modo pacifico per continuare ad attirare l’attenzione sulla situazione umanitaria di Gaza, sui pesanti limiti della attuale tregua, e sulle aggressioni quotidiane a civili ancora in corso in Cisgiordania”.
Tuttavia, il sindacato dei giornalisti Rai ha voluto anche respingere preventivamente ogni possibile accusa di voler sminuire la tragedia umanitaria in corso: “Respingiamo dunque al mittente la possibile accusa di dare più peso a una telecamera rotta che a un bambino ucciso”. La difesa del diritto-dovere di informare resta, però, un punto non negoziabile. L’episodio di Bologna, sebbene non abbia avuto conseguenze fisiche per gli operatori, rappresenta un segnale preoccupante e un attacco diretto alla libertà di stampa, essenziale per garantire una copertura completa e imparziale degli eventi, anche di quelli più divisivi.
Questo incidente si aggiunge a una serie di altri episodi di ostilità verso la stampa registrati in contesti simili in tutta Italia, sollevando un serio interrogativo sulla capacità di garantire la sicurezza degli operatori dell’informazione durante manifestazioni cariche di tensione emotiva e politica.
