Berlino – Un passo avanti definito “significativo” verso una pace giusta e duratura in Ucraina. Al termine di un vertice di due giorni tenutosi nella capitale tedesca, i principali leader europei, in stretta collaborazione con gli Stati Uniti, hanno presentato un’ambiziosa architettura di sicurezza e un robusto pacchetto di sostegno economico per Kiev. La proposta, frutto di intensi negoziati che hanno visto la partecipazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e di inviati americani di alto livello come Steve Witkoff e Jared Kushner, mira a creare le condizioni per la fine del conflitto, garantendo al contempo la sovranità ucraina e la sicurezza europea.
Il presidente americano Donald Trump ha espresso forte ottimismo, dichiarando che si è “più vicini che mai” a un accordo, dopo aver avuto colloqui sia con Zelensky che con il presidente russo Vladimir Putin. Anche fonti della Casa Bianca hanno parlato di un “90% delle questioni risolte”, mostrando fiducia nella possibilità che la Russia possa accettare il quadro proposto. Tuttavia, lo stesso Zelensky ha ammesso che, sebbene ci siano stati “reali progressi”, persistono divergenze significative, in particolare sulla questione dei territori occupati.
Le Garanzie di Sicurezza: un Muro contro Future Aggressioni
Il cuore del piano presentato a Berlino risiede in un nuovo e più forte modello di garanzie di sicurezza, descritto da alcuni come paragonabile all’articolo 5 del Trattato NATO, pur senza un’adesione formale di Kiev all’Alleanza. Questo impegno, legalmente vincolante, obbligherebbe le nazioni firmatarie a intraprendere azioni concrete, incluso il potenziale uso della forza, per ripristinare la pace in caso di un futuro attacco russo. Le misure potrebbero comprendere:
- Assistenza militare immediata: Fornitura di armi, supporto logistico e condivisione di intelligence.
- Azioni economiche e diplomatiche: Imposizione di sanzioni e isolamento internazionale dell’aggressore.
- Un meccanismo di monitoraggio del cessate il fuoco: Guidato dagli Stati Uniti e con partecipazione internazionale, questo sistema avrebbe il compito di fornire un allarme tempestivo su eventuali violazioni e di attribuirne la responsabilità.
Questo approccio segna un netto cambio di passo rispetto a proposte precedenti, offrendo a Kiev un quadro di protezione molto più strutturato e credibile per il dopoguerra.
Una Forza Armata Imponente e una Missione Multinazionale
Un altro pilastro fondamentale dell’accordo è il futuro assetto delle forze armate ucraine. L’Occidente si impegna a fornire un “sostegno continuo e significativo” per permettere all’Ucraina di mantenere un esercito permanente di 800.000 effettivi in tempo di pace. Questa cifra, superiore alle stime iniziali, riconosce la necessità per l’Ucraina di possedere una credibile capacità di deterrenza autonoma.
A fianco dell’esercito nazionale, verrebbe istituita una “forza multinazionale per l’Ucraina” a guida europea. Questa missione, composta da contributi di una “coalizione di volenterosi” e sostenuta logisticamente e politicamente dagli Stati Uniti, potrebbe operare direttamente sul territorio ucraino. I suoi compiti principali includerebbero:
- Assistere nella rigenerazione e nell’addestramento continuo delle forze ucraine.
- Contribuire alla protezione dello spazio aereo del paese.
- Rafforzare la sicurezza marittima, in particolare nel Mar Nero.
La presenza di questa forza sul terreno rappresenterebbe una garanzia fisica tangibile contro nuove avventure militari da parte di Mosca.
Il Piano Economico: Ricostruzione e Integrazione Europea
Parallelamente alla sicurezza, il piano pone un forte accento sulla ripresa economica e sulla futura prosperità dell’Ucraina. I leader si sono impegnati a stanziare “ingenti risorse” per la ricostruzione del paese, devastato da anni di guerra. L’impegno non si limita agli aiuti, ma include anche:
- Risarcimenti dalla Russia: La dichiarazione sottolinea la necessità che Mosca risarcisca l’Ucraina per i danni causati.
- Utilizzo degli asset russi congelati: Viene ribadita l’intenzione di utilizzare i beni sovrani russi immobilizzati nell’Unione Europea per finanziare parte della ricostruzione.
- Accordi commerciali: Si prevede la stipula di accordi commerciali vantaggiosi per integrare l’economia ucraina in quella europea.
- Adesione all’UE: I leader hanno riaffermato con forza il loro sostegno al percorso di adesione dell’Ucraina all’Unione Europea.
I Nodi Irrisolti: la Questione Territoriale
Nonostante l’ottimismo generale, il presidente Zelensky ha chiarito che il nodo più difficile da sciogliere resta quello territoriale. Mentre Washington spingerebbe per soluzioni pragmatiche, come la creazione di zone demilitarizzate in Donbas, Kiev ribadisce che qualsiasi concessione potrà avvenire solo con il consenso del popolo ucraino, potenzialmente attraverso un referendum. “Le decisioni sul territorio spettano al popolo ucraino, una volta che saranno effettivamente in atto solide garanzie di sicurezza”, si legge nella dichiarazione finale, che lascia aperta la porta a negoziati futuri su questo punto cruciale.
Il summit di Berlino ha gettato le basi per un possibile percorso di pace, ma la strada rimane complessa. La palla passa ora a Mosca, chiamata a dimostrare una reale volontà di porre fine al conflitto accettando il quadro proposto.
