Tragedia a Safi: la furia dell’acqua non lascia scampo

La città costiera di Safi, nel Marocco occidentale, è stata travolta da un’alluvione di proporzioni catastrofiche. Un temporale di eccezionale intensità, scatenatosi nella serata di domenica, ha scaricato in meno di un’ora una quantità di pioggia senza precedenti, trasformando le strade in fiumi impetuosi di acqua e fango. Il bilancio delle vittime, ancora purtroppo provvisorio, è drammatico: le autorità locali hanno confermato un numero di morti che oscilla tra 21 e 37 persone, a seconda delle fonti, mentre si contano almeno 32 feriti, fortunatamente in gran parte in modo lieve e già dimessi dopo le prime cure.

Le immagini che rimbalzano sui social media e diffuse dai media locali mostrano uno scenario apocalittico: torrenti d’acqua marrone travolgono automobili, bidoni della spazzatura e ogni cosa incontrino sul loro cammino, invadendo quartieri residenziali e commerciali. La città, situata a circa 300 chilometri a sud della capitale Rabat e nota per la sua antica tradizione nella lavorazione della ceramica, si è ritrovata improvvisamente in ginocchio.

Danni Ingenti e Soccorsi Immediati

Secondo le prime stime ufficiali, sono almeno 70 le abitazioni e le attività commerciali gravemente allagate, soprattutto nel centro storico. La furia delle acque ha inoltre causato danni significativi alle infrastrutture, con diverse strade urbane ed extraurbane rese impraticabili. In particolare, la strada provinciale 2300, che collega Safi a Essaouira, è stata bloccata da frane e allagamenti, isolando di fatto la città portuale. La direzione provinciale dell’istruzione ha disposto la chiusura di tutte le scuole per garantire la sicurezza degli studenti.

La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente. Le squadre della protezione civile, con il supporto dell’esercito e di numerosi volontari, sono al lavoro senza sosta per cercare eventuali dispersi, liberare le vie principali dal fango e dai detriti, e fornire assistenza alla popolazione colpita. Le autorità provinciali hanno parlato di “flussi d’acqua torrenziali eccezionali” e hanno assicurato il massimo impegno per gestire l’emergenza e ripristinare la normalità nel più breve tempo possibile.

Analisi di un Disastro Annunciato: la Tempesta “Emilia” e la Crisi Climatica

Dal punto di vista meteorologico, la causa di questo disastro è stata identificata nel passaggio della tempesta atlantica “Emilia”. Una profonda struttura depressionaria ha convogliato verso il Marocco masse d’aria estremamente umide e instabili di origine subtropicale. L’interazione di quest’aria con i rilievi della catena dell’Atlante ha innescato la formazione di temporali autorigeneranti di incredibile potenza. Secondo le stime, in alcune aree sono caduti oltre 120-150 mm di pioggia in poche ore, un valore record per la regione.

Questo evento estremo si inserisce in un contesto climatico sempre più preoccupante. L’alluvione di Safi, descritta come la più grave dell’ultimo decennio, è arrivata dopo un lungo periodo di siccità che ha durato quasi sette anni, rendendo i terreni aridi e meno capaci di assorbire piogge così intense. Gli esperti sottolineano come il cambiamento climatico stia rendendo questi fenomeni sempre più frequenti e violenti in Nord Africa, alterando gli equilibri meteorologici e aumentando la vulnerabilità di intere comunità. La tragedia di Safi è un tragico monito sulla necessità di ripensare le infrastrutture urbane e i sistemi di prevenzione per far fronte a una nuova e più pericolosa realtà climatica.

Di atlante

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