Caracas – In un clima di crescente tensione geopolitica, il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha lanciato un duro attacco contro gli Stati Uniti, accusandoli di orchestrare una “campagna di menzogne” per giustificare un’aggressione militare contro la nazione sudamericana. Le dichiarazioni sono state rilasciate durante il suo intervento al 25° vertice dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA-TCP), un’organizzazione intergovernativa che riunisce diversi paesi dell’America Latina e dei Caraibi alleati di Caracas.

Il Vertice ALBA come Cassa di Risonanza

L’ALBA-TCP, fondata nel 2004 dai leader Fidel Castro e Hugo Chávez, si propone come un modello di integrazione regionale basato su principi di solidarietà e cooperazione, in antitesi ai modelli di libero mercato promossi da Washington. Il vertice, tenutosi a Caracas, ha offerto a Maduro una piattaforma per consolidare il sostegno dei suoi alleati e per denunciare quello che ha definito un “nuovo progetto colonizzatore” contro l’America Latina. “Non passerà,” ha affermato con forza, esortando i paesi membri a rafforzare l’unità e l’indipendenza per garantire la pace e lo sviluppo nella regione.

Le Accuse di “Fake News” e la Difesa del Venezuela

Al centro dell’intervento di Maduro vi è stata la ferma condanna di quelle che ha bollato come “fake news” diffuse dall’amministrazione statunitense. Tra le narrazioni respinte, il presidente ha citato le affermazioni secondo cui il Venezuela invierebbe deliberatamente persone con problemi di salute mentale negli Stati Uniti e, soprattutto, ha negato categoricamente che il suo paese sia uno “Stato infiltrato dal narcotraffico”.

A sostegno della sua tesi, Maduro ha fatto riferimento a rapporti di diverse organizzazioni internazionali: “Rapporti della DEA, dell’Unione Europea, delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione Mondiale delle Dogane indicano che il Venezuela è irrilevante per produzione e traffico di droga”, ha dichiarato. Questa posizione è in netto contrasto con le accuse mosse dagli Stati Uniti, che nel marzo 2020 hanno incriminato lo stesso Maduro e altri alti funzionari venezuelani per “narco-terrorismo”, offrendo una taglia di 15 milioni di dollari per informazioni che portino al suo arresto. Le autorità statunitensi sostengono che Maduro sia a capo di un’organizzazione criminale denominata “Cártel de los Soles”, tesi che Caracas ha sempre respinto come una “miserabile” montatura.

Un Contesto di Pressione Economica e Militare

Le parole di Maduro non possono essere scisse dal contesto delle relazioni tra Venezuela e Stati Uniti, deteriorate da oltre due decenni, fin dall’ascesa di Hugo Chávez. L’amministrazione statunitense ha imposto una serie di pesanti sanzioni economiche contro il Venezuela, colpendo settori chiave come quello petrolifero, bancario e dell’oro. Queste misure, intensificatesi negli ultimi anni, mirano a strangolare l’economia venezuelana e a esercitare la massima pressione sul governo di Maduro.

Recentemente, la tensione è ulteriormente aumentata con il sequestro di una superpetroliera carica di greggio venezuelano e l’imposizione di nuove sanzioni contro figure vicine al presidente, inclusi tre nipoti della First Lady Cilia Flores. Washington ha inoltre intensificato la sua presenza militare nel Mar dei Caraibi, conducendo operazioni contro presunte imbarcazioni di narcotrafficanti, azioni che Caracas ha definito atti di “pirateria navale criminale”. Secondo alcuni analisti, la strategia statunitense rientrerebbe in una “dottrina Monroe 2.0”, volta a riaffermare l’influenza di Washington in America Latina e a contrastare la presenza di attori rivali come Russia, Cina e Iran, stretti alleati di Maduro.

La Risposta degli Alleati e lo Scenario Internazionale

I paesi membri dell’ALBA-TCP hanno espresso pieno sostegno al Venezuela, condannando la “nefasta persecuzione” e le “accuse infondate” da parte degli Stati Uniti. In una dichiarazione congiunta, hanno respinto il dispiegamento militare statunitense nei Caraibi, definendolo una minaccia alla pace e alla stabilità regionale. Il blocco ha riaffermato il suo impegno per la sovranità e l’autodeterminazione dei popoli, chiedendo il rispetto del diritto internazionale.

La crisi venezuelana si inserisce in un complesso scacchiere internazionale. Mentre il governo di Maduro rafforza i suoi legami con potenze come Russia e Iran, che forniscono supporto militare ed economico, l’opposizione venezuelana continua a sperare in un intervento più deciso da parte degli Stati Uniti. La situazione rimane estremamente volatile, con un’economia al collasso e una popolazione stremata da anni di crisi. Le dure parole di Maduro al vertice dell’ALBA non fanno che sottolineare la profondità della frattura con Washington e l’incertezza che avvolge il futuro del Venezuela.

Di atlante

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