Roma – Un’offensiva a tutto campo quella sferrata dal leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, all’indirizzo della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Al centro della contesa, il monologo tenuto dalla premier sul palco di Atreju, la festa di Fratelli d’Italia, e la sua presunta fuga da un confronto diretto. “Giorgia Meloni, che ieri non si è fatta trovare sul palco di casa sua ad Atreju per il confronto a cui mi aveva sfidato, ha fatto un’ora di monologo direttamente da Marte”, ha esordito Conte sui suoi canali social, definendo l’intervento della premier “un grigio Nulla fatto di riarmo e assistenzialismo ai potenti”.
LE ACCUSE SULL’ECONOMIA: “NULLA DI CONCRETO SU STIPENDI E POVERTÀ”
Il cuore della critica di Conte si concentra sulle politiche economiche e sociali del governo. Secondo l’ex premier, Meloni non avrebbe offerto “nulla di concreto” per affrontare questioni cruciali come gli stipendi, il record di povertà e il boom della cassa integrazione. Conte ha contestato l’affermazione della premier secondo cui con il suo esecutivo gli stipendi aumenterebbero, sottolineando invece un presunto crollo della produzione industriale per 32 mesi. Un tema, quello delle difficoltà economiche dei cittadini, che Conte ha più volte ribadito, accusando il governo di favorire i “poteri forti” come banche e imprese assicurative a discapito del ceto medio impoverito e delle imprese in difficoltà.
Un altro punto di scontro è rappresentato dal Superbonus. Conte ha accusato Meloni di nascondersi dietro a “superscuse”, come il Superbonus o i banchi scolastici, per giustificare le mancanze del suo governo. Ha rivendicato con forza i 209 miliardi di euro del PNRR ottenuti durante il suo mandato, definendoli “cantieri di speranza” per scuole, asili e ospedali, in contrapposizione ai “cantieri di guerra” del riarmo, che secondo lui disegnerebbero “un futuro con la mimetica per i nostri giovani”.
GIUSTIZIA E SICUREZZA: LE RIFORME NORDIO NEL MIRINO
L’attacco di Conte si è esteso anche al tema della giustizia e della sicurezza. Citando le parole di Meloni contro ladri e corrotti, il leader del M5S ha sollevato dubbi sull’efficacia delle riforme portate avanti dal Ministro Nordio. “Con le riforme Nordio li avvertono prima dell’arresto”, ha affermato, puntando il dito anche contro la situazione in Sicilia, dove a suo dire “l’intero centrodestra è sotto inchiesta” per appalti truccati nella sanità, senza che la premier prenda posizione. Conte ha inoltre evidenziato un presunto aumento dei reati e dell’insicurezza, criticando la gestione dei flussi migratori e definendo uno “spreco di soldi e forze dell’ordine” i centri per migranti in Albania, che a suo dire “servono nelle nostre strade”.
POLITICA ESTERA: “ITALIA SUBALTERNA”
Anche la politica estera del governo Meloni è finita sotto la lente di ingrandimento di Conte. L’ex premier ha contestato l’affermazione di Meloni secondo cui “la sua Italia non è subalterna a nessuno”. Secondo Conte, la realtà sarebbe ben diversa, con la firma di “spese militari folli”, l’accettazione di “tagli agli italiani in Europa” e la promessa agli USA di “acquisti di gas e armi americane”. Ha inoltre criticato la gestione delle trattative sui dazi e la concessione di “zero tasse ai giganti del web”. “Capisco perché si è sottratta al confronto: queste cose puoi dirle se non hai un contraddittorio”, ha concluso amaramente Conte.
LA REPLICA IMPLICITA DA ATREJU
Dal palco di Atreju, Giorgia Meloni non ha risposto direttamente alle accuse specifiche, ma ha lanciato un messaggio chiaro a tutte le opposizioni. Ha sottolineato come la kermesse di Fratelli d’Italia sia un luogo di confronto aperto a tutte le idee, criticando chi, a suo dire, fugge dal dibattito. “Chi scappa dimostra di non avere contenuti”, ha affermato la premier, rivendicando di aver riunito il “presunto campo largo” ad eccezione di Elly Schlein, segretaria del PD. Meloni ha proposto un confronto a tre, sostenendo che il rifiuto sia nato dalla difficoltà degli oppositori di confrontarsi tra loro. Un’arena, quella di Atreju, che ha visto la partecipazione di diversi leader dell’opposizione, tra cui lo stesso Conte, Calenda e Renzi, ma che secondo il leader M5S è servita alla premier solo per un “monologo” senza contraddittorio.
