Come un faro che squarcia il buio, la parola scritta e narrata torna a illuminare le zone d’ombra del nostro presente. Sono state svelate oggi le cinquine finaliste della quarta edizione del Premio Inge Feltrinelli, un riconoscimento che, nel nome di una delle figure più carismatiche e influenti dell’editoria internazionale, si erge a baluardo della difesa dei diritti umani attraverso la cultura. Nato nel solco dell’eredità di Inge Schönthal Feltrinelli, fotografa, giornalista ed editrice che ha fatto del dialogo tra culture la sua cifra stilistica, il premio si dedica a valorizzare il coraggio di donne e nuove generazioni che, con le loro opere, danno voce a chi non ne ha, raccontando storie di discriminazione, resistenza e negazione dei diritti fondamentali.

Promosso dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e dal Gruppo Feltrinelli, in collaborazione con partner illustri come BookCity, AIE (Associazione Italiana Editori) e la Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri, il premio si articola in quattro categorie distinte – Libri (fiction e non fiction), Libri Kids, Inchieste e Reportage, e Podcast – ciascuna un prisma attraverso cui osservare e comprendere le complesse sfaccettature della nostra società. La partecipazione, anche quest’anno, è stata ampia e variegata, a testimonianza di un’urgenza diffusa di narrare e condividere percorsi di consapevolezza e cambiamento.

Libri di Fiction e Non Fiction: Uno Sguardo Plurale sulle Ferite del Mondo

La cinquina finalista di questa categoria offre un affresco potente e diversificato delle sfide contemporanee. Le opere selezionate attraversano confini geografici e tematici, esplorando con profondità e sensibilità questioni cruciali come l’identità, la violenza e la memoria.

  • “Tutti i nostri segreti” di Fatma Aydemir (Fazi Editore): un’indagine acuta sui temi della famiglia, dell’identità e della diaspora, che scava nelle complessità dei legami e delle appartenenze.
  • “La Cecilia” di Michela Panichi (Edizioni Nottetempo): un romanzo che affronta con delicatezza le turbolenze dell’adolescenza e la ricerca dell’identità di genere.
  • “E ho smesso di chiamarti papà” di Caroline Darian (De Agostini): una testimonianza cruda e necessaria sulla violenza domestica, un pugno nello stomaco che scuote le coscienze.
  • “Nati fuori binario. Infanzie e adolescenze transgender nell’Italia di oggi” di Sabrina Pignataro (Il Margine): un saggio fondamentale che apre una finestra su una realtà spesso incompresa, quella delle infanzie transgender.
  • “Hanno ucciso habibi” di Shrouq Aila (wetlands afterwords): una testimonianza diretta e toccante che porta alla luce il dramma umano della guerra a Gaza.

Libri Kids: Coltivare l’Empatia sin dall’Infanzia

La letteratura per l’infanzia si conferma un terreno fertile per seminare i valori del rispetto e della comprensione. Le opere finaliste in questa sezione utilizzano il linguaggio dell’immaginario e dell’avventura per parlare ai più giovani di temi complessi e attuali.

  • “Non sono una fata” di Ji Hyeon Lee (Orecchio Acerbo Editore): una narrazione che, attraverso l’immaginario, tocca le corde del lavoro minorile.
  • “Un posto chiamato casa” di Victoria Turnbull (Terre di Mezzo Editore): una storia delicata sulle migrazioni e sulla capacità di ricostruire la propria vita altrove.
  • “Italiana con permesso” di Tokoua Ben Mohamed (Rizzoli): un racconto di formazione che esplora i temi dell’identità, dell’integrazione e delle sfide dell’adolescenza.
  • “Al lago! Al lago!” di Alterales (Hopi Edizioni): un libro che celebra la scoperta e l’esplorazione dell’ambiente urbano.
  • “Jeanne” di Paolina Baruchello, con le illustrazioni di Manuela Mapelli (Sinnos): un’avventura che si intreccia con la storia delle donne, ispirando coraggio e determinazione.

Inchieste e Reportage: Il Giornalismo come Strumento di Verità

Questa categoria premia il giornalismo d’inchiesta che non si ferma alla superficie, ma scava in profondità per svelare ingiustizie e violazioni dei diritti. I lavori finalisti provengono da diverse aree del mondo e utilizzano lingue diverse, a dimostrazione della portata globale di queste battaglie.

  • “No rules” di Hoda Osman, Farh Jallad, Annie Kelly (pubblicato su Arij): un’inchiesta sulla guerra a Gaza.
  • “Greenland’s painful legacy of forced Inuit contraception” di Linda Koponen e Juliette Pavy (pubblicato sul Neue Zürcher Zeitung): un’indagine sconvolgente sulla discriminazione e il colonialismo medico ai danni delle popolazioni Inuit.
  • “Why the Conflict in Congo Is an African Feminist Struggle” di Feza Lugoma (pubblicato su The Republic): un’analisi che lega giustizia di genere, economia e diritti nel contesto del conflitto congolese.
  • “Morococha, el pueblo que resiste a morir por el cobre” di Yoselin Alfaro Carhuamaca (pubblicato su servindi.org): un reportage sulla resistenza delle comunità minacciate dall’estrattivismo minerario in Perù.
  • “Europe trans community reckons with decades of sterilizations requirements” di Ella Joyner (pubblicato sul New Lines Magazine): un’inchiesta sui diritti negati alla comunità LGBTQ+, con un focus sulle sterilizzazioni forzate.

Podcast: Le Voci delle Nuove Generazioni

La categoria dedicata ai podcast, rivolta alle scuole secondarie di secondo grado, dimostra la volontà del premio di coinvolgere attivamente i più giovani. I progetti finalisti sono uno spaccato vivido delle preoccupazioni e delle speranze della gioventù italiana, che attraverso il linguaggio sonoro esplora i propri territori e le proprie città.

  • “Cutro, tre anni dopo. Voci dal mare, voci di terra” – Liceo Classico D. Borrelli, Crotone: una riflessione sull’immigrazione a partire da una tragedia che ha segnato il territorio.
  • “Voci liberate. Storie di un’altra Palermo” – IMS Regina Margherita, Palermo: un racconto corale per una Palermo che lotta per i propri diritti.
  • “I Nebrodi: il lavoro nei monti che abbracciano e scalciano controvoglia” – Liceo Lucio Piccolo, Capo d’Orlando (ME): un’analisi sulle dinamiche del lavoro, dell’emigrazione e del patriarcato in un’area interna della Sicilia.
  • “Chi abita la città?” – ISIS Casanova, Napoli: una domanda potente per riflettere sui diritti urbani e sulla cittadinanza attiva.
  • “Caivano 2090: passato & futuro” – Liceo N. Braucci, Caivano (NA): uno sguardo proiettato al futuro per immaginare un domani di diritti e opportunità in un contesto difficile.

Con l’annuncio delle cinquine si apre ora la seconda fase del premio. La ricchezza di prospettive e la profondità dei temi affrontati confermano, ancora una volta, il ruolo insostituibile della cultura come strumento di emancipazione e di costruzione di un futuro più giusto, un ideale che Inge Feltrinelli ha incarnato per tutta la sua straordinaria vita.

Di euterpe

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