Roma – “Alla politica e al governo diciamo: il metodo del confronto che si è riaperto va consolidato, non usato a corrente alternata. Apriamo una stagione di concertazione nuova, per trovare soluzioni e decidere insieme”. Con queste parole incisive, Daniela Fumarola, segretaria generale della CISL, ha infiammato la platea di Piazza Santi Apostoli a Roma, in occasione della manifestazione nazionale intitolata “Migliorare la manovra, costruire un Patto”. Un messaggio diretto e inequivocabile all’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, con cui la CISL chiede di passare dalle parole ai fatti, dando seguito agli impegni presi.

La manifestazione, che ha visto la partecipazione di delegazioni di lavoratori, pensionati e dirigenti sindacali da tutta Italia, si inserisce nella campagna di mobilitazione “Il Cammino della Responsabilità”. L’obiettivo è duplice: da un lato, ottenere modifiche migliorative alla Legge di Bilancio; dall’altro, e forse ancora più importante, gettare le basi per un nuovo “patto sociale” fondato su lavoro, crescita e coesione.

L’appello al Governo: dalla concertazione a un “Patto della Responsabilità”

Il cuore dell’intervento di Fumarola è stato il richiamo alla necessità di un dialogo strutturato e continuo con le parti sociali. “La presidente del Consiglio al nostro ultimo congresso ha detto parole importanti e significative: andiamo avanti, si dimostri che le parole hanno un peso”, ha ricordato la leader sindacale. La CISL, dunque, si propone come interlocutore costruttivo, ma esigente, che valuta la Legge di Bilancio come un “primo banco di prova” di questo percorso comune. La richiesta è quella di un “Patto della Responsabilità” che non sia solo uno slogan, ma un accordo concreto e di lungo periodo per affrontare le grandi sfide del Paese, specialmente in vista della conclusione degli effetti del PNRR nel 2026.

Tra le priorità indicate dalla CISL vi sono temi cruciali come la sicurezza sul lavoro (“garantire che ogni lavoratore possa tornare a casa sano e salvo ogni giorno”), la difesa del potere d’acquisto di stipendi e pensioni, il contrasto al lavoro povero e precario, e il sostegno alla genitorialità. Fumarola ha sottolineato le difficoltà quotidiane di molti cittadini: “C’è chi ha una busta paga e non arriva lo stesso a fine mese. C’è chi guarda il carrello della spesa e deve togliere, togliere, togliere. C’è chi aspetta mesi per un esame nella sanità pubblica e poi deve pagare di tasca propria o rinunciare a curarsi”. Particolare attenzione è stata dedicata ai giovani, spesso intrappolati in un ciclo di stage e contratti precari, e alle donne, costrette a destreggiarsi tra lavoro e famiglia.

Un messaggio a CGIL e UIL: “Vinca la concretezza, non chi urla di più”

Daniela Fumarola non ha mancato di rivolgere un messaggio anche alle altre principali confederazioni sindacali, CGIL e UIL. Pur riconoscendo le “culture diverse, storie diverse, linguaggi diversi”, ha sottolineato che “il Paese ha bisogno che sul terreno dei contenuti, degli obiettivi, delle proposte, a vincere sia la concretezza”. Un chiaro invito a superare le divisioni e a concentrarsi su risultati tangibili per i lavoratori, prendendo le distanze da un approccio basato sulla sola protesta. “Alla gara a chi urla di più, certo noi non abbiamo mai partecipato e mai parteciperemo”, ha affermato con nettezza, marcando una differenza di metodo e di stile.

Questa posizione riflette la tradizionale vocazione della CISL a un sindacalismo “di proposta” e non “di protesta”, che privilegia il dialogo e la contrattazione per raggiungere i propri obiettivi. Un approccio che, storicamente, ha visto momenti di forte unità d’azione con CGIL e UIL, ma anche fasi di divergenza, come accaduto negli anni ’80 sulla questione della scala mobile. L’appello di Fumarola sembra dunque mirare a ricostruire un terreno comune, basato però su presupposti di pragmatismo e responsabilità condivisa.

Il contesto politico ed economico

Le parole della segretaria della CISL si inseriscono in un contesto politico che vede un rapporto consolidato tra il sindacato di via Po e il governo Meloni. La stessa premier ha più volte sottolineato l’importanza del confronto con le parti sociali e ha definito il dialogo con la CISL come franco e costruttivo, volto a superare una “tossica visione conflittuale” nei rapporti di lavoro. Questa sintonia, tuttavia, non si traduce in un appiattimento acritico. La manifestazione di Roma e le richieste sulla manovra dimostrano la volontà della CISL di esercitare il proprio ruolo di rappresentanza in piena autonomia, spingendo l’esecutivo a concretizzare gli impegni.

La sfida lanciata da Fumarola è ambiziosa: trasformare la concertazione da pratica occasionale a metodo di governo stabile, capace di orientare le politiche economiche e sociali del Paese verso uno sviluppo più equo e sostenibile. La “piazza della responsabilità” della CISL ha indicato una via, ora la palla passa alla politica e alle altre forze sindacali.

Di atlante

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