Una giornata di passione per migliaia di pendolari in Lombardia, costretti a fare i conti con cancellazioni e ritardi a causa dello sciopero generale nazionale indetto dal sindacato CGIL. La mobilitazione, che ha coinvolto tutti i settori pubblici e privati nella giornata di venerdì 12 dicembre 2025, ha avuto un impatto particolarmente pesante sul trasporto ferroviario regionale. Secondo i dati forniti da Trenord, l’azienda che gestisce il servizio in Lombardia, sulla rete ha circolato soltanto il 30% dei treni previsti.
Un dato, questo, che include anche i convogli garantiti per legge nelle fasce orarie di maggiore afflusso, ovvero dalle 6:00 alle 9:00 del mattino e dalle 18:00 alle 21:00 di sera. Al di fuori di queste finestre, la circolazione è stata quasi completamente paralizzata, costringendo lavoratori, studenti e viaggiatori a cercare soluzioni alternative per i propri spostamenti.
Le motivazioni alla base dello sciopero generale
La protesta indetta dalla CGIL non ha riguardato unicamente il settore dei trasporti, ma si è estesa a livello nazionale per manifestare contro la Legge di Bilancio del governo, ritenuta “ingiusta e dannosa”. Le rivendicazioni del sindacato, portate in piazza in oltre cinquanta manifestazioni in tutta Italia, si sono concentrate su diversi punti chiave per il mondo del lavoro e per la società:
- Aumento di salari e pensioni: per contrastare l’inflazione e la perdita del potere d’acquisto.
- Contrasto alla precarietà: con richieste di maggiori tutele per i lavoratori a termine e la stabilizzazione dei precari, in particolare nel settore scolastico.
- Riforma fiscale equa: basata su un principio di maggiore progressività.
- Maggiori investimenti pubblici: in settori strategici come sanità, istruzione e politiche industriali, a discapito delle spese per il riarmo.
- Stop all’innalzamento dell’età pensionabile.
Il segretario generale della Fiom-Cgil, Michele De Palma, presente al corteo di Milano, ha sottolineato come lo sciopero sia una “questione di dignità” per dare voce ai lavoratori nelle discussioni con il governo sulla manovra economica.
L’impatto sulla circolazione e i disagi in Lombardia
Lo sciopero, proclamato dalle 00:01 alle 21:00 di venerdì, ha causato ripercussioni significative su tutti i servizi di Trenord: regionali, suburbani e aeroportuali. La società ferroviaria aveva preventivamente comunicato i possibili disagi e pubblicato la lista dei “Servizi Minimi Garantiti” durante le fasce protette.
Per mitigare i disagi sui collegamenti con l’aeroporto di Malpensa, Trenord ha istituito un servizio di bus sostitutivi senza fermate intermedie tra Milano Cadorna e Malpensa e tra Stabio e Malpensa, per le corse del Malpensa Express e della linea S50 non effettuate. Nonostante queste misure, i problemi per i viaggiatori sono stati inevitabili, con stazioni affollate e incertezza sugli orari di partenza e arrivo.
Le ripercussioni hanno interessato anche la rete gestita da FERROVIENORD, con possibili ulteriori impatti sulla circolazione fino alla mezzanotte, a causa del proseguimento dello sciopero da parte del personale del gestore dell’infrastruttura.
I numeri della mobilitazione
Come spesso accade in queste occasioni, si è assistito a un “balletto” di cifre sull’adesione. A Milano, la CGIL ha parlato di circa 15.000 manifestanti al corteo che da Porta Genova ha raggiunto Piazza della Scala, mentre la Questura ha stimato la presenza in 2.000 persone. A livello nazionale, il sindacato ha rivendicato un’adesione media del 68% e la partecipazione di mezzo milione di persone alle manifestazioni. Dati nettamente in contrasto con quelli forniti dal Ministro della Pubblica Amministrazione, che ha parlato di un’adesione del 4,4%, definendo lo sciopero un “flop assoluto”.
Al di là delle cifre, la giornata ha confermato il ruolo dello sciopero come strumento di pressione sociale e politica, evidenziando al contempo il delicato equilibrio tra il diritto a manifestare e la necessità di garantire i servizi pubblici essenziali ai cittadini.
