Brasilia – Un ponte culturale che unisce l’Italia e il Brasile attraverso il linguaggio universale dell’arte. È stata inaugurata a Brasilia, nel prestigioso e avveniristico Museo Nazionale della Repubblica, la mostra “Pittura Italiana Oggi”, un’importante vetrina per i talenti emergenti della scena artistica italiana under 35. L’esposizione, che rimarrà aperta al pubblico fino al 22 febbraio, è promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e ideata da Triennale Milano, con il coordinamento locale dell’Ambasciata d’Italia in Brasile. Fulcro dell’evento è l’opera itinerante “L’incrocio di Vallefredda” di Giulia Mangoni, artista italo-brasiliana che con la sua pittura intesse un dialogo profondo tra le sue due anime culturali.

Un Viaggio Artistico e Simbolico

La mostra rappresenta la seconda tappa di un tour internazionale che ha già toccato Buenos Aires e che proseguirà il suo viaggio in America Latina, con fermate previste a Rio de Janeiro e Città del Messico. L’obiettivo è quello di valorizzare la ricchezza e la complessità della pittura italiana contemporanea, offrendo una piattaforma internazionale a una nuova generazione di artisti. La scelta di Brasilia non è casuale: la capitale brasiliana, con la sua architettura modernista firmata da Oscar Niemeyer, offre una cornice unica e suggestiva per le opere in mostra. Lo stesso Museo Nazionale della Repubblica, con la sua iconica cupola bianca, è un capolavoro architettonico che dialoga perfettamente con la contemporaneità delle creazioni esposte.

“L’incrocio di Vallefredda”: un’opera tra due mondi

Al centro della scena si trova “L’incrocio di Vallefredda” di Giulia Mangoni. L’opera, nata originariamente per la mostra “Un Letto di Frasche” presso la ArtNoble Gallery di Milano nel 2024, si adatta e si trasforma in ogni tappa del suo viaggio, assorbendo l’energia e le suggestioni del luogo che la ospita. Il dipinto raffigura un giovane uomo a un bivio esistenziale, un momento carico di incertezza e possibilità. “L’opera si concentra sull’energia simbolica dell’incrocio: in questo spazio immaginario si aprono molteplici destini – sliding doors – rappresentate da animali totemici che suggeriscono diversi cammini”, ha spiegato l’artista. A completare la scena, l’immagine di un anziano in un angolo del quadro funge da monito sulle conseguenze delle scelte di vita.

Il protagonista è immerso in un paesaggio di frontiera, la Ciociaria, terra d’elezione della Mangoni, che attraverso la sua arte restituisce a questa regione una nuova identità poetica, in un affascinante dialogo con il realismo magico sudamericano. Per la versione brasiliana dell’opera, l’artista ha tratto ispirazione da un ricco bagaglio culturale: “Mi hanno profondamente influenzata le musiche del Nordest, il Forrò e il Frevo, la storia dei cangaceiros, i banditi del sertão, ma anche l’estetica degli spaghetti western, girati nella stessa Ciociaria ma spesso ambientati, narrativamente, in Messico o in remote terre sudamericane”.

Riflessioni su Identità e Frontiera

L’analisi di Giulia Mangoni va oltre la pura rappresentazione estetica, addentrandosi in una profonda riflessione sulla costruzione dell’identità, in particolare quella maschile. “Ho cercato di immaginare un cowboy ciociaro, associandolo alla figura del brigante dell’Italia meridionale dell’Ottocento, un possibile cowboy numero zero”, racconta l’artista. Questa figura ibrida le permette di indagare “come il western costruisca una finzione sulla mascolinità e sul confronto con la frontiera e con l’altro”. Un’indagine che si allarga a temi universali come la colonizzazione e i rapporti di potere tra uomo, natura e le popolazioni native americane.

La presenza di un’artista italo-brasiliana come Giulia Mangoni assume un valore particolare, rafforzando i legami culturali già solidi tra i due Paesi. Come sottolineato dall’Ambasciatore d’Italia in Brasile, Alessandro Cortese, sostenere le nuove generazioni di artisti italiani e promuoverne l’internazionalizzazione è fondamentale, specialmente in un paese come il Brasile che nutre un profondo apprezzamento per l’arte italiana.

Un Progetto di Diplomazia Culturale

“Pittura Italiana Oggi” si inserisce in un più ampio percorso di promozione dell’arte contemporanea italiana che Triennale Milano porta avanti da anni. La mostra, curata da Damiano Gullì, curatore per l’Arte contemporanea e Public Program dell’istituzione milanese, non è solo un evento espositivo, ma un vero e proprio atto di diplomazia culturale. “Raccontare in questi termini la nostra cultura è una parte essenziale del ‘fare’ diplomazia attraverso l’arte, rafforzando i legami dell’Italia con gli altri Paesi del mondo”, ha commentato Marco Maria Cerbo, Capo dell’Unità per il coordinamento delle iniziative culturali e della comunicazione integrata del Ministero degli Esteri. L’arte diventa così un veicolo per il dialogo, la comprensione reciproca e la costruzione di ponti tra diverse culture, confermando il suo ruolo insostituibile nelle relazioni internazionali.

Di atlante

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