Come da tradizione, il periodo più incantato dell’anno a Roma si accende delle luci della grande danza. Il Teatro dell’Opera di Roma si prepara a inaugurare la sua Stagione di Balletto 2025/26 con il capolavoro per eccellenza delle festività natalizie: Lo Schiaccianoci di Pëtr Il’ič Čajkovskij. A partire da mercoledì 17 dicembre alle ore 20, e per quattordici recite fino alla serata di San Silvestro, il palcoscenico del Teatro Costanzi tornerà a vibrare delle note immortali del compositore russo, in una produzione che ha già registrato il tutto esaurito nelle due precedenti edizioni.
Una Visione Fiabesca firmata Paul Chalmer
L’allestimento, che ha conquistato il cuore del pubblico romano, porta la firma del coreografo Paul Chalmer, il quale ha intessuto una narrazione visiva dal sapore squisitamente fiabesco. La sua rilettura del balletto, ispirata alle produzioni iconiche che hanno segnato la sua carriera cinquantennale, si allontana dagli aspetti più oscuri e psicologici del racconto originale di E.T.A. Hoffmann per abbracciare un’atmosfera incantata, amata da adulti e bambini. “Non riesco a ricordare un Natale senza ‘Lo schiaccianoci'”, ha dichiarato Chalmer, sottolineando il suo profondo legame personale con un’opera che è stata la prima ad aver visto a teatro e danzato. La magia è amplificata dalle suggestive scene di Andrea Miglio, dai costumi immaginifici di Gianluca Falaschi, dal disegno luci di Valerio Tiberi e dalle videoproiezioni di Igor Renzetti e Lorenzo Bruno, che insieme concorrono a creare un mondo onirico in cui i sogni della giovane Clara prendono vita.
Un Cast Stellare illumina il Palcoscenico del Costanzi
A rendere ancora più prezioso questo appuntamento contribuisce un cast di altissimo livello. Grande è l’attesa per il debutto al Costanzi di Chloe Misseldine, prima ballerina dell’American Ballet Theatre, una delle più prestigiose compagnie di danza al mondo. Al suo fianco, nel ruolo del suo Cavaliere, torna un beniamino del pubblico romano, Jacopo Tissi, già applaudito in produzioni come Giselle, Il Corsaro e La Bayadère. La coppia di ospiti internazionali interpreterà i ruoli della Fata Confetto e del suo Cavaliere nelle recite del 17, 19 e 20 dicembre (ore 20).
Il talento del Corpo di Ballo dell’Opera di Roma, diretto con maestria da Eleonora Abbagnato, brillerà in tutte le recite. Si alterneranno nei ruoli principali l’étoile Susanna Salvi, le prime ballerine Marianna Suriano e Federica Maine, e i primi ballerini Michele Satriano e Claudio Cocino. Nel ruolo di Clara vedremo le soliste Flavia Stocchi e Marta Marigliani, alternate con Federica Azzone. Lo Schiaccianoci sarà interpretato dall’étoile Alessio Rezza, da Simone Agrò – alla sua prima apparizione dopo la recente nomina a primo ballerino – e dal solista Walter Maimone. Il misterioso Drosselmeyer prenderà vita grazie alle interpretazioni del primo ballerino Claudio Cocino, del solista Giacomo Castellana e di Mattia Tortora, che si alterneranno con Valerio Marisca. La produzione vedrà anche la preziosa partecipazione degli allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera, anch’essa diretta da Eleonora Abbagnato.
La Direzione d’Orchestra e la Magia della Musica
A guidare l’Orchestra dell’Opera di Roma in questo viaggio musicale sarà la bacchetta esperta di Nir Kabaretti, direttore di fama internazionale con una vasta esperienza nel repertorio sinfonico e operistico. Descritto da Zubin Mehta come un direttore di immensa musicalità, Kabaretti si alternerà sul podio con Carlo Donadio (per le recite del 27, 28, 30 e 31 dicembre), per restituire al pubblico tutta la brillantezza e la ricchezza della partitura di Čajkovskij, diventata colonna sonora universale del Natale.
Un Appuntamento Imperdibile per le Festività
Con un totale di quattordici rappresentazioni, lo spettacolo accompagnerà romani e turisti per tutto il periodo delle feste, dalla prima del 17 dicembre fino alla speciale recita del 31 dicembre alle ore 18, per salutare l’anno nuovo nel segno della bellezza e della grande arte. Lo Schiaccianoci si conferma così non solo un balletto, ma un vero e proprio rito culturale, un ponte tra generazioni capace di rinnovare ogni anno la sua intramontabile magia, unendo la perfezione tecnica della danza classica alla potenza evocativa di una storia che parla al cuore di tutti.
