Un’alleanza per invertire la rotta, per trasformare una tendenza demografica negativa in un’opportunità di rinascita. È questa l’essenza dell’“Atlante per il Futuro”, il “Contratto energia, clima e società” siglato a Roma, presso lo spazio WeGil, dai sindaci di dieci comuni dell’Alta Sabina. Un’iniziativa ambiziosa che mira a contrastare il fenomeno dello spopolamento attraverso un investimento di 12 milioni di euro, provenienti dai fondi del PNRR – Green Communities (NextGenerationEU), e una strategia integrata che unisce sostenibilità, tecnologia e valorizzazione delle risorse del territorio.
L’area, che sconta da anni una carenza di servizi e un conseguente abbandono, si lancia in un progetto pilota che potrebbe diventare un modello per altre aree interne italiane ed europee. I comuni coinvolti sono Rocca Sinibalda (capofila), Belmonte in Sabina, Colle di Tora, Longone Sabino, Marcetelli, Torricella in Sabina, Monteleone Sabino, Poggio Moiano, Poggio San Lorenzo e Varco Sabino. Insieme contano circa 7.500 abitanti e un tasso di spopolamento del -4,2%, quattordici volte superiore alla media nazionale (-0,3%). L’obiettivo dichiarato è audace: generare una crescita della popolazione residente del 5% entro il 2035.
Un Patto per l’Intelligenza Naturale
Il cuore pulsante del progetto è “IN. Alta Sabina”, dove “IN” sta per Intelligenza Naturale. Un nome che evoca la filosofia alla base dell’iniziativa: non solo implementare soluzioni tecnologiche avanzate, ma integrarle con la saggezza e le risorse che la natura e la cultura locale offrono. L’Atlante definisce una roadmap decennale che tocca ambiti cruciali come l’energia, l’ambiente, la digitalizzazione e i servizi alla persona. L’approccio è olistico e partecipativo, coinvolgendo non solo le amministrazioni comunali, ma anche università, istituzioni scientifiche, imprese e il terzo settore in una vera e propria alleanza territoriale.
Come sottolineato da Stefano Micheli, sindaco di Rocca Sinibalda e capofila del progetto, questo contratto è “tra i primi del suo genere in Italia” e rappresenta un “documento che traccia le nostre priorità politiche e i programmi condivisi”. L’idea è creare un “laboratorio di innovazione capace di rendere più attrattivo il territorio”, fornendo una risposta sistemica alle emergenze dello spopolamento e della crisi climatica.
Azioni Concrete per uno Sviluppo Sostenibile
Il piano d’azione si articola in 15 ambiti di intervento, che spaziano dalla produzione di energia pulita alla gestione sostenibile delle risorse idriche, fino all’innovazione sociale. Tra le iniziative previste figurano:
- Energia e Clima: Realizzazione di un impianto di gassificazione e cogenerazione a biomassa locale da 100 kW elettrici e 146 kW termici, alimentato da filiera corta. Questo garantirà maggiore autonomia e resilienza energetica. Verrà inoltre creata una rete diffusa di colonnine di ricarica elettrica per veicoli.
- Acqua e Biodiversità: Otto interventi prioritari per la gestione sostenibile delle acque, inclusa la fitodepurazione e la riqualificazione delle sorgenti.
- Inclusione e Partecipazione: Il “Patto di Comunità” ha già posto le basi sociali del progetto attraverso laboratori e mappature partecipative. Sono previsti programmi di inclusione digitale per gli anziani, con il supporto di giovani tutor, e la formazione di “Green Ambassador” per una leadership territoriale diffusa.
- Agricoltura e Territorio: Sviluppo della filiera della lavanda per rigenerare terreni marginali e un progetto pilota a Marcetelli, denominato “Esodi e ritorni”, per sperimentare un modello replicabile di contrasto allo spopolamento. A Rocca Sinibalda sorgerà un Hub comunitario multifunzionale per attività agricole e formative.
Il Valore Invisibile delle Aree Interne
Marco Bussone, presidente di Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani), ha evidenziato come l’esperienza dell’Alta Sabina dimostri il potenziale delle Green Community nel “costruire alleanze vere”. Bussone ha inoltre posto l’accento sul concetto di servizi ecosistemici: i benefici, spesso invisibili ma dal valore inestimabile, che le aree montane offrono alle città, come l’assorbimento di CO2 e la garanzia delle risorse idriche. In Alta Sabina, il valore di questi benefici è stato stimato in quasi 134 milioni di euro l’anno. Il progetto mira a rendere questo valore tangibile, trasformandolo in reddito e opportunità per i cittadini.
Il fenomeno dello spopolamento delle aree interne è una sfida nazionale. Le previsioni Istat indicano un declino demografico per l’82% dei comuni italiani entro il 2043, con una fuga di capitale umano allarmante: quasi 330.000 giovani laureati hanno lasciato queste zone tra il 2002 e il 2022. L’iniziativa dell’Alta Sabina, con il suo approccio innovativo che lega governance, tecnologia e attivazione di economie collaborative, si propone non solo di fermare questa emorragia, ma di creare un nuovo modello di vita e di sviluppo, dimostrando che un futuro diverso per i borghi italiani è possibile.
