MRAUK U, MYANMAR – La già drammatica situazione umanitaria in Myanmar è precipitata ulteriormente in una spirale di violenza inaudita. Un raid aereo attribuito all’aviazione della giunta militare ha bombardato l’ospedale generale di Mrauk U, una città nello stato occidentale di Rakhine, causando una strage di civili. Secondo le prime testimonianze raccolte sul posto da operatori umanitari, il bilancio, ancora provvisorio, è di almeno 31 morti e 68 feriti. “La situazione è terribile”, ha dichiarato Wai Hun Aung, un operatore umanitario presente sulla scena, aggiungendo che si teme che il numero delle vittime possa aumentare.
L’attacco è avvenuto nella serata di mercoledì, quando un caccia militare ha sganciato due bombe sulla struttura sanitaria. Una delle bombe ha colpito direttamente il reparto di degenza, mentre l’altra è esplosa vicino all’edificio principale, distruggendo gran parte dell’ospedale e danneggiando anche veicoli parcheggiati nelle vicinanze. Le immagini diffuse online mostrano scene di devastazione, con edifici danneggiati, detriti sparsi ovunque e corpi avvolti in teli bianchi allineati all’esterno della struttura.
Un’offensiva feroce in vista di elezioni contestate
Questo bombardamento su un obiettivo civile, protetto dal diritto internazionale, non è un episodio isolato. Si inserisce in una vasta e feroce offensiva che la giunta militare sta conducendo in tutto il paese, in particolare nelle aree controllate dai gruppi di resistenza armata. L’escalation di violenza avviene a poche settimane dall’inizio delle elezioni legislative, fissate per il 28 dicembre. La giunta, salita al potere con un colpo di stato nel febbraio 2021 che ha rovesciato il governo democraticamente eletto di Aung San Suu Kyi, presenta questo appuntamento elettorale come un tentativo di riportare stabilità nel paese.
Tuttavia, la comunità internazionale e le forze di opposizione interne hanno già definito le elezioni una “farsa”, un tentativo del regime di legittimarsi senza alcuna garanzia di trasparenza e credibilità. Molti partiti di opposizione sono stati sciolti e i loro leader, inclusa Aung San Suu Kyi, sono in carcere. I gruppi ribelli, che controllano ampie porzioni di territorio, hanno già annunciato che impediranno lo svolgimento del voto nelle loro aree.
Lo Stato di Rakhine: un fronte caldo del conflitto
Lo stato di Rakhine, dove è avvenuto il bombardamento, è uno dei fronti più caldi della guerra civile che sta devastando il Myanmar. La regione è quasi interamente controllata dall’Arakan Army (AA), uno dei più potenti gruppi armati etnici del paese. L’AA, che lotta per una maggiore autonomia della minoranza Rakhine, ha intensificato la sua offensiva contro la giunta dal novembre 2023, conquistando diverse città e mettendo in difficoltà l’esercito regolare. In un comunicato, il dipartimento sanitario dell’Arakan Army ha confermato l’attacco, precisando che dieci pazienti sono stati “uccisi sul colpo”.
La giunta militare ha intensificato l’uso dei raid aerei come strumento bellico dal colpo di stato, causando un numero crescente di vittime civili. Solo una settimana prima dell’attacco all’ospedale, un altro bombardamento aveva colpito una sala da tè nella regione di Sagaing, uccidendo almeno 18 civili. Questi episodi dimostrano una strategia militare che non discrimina tra obiettivi militari e civili, in palese violazione delle convenzioni internazionali.
Una crisi umanitaria dimenticata
La guerra civile in Myanmar, iniziata dopo la brutale repressione delle proteste pacifiche post-golpe, ha gettato il paese in una crisi umanitaria gravissima e spesso dimenticata dai media internazionali. Secondo stime delle Nazioni Unite e di organizzazioni non governative:
- Oltre 53.000 persone sono state uccise dall’inizio del conflitto.
- Più di 3 milioni di persone sono sfollate interne.
- Circa 13,3 milioni di persone sono a rischio fame.
- L’economia è al collasso, con un tasso di disoccupazione che ha raggiunto il 40%.
I bambini sono tra le vittime più vulnerabili di questo conflitto, con un aumento esponenziale di morti e mutilazioni a causa di mine e ordigni inesplosi. Il Myanmar è oggi uno dei paesi più contaminati al mondo da questi ordigni.
