Città del Messico – Una svolta epocale nella lotta al tabagismo e alle nuove dipendenze si profila all’orizzonte in Messico. La Camera dei Deputati ha approvato con una maggioranza schiacciante una controversa iniziativa di legge, fortemente voluta dalla presidente Claudia Sheinbaum, che mette al bando totale la produzione, la distribuzione e la vendita di sigarette elettroniche e di tutti i dispositivi per lo svapo. Il provvedimento, che ora attende il vaglio del Senato per la ratifica definitiva, segna una delle posizioni più dure a livello internazionale su questo tema.

Il dettaglio della nuova legge: voto, pene e divieti

Dopo un intenso dibattito durato quasi nove ore, l’aula ha dato il suo verdetto: 324 voti a favore e 129 contrari. Un margine ampio che riflette la determinazione del governo a procedere su questa strada. Il progetto di legge non si limita a vietare il commercio dei dispositivi, ma introduce un divieto assoluto per qualsiasi forma di pubblicità, promozione o sponsorizzazione, sia sui media tradizionali come stampa, radio e televisione, sia sulle piattaforme digitali e social.

Le sanzioni previste per i trasgressori sono particolarmente severe e hanno suscitato un acceso dibattito. La modifica alla Legge Generale sulla Salute prevede pene detentive che possono arrivare fino a otto anni di carcere e multe che possono toccare i 10.700 euro (circa 226.000 pesos messicani). Una misura che, secondo i critici, è sproporzionata e potrebbe avere conseguenze inaspettate.

Le motivazioni del governo e le preoccupazioni per la salute pubblica

La presidente Claudia Sheinbaum e il suo predecessore, Andrés Manuel López Obrador, che aveva già avviato la stretta con un decreto presidenziale, hanno più volte ribadito che l’obiettivo primario è la tutela della salute pubblica, in particolare quella delle giovani generazioni. Secondo il governo, i dispositivi per lo svapo rappresentano una porta d’accesso al fumo tradizionale e rendono i giovani dipendenti dalla nicotina. La Commissione Federale per la Protezione contro i Rischi Sanitari (Cofepris) ha pubblicato studi che identificano oltre 30 sostanze chimiche pericolose nei liquidi per lo svapo, tra cui benzene e formaldeide, legate a gravi danni per la salute.

Il governo messicano ha espresso la ferma intenzione di attuare il divieto entro l’inizio del 2025, inquadrando questa misura in una più ampia strategia di lotta alle dipendenze che include anche un giro di vite sulle droghe sintetiche come il fentanil. Questa linea politica ha ricevuto il plauso dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che ha premiato il Messico per le sue politiche anti-tabacco.

Critiche e timori: il rischio del mercato nero e della criminalizzazione

Nonostante l’ampio sostegno in Parlamento, la legge ha sollevato un coro di critiche da parte delle opposizioni, di esperti di riduzione del danno e delle associazioni di consumatori. La principale preoccupazione è che un divieto totale, anziché risolvere il problema, possa semplicemente alimentare un mercato nero incontrollato, gestito dalle potenti e violente bande della criminalità organizzata. Un paradosso, secondo i critici, in un paese che già combatte una dura battaglia contro i cartelli della droga.

I sostenitori dello svapo, riuniti in organizzazioni come la World Vapers’ Alliance, sostengono che una regolamentazione, simile a quella per alcol e tabacco, sarebbe stata una via più efficace. Essi evidenziano come le sigarette elettroniche, sebbene non innocue, siano uno strumento di riduzione del danno per i fumatori adulti che non riescono a smettere. Vietarle, lasciando legali le sigarette tradizionali, viene visto come un controsenso che potrebbe spingere molti ex fumatori a ricadere nella vecchia abitudine.

Inoltre, i legislatori dell’opposizione hanno definito il provvedimento eccessivamente “punitivo” e “repressivo”, sottolineando l’assurdità di pene potenzialmente più severe per la vendita di una sigaretta elettronica rispetto a quelle previste per il traffico di alcune droghe pesanti. C’è il timore che si vada a criminalizzare i consumatori anziché regolamentare un settore in forte espansione.

Un contesto di leggi anti-fumo sempre più severe

Questa iniziativa si inserisce in un contesto di politiche anti-fumo sempre più restrittive in Messico. Già nel gennaio 2023, il paese ha introdotto una delle leggi più severe al mondo, vietando il fumo in tutti i luoghi pubblici, inclusi parchi, spiagge e hotel. Anche in quel caso, le restrizioni erano state estese a vaporizzatori e sigarette elettroniche. La nuova legge rappresenta quindi il culmine di un percorso legislativo che mira a eliminare progressivamente il fumo e lo svapo dalla vita pubblica messicana.

Il futuro di questa legge è ora nelle mani del Senato. Se approvata, il Messico si posizionerà come uno dei paesi con la legislazione più proibizionista al mondo in materia di sigarette elettroniche, una scelta che farà certamente discutere a lungo, sia a livello nazionale che internazionale, per le sue profonde implicazioni sanitarie, economiche e sociali.

Di atlante

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