LISBONA – C’era una volta la sfida tra due giganti della panchina, due condottieri abituati a vincere, a infiammare le piazze e a non concedere mai nulla, né in campo né fuori. La sfida tra José Mourinho e Antonio Conte, andata in scena in un Estádio da Luz vestito a festa, ha rispettato le attese in termini di intensità, ma ha offerto un verdetto tanto chiaro quanto doloroso per i colori azzurri. Il Benfica dello “Special One” ha impartito una severa lezione di calcio a un Napoli irriconoscibile, opaco e fragile, vincendo per 2-0 una partita dominata dall’inizio alla fine. Un passo falso pesantissimo che frena la corsa del Napoli in Europa, lasciandolo fermo a 7 punti e in una posizione di classifica estremamente precaria, a un solo punto dalla zona che significherebbe una clamorosa eliminazione.

Mourinho incarta Conte: il primo tempo è un monologo lusitano

L’avvio di gara è un manifesto delle intenzioni di Mourinho: aggressione alta, pressing asfissiante e linee di passaggio chiuse per imbrigliare la manovra del Napoli. La squadra di Conte, forse ancora appesantita dalle fatiche del campionato, appare sorpresa e in totale balia dell’avversario. Dopo appena 12 minuti, il primo brivido corre lungo la schiena dei tifosi partenopei: un’azione avvolgente del Benfica libera Ivanovic a tu per tu con Milinkovic Savic, ma il portiere serbo è prodigioso a opporsi. Sulla respinta, Aursnes non inquadra la porta, graziando un Napoli già in apnea. È il preludio a un’altra, colossale ingenuità: pochi istanti dopo, lo stesso Milinkovic Savic, solitamente impeccabile, sbaglia un passaggio in fase di costruzione, regalando di fatto il pallone ad Aursnes che, ancora una volta, calcia malamente e spreca il vantaggio.

Ma il gol è nell’aria e arriva puntuale al 20′. Su un cross dalla trequarti, McTominay, in affanno, respinge corto e male di testa, trasformando il suo intervento in un assist involontario per Rios. L’attaccante del Benfica, appostato in area piccola, è un rapace e non ha difficoltà a spingere il pallone in rete per l’1-0 che fa esplodere il Da Luz. La reazione del Napoli è tutta in iniziative estemporanee e poco convinte. Un cross di Lang per la testa di Di Lorenzo, che finisce alto, e una conclusione del giovane Hojlund, murata dalla difesa portoghese, sono troppo poco per impensierire una squadra organizzata e solida come quella di Mourinho.

Il tacco di Barreiro chiude i conti, il Napoli non reagisce

Nell’intervallo, Antonio Conte prova a scuotere i suoi. Fuori un deludente Olivera e un Beukema in difficoltà, dentro forze fresche come Politano e Spinazzola, con un conseguente cambio di assetto tattico per dare più spinta e imprevedibilità. Una mossa che, tuttavia, viene vanificata dopo neanche tre minuti dall’inizio della ripresa. Il Benfica riparte con la stessa ferocia e trova subito il colpo del k.o. con una giocata da manuale: Rios, ancora lui, sfonda sulla fascia e mette al centro un pallone rasoterra teso su cui si avventa Barreiro. Il suo colpo di tacco è una magia che beffa Milinkovic Savic e sigla il 2-0. Una rete spettacolare che spezza le gambe e il morale al Napoli.

Da quel momento in poi, la partita si trasforma in una lunga gestione per il Benfica e in un’agonia per gli azzurri. Nonostante i cambi, il Napoli non riesce a creare pericoli concreti. Le uniche timide fiammate portano la firma dell’ex della gara, Neres, e di McTominay, ma le loro conclusioni sono più tentativi di orgoglio che reali occasioni da gol. Anzi, sono ancora i padroni di casa ad andare più volte vicini al tris, ma un superlativo Milinkovic Savic evita che il passivo diventi ancora più pesante, salvando a più riprese la sua porta. Il triplice fischio finale sancisce una vittoria strameritata per il Benfica e una delle peggiori serate europee per il Napoli di Conte.

Analisi Tattica: la trappola perfetta dello “Special One”

La vittoria del Benfica è, prima di tutto, la vittoria di José Mourinho. Il tecnico portoghese ha preparato la partita in modo impeccabile, annullando le fonti di gioco del Napoli e sfruttandone ogni minima debolezza. La chiave è stata la superiorità a centrocampo e l’aggressione costante sugli esterni, che hanno impedito agli uomini di Conte di sviluppare la loro consueta manovra. Il Benfica ha saputo quando pressare e quando attendere, colpendo con transizioni letali.

Dall’altra parte, Antonio Conte non è riuscito a trovare contromisure efficaci. Il suo Napoli è apparso stanco, prevedibile e mentalmente fragile, incapace di reagire alle difficoltà. I cambi all’intervallo non hanno sortito gli effetti sperati e la squadra è sembrata slegata e senza idee per tutti i 90 minuti. Nel post-partita, Conte ha parlato di stanchezza e di un calendario fitto, ma Mourinho ha prontamente replicato definendo questa analisi “una scusa”, sottolineando invece la straordinaria prestazione dei suoi uomini.

Di nike

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