MILANO – Una doccia gelata a San Siro, a due minuti dal novantesimo. Un calcio di rigore, definito “generoso” dai più, trasforma una partita equilibrata in una sconfitta amara per l’Inter, che cede 1-0 al Liverpool e vede complicarsi il suo percorso in Champions League. La rete di Dominik Szoboszlai dal dischetto, assegnato dopo un on-field review per una trattenuta di Bastoni su Wirtz, non solo consegna tre punti pesantissimi ai Reds, ma lascia i nerazzurri con l’amaro in bocca e la consapevolezza che la strada verso la qualificazione diretta agli ottavi di finale è ora in salita.

Una Sconfitta dai Molteplici Volti

La seconda sconfitta consecutiva in Europa, dopo quella subita a Madrid contro l’Atletico, suona come un campanello d’allarme per la squadra di Cristian Chivu. Con dodici punti raccolti in sei partite, la tranquillità è un lusso che l’Inter non può permettersi. Il pericolo di dover affrontare i playoff per accedere alla fase a eliminazione diretta è concreto, e il calendario non offre sconti. A gennaio, infatti, i nerazzurri se la vedranno con due corazzate del calibro dell’Arsenal, attuale capolista in Premier League, e del Borussia Dortmund. Per evitare la lotteria degli spareggi, servirà un’impresa: conquistare almeno quattro punti in queste due sfide proibitive.

La partita contro il Liverpool ha messo a nudo alcune fragilità che stanno caratterizzando la stagione interista nei big match. Si tratta della quinta sconfitta stagionale contro avversarie di alto livello, un dato che fa riflettere. Oltre alle due battute d’arresto in Champions, in campionato sono arrivate sconfitte contro Juventus, Napoli e Milan. Il filo conduttore di queste battute d’arresto sembra essere duplice: cali di concentrazione nei finali di partita e una preoccupante mancanza di cinismo sotto porta.

Contro l’Atletico Madrid era stato un colpo di testa di Gimenez nel recupero a condannare i nerazzurri, mentre con il Liverpool è stato l’episodio del rigore all’88’ a decidere le sorti del match. Un copione che si ripete e che impone una riflessione sulla gestione dei momenti cruciali della gara. A questo si aggiunge la difficoltà a concretizzare la mole di gioco prodotta. Anche contro i Reds, l’Inter ha costruito diverse occasioni da gol, su tutte un colpo di testa di Lautaro Martinez sventato da un grande intervento di Alisson, ma è mancata la “fame” e la cattiveria necessarie per sbloccare il risultato.

Infermeria Piena e Calendario Infernale

A rendere il quadro ancora più complesso ci si mettono gli infortuni. Durante la sfida con il Liverpool, l’Inter ha perso per problemi muscolari due pedine fondamentali come Hakan Calhanoglu e Francesco Acerbi. Il regista turco, uscito dopo appena undici minuti, ha riportato un problema all’adduttore e, sebbene non grave, la sua presenza è in forte dubbio per i prossimi impegni, compresa la Supercoppa. Ben più serie appaiono le condizioni del difensore, fermato da un risentimento al flessore: per lui si profila un rientro non prima del 2026, costringendolo a saltare appuntamenti chiave.

Queste assenze pesano come macigni in vista di un periodo denso di appuntamenti decisivi. Prima della sosta natalizia, l’Inter sarà impegnata in campionato, a partire dalla trasferta di domenica contro il Cagliari, per poi volare a Riad per la Supercoppa Italiana. Il 19 dicembre è in programma la semifinale contro il Bologna, un’occasione per mettere in bacheca un trofeo che manca dalla scorsa stagione e per scacciare le insicurezze emerse in questo complicato finale di 2025.

Analisi Tattica: Intensità Mancata e Poca Concretezza

L’approccio alla gara contro il Liverpool ha lasciato a desiderare. L’Inter è apparsa poco aggressiva e ha faticato a imporre il proprio ritmo, subendo il pressing alto e la fluidità di manovra degli uomini di Arne Slot, presentatisi a San Siro senza stelle del calibro di Salah. Chivu aveva chiesto intensità alla vigilia, ma la squadra non è riuscita a rispondere presente, rimanendo in balia degli avversari per lunghi tratti del primo tempo. Un gol annullato a Konaté dal VAR per un tocco di mano ha scosso i nerazzurri, che hanno poi reagito creando le migliori occasioni prima dell’intervallo.

Tuttavia, il problema della scarsa concretezza è emerso nuovamente. Nonostante un gioco spesso divertente, fatto di verticalizzazioni e pressione alta, la squadra fatica a tradurre in gol le opportunità create. Questa mancanza di cinismo, unita alle disattenzioni difensive nei minuti finali, si sta rivelando un tallone d’Achille pericoloso, soprattutto nelle sfide da dentro o fuori. Il mese che separa l’Inter dal prossimo impegno europeo sarà fondamentale per lavorare su questi aspetti e ritrovare la brillantezza e la solidità necessarie per competere ai massimi livelli.

Di nike

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