TIZZANO VAL PARMA – Una vera e propria lotta contro il tempo è in corso sull’Appennino parmense, dove la storica frana di Cisone si è drammaticamente riattivata, minacciando di interrompere un’arteria stradale di fondamentale importanza. La Strada Statale 665 “Massese”, nel territorio del Comune di Tizzano Val Parma, è al centro di un’emergenza che tiene con il fiato sospeso residenti, lavoratori e le numerose aziende agroalimentari della zona, celebri in tutto il mondo per eccellenze come il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Parma.
La riattivazione della frana e l’immediata risposta delle istituzioni
L’allarme è scattato all’alba di giovedì scorso, quando il terreno a monte della carreggiata ha iniziato a gonfiarsi, provocando profonde spaccature nell’asfalto. Il fronte dello smottamento, largo circa 60 metri e lungo 500, ha mostrato un’avanzata preoccupante, muovendosi in alcuni punti anche di 10 metri in sole 24 ore. La velocità del movimento, sebbene ora ridotta rispetto ai primi momenti, rimane un fattore di alta criticità. Immediata la mobilitazione di uomini e mezzi: gli operai di Anas sono al lavoro senza sosta direttamente sulla carreggiata per rimuovere il materiale e garantire la percorribilità, mentre i tecnici dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione Civile dell’ambito di Parma si occupano del monitoraggio costante dell’evoluzione del fenomeno e del coordinamento degli interventi a monte.
La situazione è monitorata 24 ore su 24: paletti per la misurazione di ogni minimo movimento, frequenti sorvoli con droni per avere una visione d’insieme dall’alto e una torre faro per illuminare l’area durante le ore notturne testimoniano la gravità della situazione e lo sforzo profuso per tenerla sotto controllo. Già nei mesi scorsi, la Regione aveva effettuato lavori di drenaggio sul versante, ma le abbondanti piogge dei giorni precedenti hanno compromesso la stabilità del terreno.
Un’arteria vitale per l’economia della Food Valley
Fortunatamente, al momento non risultano coinvolte direttamente abitazioni o attività produttive. Tuttavia, la preoccupazione maggiore riguarda le conseguenze economiche di un’eventuale chiusura totale della SS 665. Quest’arteria non è solo una strada, ma rappresenta il collegamento cruciale tra la Val Parma e la Val d’Enza, un vero e proprio cordone ombelicale per l’economia locale. Ogni giorno, la Massese è percorsa da un intenso traffico di residenti, pendolari e, soprattutto, mezzi pesanti che trasportano le materie prime e i prodotti finiti delle eccellenze gastronomiche che hanno reso questa zona famosa nel mondo.
Un blocco della circolazione, anche temporaneo, comporterebbe enormi disagi e danni economici, costringendo i trasporti a percorrere itinerari alternativi molto più lunghi e tortuosi, con un conseguente aumento dei costi e dei tempi di consegna. La sottosegretaria alla Presidenza con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini, ha sottolineato l’importanza strategica della strada, definendola “un punto nodale per tutta l’economia della zona”.
Interventi e prospettive future
Le operazioni si concentrano su due fronti: da un lato, la messa in sicurezza e il ripristino della carreggiata stradale; dall’altro, interventi mirati a monte per drenare l’enorme quantità d’acqua accumulata nel sottosuolo, vera causa dell’instabilità. Quattro scavatori sono costantemente in azione per riaprire fossi e canali di scolo. La strada è attualmente transitabile, seppur con un senso unico alternato regolato da semaforo, per consentire lo svolgimento dei lavori in sicurezza. Tuttavia, le autorità hanno già avvisato che in caso di nuove allerte meteo, la statale potrebbe essere chiusa preventivamente per scongiurare ogni rischio.
L’episodio riaccende i riflettori sulla fragilità idrogeologica dell’Appennino, un territorio meraviglioso ma ciclicamente soggetto a fenomeni franosi di vasta portata. L’area di Tizzano Val Parma, in particolare, non è nuova a queste emergenze, come dimostra la grande frana di Capriglio che ha destato preoccupazione in passato. La comunità locale e le istituzioni, dalla sindaca di Tizzano Isabella Rossi ai rappresentanti dell’Unione Montana Est, seguono con apprensione l’evolversi della situazione, consapevoli che la salvaguardia della Statale Massese è una priorità assoluta per il futuro del loro territorio.
