Anfield trema, le fondamenta scricchiolano sotto il peso di uno scontro che ha ormai assunto i contorni della rottura totale. Mohamed Salah, l’icona, il Faraone che ha fatto sognare per anni la Kop, è ai ferri corti con il Liverpool e con il suo nuovo condottiero, Arne Slot. La goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo di incomprensioni e malumori è arrivata con la decisione, tanto drastica quanto significativa, di escludere l’attaccante egiziano dalla lista dei convocati per la fondamentale trasferta di Champions League contro l’Inter a San Siro. Una scelta che pesa come un macigno sul futuro del giocatore e che apre scenari di mercato impensabili fino a poche settimane fa.
Cronaca di un addio annunciato: le panchine e lo sfogo
Il rapporto tra Salah e il tecnico olandese Arne Slot, succeduto a Jürgen Klopp, non è mai decollato. Le ultime settimane hanno visto un’escalation di tensione, culminata con tre panchine consecutive per l’attaccante, un affronto per un giocatore del suo calibro e della sua storia con i Reds. L’apice del malcontento si è manifestato dopo il pareggio per 3-3 contro il Leeds, quando Salah si è lasciato andare a un durissimo sfogo pubblico. “Mi sento come se il club mi avesse gettato sotto un autobus,” ha dichiarato l’egiziano ai media. “Avevamo un buon rapporto, poi all’improvviso non c’è più. Sembra quasi che qualcuno non mi voglia nel club”. Parole di fuoco che hanno messo a nudo una frattura apparentemente insanabile con l’allenatore e, forse, con una parte della dirigenza.
La risposta del club non si è fatta attendere. Arne Slot, in conferenza stampa, pur cercando di mantenere un tono professionale, non ha nascosto la sua sorpresa per le dichiarazioni del giocatore. “Non mi aspettavo queste dichiarazioni per come si era allenato e per come si era comportato,” ha ammesso il tecnico, confermando che la mancata convocazione è stata la reazione immediata e decisa della società. Alla domanda diretta se Salah avesse giocato la sua ultima partita con il Liverpool, Slot ha risposto con un laconico: “Non ne ho idea”.
Il messaggio social e il futuro incerto: Arabia o MLS?
Mentre la squadra volava verso Milano, Salah ha risposto a modo suo: un post sui social media che lo ritrae mentre si allena da solo nella palestra del club. Nessuna didascalia, ma un’immagine potente, che sa di isolamento e di sfida. Un messaggio silenzioso che alimenta ulteriormente le speculazioni sul suo futuro.
Con un contratto in scadenza nel 2027, firmato solo pochi mesi fa, l’addio a gennaio sembra ora uno scenario tutt’altro che improbabile. Le pretendenti non mancano e le piste più calde portano lontano dall’Europa. In prima fila c’è l’Arabia Saudita, con l’Al-Ittihad che già in passato aveva tentato l’assalto con offerte faraoniche. La Saudi Pro League sogna di aggiungere un’altra stella di prima grandezza al suo firmamento, e la rottura con i Reds potrebbe essere l’occasione perfetta. L’alternativa, altrettanto affascinante dal punto di vista economico e mediatico, è la Major League Soccer (MLS) negli Stati Uniti, un campionato in continua crescita che accoglierebbe a braccia aperte un’icona globale come Salah.
Un’eredità pesante e un club a un bivio
L’eventuale partenza di Mohamed Salah non sarebbe solo un colpo di mercato, ma la fine di un’era per il Liverpool. Arrivato dalla Roma nel 2017, l’egiziano è diventato uno dei giocatori più forti e decisivi della storia del club, vincendo tutto: Premier League, Champions League, FA Cup, Mondiale per Club. Con 250 gol segnati, è il terzo marcatore di tutti i tempi dei Reds. La sua assenza, unita a un deludente nono posto in campionato, mette il Liverpool e Arne Slot di fronte a un bivio cruciale. La gestione di questa crisi definirà non solo il resto della stagione, ma anche il futuro a medio termine di uno dei club più prestigiosi del mondo.
