Un dialogo tra due mondi musicali, un ponte gettato tra le calde notti dell’Avana e i vicoli carichi di storia di Napoli. A dieci anni dalla sua scomparsa, la musica di Pino Daniele, icona immortale della canzone italiana, rinasce sotto le dita virtuose di Gonzalo Rubalcaba, pianista e compositore cubano acclamato a livello internazionale. Il risultato è “Gonzalo plays Pino”, un album che non è un semplice tributo, ma una vera e propria reinvenzione, una celebrazione dell’anima multiforme di un artista che ha saputo fondere il blues, il rock e la melodia partenopea in un linguaggio unico e universale. L’opera, in uscita il 19 dicembre in formato CD e digitale per l’etichetta Itinera (legata al festival Pomigliano Jazz) e TCSette, rappresenta il culmine di un percorso di avvicinamento e profonda ammirazione del musicista cubano verso il “mascalzone latino”.

La Genesi di un Incontro Musicale

L’idea di questo progetto affonda le sue radici nel 2021, quando Onofrio Piccolo, direttore del Pomigliano Jazz Festival, invita Rubalcaba a esibirsi in Campania. Quell’esperienza segna l’inizio di un’immersione totale nel mondo di Pino Daniele. “Da quel momento ho iniziato a lavorare sulle partiture originali dei brani e a immergermi nella musica e nel mondo di Pino, coinvolgendo musicisti della sua terra”, ha dichiarato Rubalcaba. Un lavoro meticoloso di studio e riarrangiamento che ha portato alla luce nuove sfumature, esplorando le complesse armonie e i ritmi trascinanti che caratterizzano il repertorio del cantautore napoletano. Le sessioni di registrazione, svoltesi tra Napoli e Miami, con il mastering finale a San Francisco, testimoniano la caratura internazionale del progetto, unendo talenti e sensibilità diverse in un unico flusso creativo.

Un Ensemble d’Eccellenza per un Suono Unico

Per questo viaggio sonoro, Gonzalo Rubalcaba ha voluto al suo fianco un gruppo di musicisti italiani di straordinario talento, molti dei quali profondamente legati alla scena musicale napoletana. L’ensemble è composto da:

  • Daniele Sepe al sax tenore, con il suo suono inconfondibile e la sua capacità di spaziare tra i generi.
  • Aldo Vigorito al contrabbasso, solida base ritmica e armonica del gruppo.
  • Claudio Romano alla batteria, pulsante cuore percussivo del progetto.
  • Giovanni Imparato alle percussioni, che aggiunge i colori e i sapori delle ritmiche afro-mediterranee.
  • Giovanni Francesca alla chitarra, tessendo trame melodiche che dialogano con il pianoforte di Rubalcaba.
  • Maria Pia De Vito alla voce, una delle interpreti più raffinate e versatili del panorama jazz italiano, che presta la sua vocalità unica ad alcuni brani.

Insieme, questi artisti danno vita a un sound che va oltre la semplice esecuzione, creando un’alchimia speciale che rispetta l’essenza delle composizioni originali, arricchendole al contempo di nuove prospettive e improvvisazioni mozzafiato.

La Tracklist: Tra Capolavori e Perle Nascoste

La selezione degli undici brani che compongono “Gonzalo plays Pino” è un’attenta esplorazione dell’immenso repertorio di Daniele. Rubalcaba non si è limitato a scegliere i successi più celebri, ma ha scavato a fondo, portando alla luce anche gemme meno conosciute dal grande pubblico. Troviamo così capolavori senza tempo come “Quando”, “Napule è”, “Lazzari felici” e “Chi tene ‘o mare”, brani che sono ormai entrati nell’immaginario collettivo e che qui acquistano una nuova veste, tra raffinatezze armoniche e libertà improvvisativa.

Accanto a questi, figurano scelte più ricercate che dimostrano la profondità dell’analisi di Rubalcaba. Da “Che Dio ti benedica” (1993) estrae la struggente ballad “Pace e serenità” e la suggestiva “Sicily”. Dall’album “Schizzechea with Love” (1988) provengono l’afrocubana “Cumbà”, perfettamente nelle corde del pianista, e la delicata “Gesù Gesù”. L’influenza di Wayne Shorter, tanto cara a Pino, riecheggia nelle versioni di “Toledo” e “Maggio se ne va”, tratte da “Bella ‘Mbriana” (1982), album dal quale è ripreso anche l’inno generazionale “Tutta n’ata storia”.

Rubalcaba: un Gigante del Jazz incontra il “Mascalzone Latino”

Scoperto e lanciato negli anni Ottanta da leggende come Dizzy Gillespie e Charlie Haden, Gonzalo Rubalcaba è oggi considerato uno dei pianisti più importanti della scena jazzistica contemporanea. Vincitore di tre Grammy Awards, è noto per il suo virtuosismo tecnico sbalorditivo e per una costante ricerca di innovazione. La sua carriera è costellata di collaborazioni con i più grandi nomi del jazz, da Paul Motian a Ron Carter, da Chick Corea a Herbie Hancock. Il suo approccio alla musica di Pino Daniele è quello di un artista che riconosce un altro grande. “Lui è stato un artista enorme che ha superato i generi e le etichette creando un suo sound, uno stile unico che lo ha reso una leggenda ben oltre i confini della città di Napoli”, ha affermato Rubalcaba, definendo questo progetto una vera e propria “sfida”. Una sfida vinta, che regala al pubblico un’opera di grande spessore artistico e culturale, capace di unire l’anima latina del jazz con il cuore pulsante della musica napoletana.

Di euterpe

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