L’Europa della difesa si trova a un bivio storico. Le recenti dichiarazioni e i documenti strategici firmati dal presidente americano Donald Trump, che delineano un progressivo disimpegno degli Stati Uniti dalla sicurezza del Vecchio Continente, hanno innescato una reazione immediata e coordinata tra le principali potenze europee. Mercoledì si terrà un vertice in videoconferenza di fondamentale importanza che vedrà protagonisti i ministri della Difesa di quattro nazioni chiave: Guido Crosetto per l’Italia, Catherine Vautrin per la Francia, John Healey per il Regno Unito e Boris Pistorius per la Germania. A loro si uniranno figure di spicco delle istituzioni comunitarie: il commissario europeo alla Difesa, Andrius Kubilius, e l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’UE, Kaja Kallas.
La Sfida di Trump e la Risposta Europea
Il “sasso nello stagno” lanciato da Trump con il nuovo documento sulla Sicurezza Strategica Nazionale ha avuto l’effetto di un campanello d’allarme per le cancellerie europee. La prospettiva di uno smantellamento, o quantomeno di un significativo indebolimento, dello “scudo” difensivo che gli USA hanno garantito all’Europa fin dalla Seconda Guerra Mondiale, costringe i partner europei a una profonda riflessione e, soprattutto, a un’azione concreta. La visione, promossa con forza dal ministro Crosetto, è chiara: i singoli interessi nazionali devono fare un passo indietro per costruire convergenze solide e durature, sia sul piano industriale che su quello prettamente militare.
Il mondo attuale, dominato dalla competizione strategica tra Stati Uniti e Cina e minacciato da un vicino aggressivo come la Russia, non lascia spazio a divisioni. I singoli stati membri dell’UE, così come il Regno Unito post-Brexit, appaiono troppo piccoli per affrontare da soli le sfide globali. L’urgenza di un’Europa più forte e autonoma in materia di difesa non è più un mero esercizio retorico, ma una necessità strategica impellente. Questa presa di coscienza è maturata nel tempo, accelerata dall’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, che ha già spinto molti paesi ad aumentare le spese militari. Ora, la linea politica di Trump sembra aver relegato l’Europa in un angolo, costringendola a trovare una via d’uscita basata sulle proprie forze.
I Dossier Caldi sul Tavolo del Vertice
L’agenda del vertice è fitta e si concentra su dossier interconnessi e di massima priorità. Il primo punto, naturalmente, è il sostegno all’Ucraina. Con il conflitto che non accenna a placarsi, è fondamentale che l’Europa presenti un fronte unito e continui a fornire a Kyiv il supporto militare e finanziario necessario per difendere la propria sovranità. Si discuterà di come coordinare al meglio le forniture di armamenti e di come finanziare lo sforzo bellico, anche attraverso strumenti innovativi come l’utilizzo degli asset russi congelati.
Strettamente legato a questo è il tema del rafforzamento della base industriale e tecnologica della difesa europea (EDTIB). L’obiettivo è superare la frammentazione attuale, armonizzando i programmi di armamento nazionali per evitare duplicazioni e sprechi di risorse. Si punta a incentivare gli acquisti congiunti e a promuovere progetti di cooperazione che possano aumentare la competitività e la reattività dell’industria continentale. Il Consiglio dell’UE ha recentemente adottato il Programma per l’industria europea della difesa (EDIP), stanziando 1,5 miliardi di euro per il periodo 2025-2027, con una parte destinata a sostenere direttamente l’industria della difesa ucraina.
Cooperazione Industriale: Le Sinergie Esistenti e Future
L’Europa non parte da zero. Esistono già importanti sinergie e joint venture tra i sistemi industriali dei quattro Paesi partecipanti al vertice, che rappresentano un modello da potenziare e replicare.
- Italia e Francia: Collaborano con successo sul sistema missilistico di difesa aerea Samp-T, un programma che ha visto recenti sviluppi con la versione di nuova generazione (NG) e ordini significativi da parte di entrambi i paesi.
- Italia e Regno Unito: Sono partner, insieme al Giappone, nel Global Combat Air Programme (GCAP), il progetto ambizioso per lo sviluppo di un caccia di sesta generazione che sostituirà l’Eurofighter Typhoon. Il ministro Crosetto ha recentemente aperto alla possibile adesione di altri partner come la Germania.
- Italia e Germania: La collaborazione si concentra in particolare sui carri armati Leopard 2, un settore cruciale per le forze di terra.
Questi programmi dimostrano che, quando c’è la volontà politica, la cooperazione funziona e produce risultati eccellenti. L’idea è di estendere questo modello ad altri settori, creando una vera e propria “massa critica” europea in grado di competere a livello globale e di garantire al continente l’autonomia strategica necessaria.
Verso un’Autonomia Strategica Europea
Il vertice di mercoledì non sarà risolutivo, ma rappresenta un passo cruciale. I quattro ministri, insieme ai rappresentanti della Commissione, metteranno sul tavolo idee e proposte per tracciare una rotta comune. Come ha sottolineato Crosetto, nonostante le sue debolezze e le resistenze burocratiche, l’Europa “è un luogo naturale dove poter trovare partner per fare ciò che da soli siamo troppo piccoli per realizzare”. L’obiettivo è trasformare la sfida lanciata da Trump in un’opportunità: quella di accelerare il processo di integrazione della difesa europea, un progetto a lungo dibattuto ma mai pienamente realizzato. Un’Europa più forte e coesa in ambito militare non è solo una risposta alle incertezze della politica americana, ma un investimento per la sicurezza e la stabilità del futuro, un pilastro indispensabile per difendere i valori e gli interessi del continente nel nuovo disordine mondiale.
