Il mondo dorato di Hollywood è stato scosso da un terremoto verbale innescato da uno dei suoi più iconici e irriverenti cantori: Quentin Tarantino. Il regista di capolavori come “Pulp Fiction” e “C’era una volta a… Hollywood”, noto per la sua lingua tagliente tanto quanto per la sua cinefilia enciclopedica, ha lanciato una serie di critiche feroci e senza precedenti nei confronti di due attori molto apprezzati, Paul Dano e Owen Wilson, scatenando un’ondata di reazioni e dibattiti nell’industria cinematografica.
Le dichiarazioni al vetriolo nel podcast di Bret Easton Ellis
Teatro di questo scontro a distanza è stato il podcast di Bret Easton Ellis, scrittore di “American Psycho” e anima affine a Tarantino per la fascinazione verso il lato oscuro della cultura americana. Durante una lunga conversazione incentrata sui suoi film preferiti degli ultimi 25 anni, il regista non ha risparmiato giudizi caustici. Il primo a finire nel mirino è stato Owen Wilson, protagonista di “Midnight in Paris” di Woody Allen. Nonostante il film figuri nella top 10 di Tarantino, il regista ha confessato: “Non lo sopporto. Per quanto mi piaccia ‘Midnight in Paris’ di Woody Allen, lui lo odio”. Una dichiarazione netta che ha sorpreso molti, considerando la popolarità di Wilson, attore feticcio di Wes Anderson.
Tuttavia, il vetriolo maggiore è stato riservato a Paul Dano. Analizzando “Il Petroliere” (There Will Be Blood) di Paul Thomas Anderson, film che ha posizionato al quinto posto della sua classifica personale, Tarantino ha individuato in Dano “un enorme, gigantesco difetto”. Secondo il regista, la performance di Dano nel doppio ruolo dei gemelli Sunday sarebbe stata l’elemento che ha impedito al film di raggiungere le vette più alte della sua hit parade. “È una mezza cartuccia”, ha sentenziato Tarantino, definendo l’attore una “salsa insipida” e “l’attore più debole della SAG” (il sindacato degli attori). Ha poi rincarato la dose, suggerendo che un attore come Austin Butler (l’acclamato protagonista di “Elvis”) sarebbe stato “magnifico” in quella parte, in grado di tenere testa alla monumentale interpretazione di Daniel Day-Lewis.
La levata di scudi di Hollywood in difesa di Dano
Le parole di Tarantino, come prevedibile, non sono passate inosservate e hanno provocato un’immediata e compatta reazione da parte di numerosi esponenti di Hollywood, che si sono schierati a difesa di Paul Dano. Una vera e propria levata di scudi si è manifestata principalmente sui social media.
- Matt Reeves, che ha diretto Dano nel ruolo dell’Enigmista in “The Batman”, ha definito l’attore “incredibile” sia come professionista che come persona.
- Ben Stiller, che ha lavorato con Dano nella serie “Escape at Dannemora”, lo ha descritto su X come “strepitosamente geniale”.
- Anche Alec Baldwin ha voluto dire la sua con un video su Instagram, affermando con decisione: “Voglio solo dire che amo Paul Dano. E se non ami Paul Dano…”, concludendo con un gesto che invitava al silenzio.
- Al coro si sono uniti anche Simu Liu, protagonista di “Shang-Chi” della Marvel, e Mattson Tomlin, co-sceneggiatore di “The Batman Part II”, che ha lodato Dano non solo come attore straordinario ma anche come regista di grande empatia, invitando a vedere il suo film “Wildlife”.
Questa ondata di solidarietà ha evidenziato la stima di cui Dano gode all’interno dell’industria, un attore noto per la sua versatilità e la sua capacità di calarsi in ruoli complessi e spesso tormentati, da “Little Miss Sunshine” a “12 anni schiavo”, fino al già citato “The Batman”.
Il mistero del decimo film: “The Movie Critic” accantonato
Le controverse dichiarazioni di Tarantino arrivano in un momento di incertezza professionale per il regista. La scorsa primavera ha infatti sorpreso tutti annunciando la cancellazione del suo attesissimo decimo e, secondo le sue stesse parole, ultimo film, provvisoriamente intitolato “The Movie Critic”. Il progetto, che avrebbe dovuto vedere Brad Pitt nel ruolo del protagonista, era già in una fase avanzata, con parte del casting completato e un cospicuo sussidio fiscale di 20 milioni di dollari ottenuto dallo stato della California.
Le motivazioni dietro questa drastica decisione rimangono avvolte nel mistero. Inizialmente si era parlato di una sua insoddisfazione per la sceneggiatura. Più di recente, in un altro podcast, Tarantino avrebbe liquidato il progetto affermando di essersi reso conto che la vita di un critico cinematografico è “il mestiere più noioso del mondo” e che “nessuno vuole vedere un film su un cazzo di critico cinematografico”. Ha anche smentito le voci secondo cui il personaggio di Pitt sarebbe stato un ritorno di Cliff Booth da “C’era una volta a… Hollywood”. Al momento, non è chiaro quale sarà il progetto che chiuderà la sua celebrata carriera registica, lasciando i suoi innumerevoli fan in trepidante attesa.
