TOKYO – Un grido d’allarme si leva da uno dei luoghi più iconici e vibranti di Tokyo: il mercato del pesce all’aperto di Tsukiji. Travolti da un’ondata di turisti senza precedenti, i commercianti locali hanno lanciato un appello tanto inedito quanto disperato: “Per favore, non venite a visitarci a fine dicembre”. Una richiesta che evidenzia una situazione ormai insostenibile, dove il fenomeno globale dell’overtourism rischia di snaturare l’essenza stessa di un luogo nato per il commercio e non per il turismo di massa.
Un’Affluenza Diventata Insostenibile
La decisione di chiedere ai turisti di astenersi dal visitare il mercato durante l’affollatissimo periodo pre-natalizio e di fine anno è stata presa dal consorzio degli esercenti locali, lo Tsukiji Shoku no Machizuri Kyogikai. Già a inizio dicembre, sono stati affissi cartelli espliciti presso il centro visitatori per comunicare la difficile scelta. L’iniziativa, come riportato dal quotidiano giapponese Asahi Shimbun, nasce dal caos vissuto nel 2024, quando folle di visitatori hanno letteralmente paralizzato gli stretti vicoli del quartiere, attratti dalle specialità tipiche delle festività. La calca ha reso estremamente difficile non solo il movimento dei clienti abituali, ma anche le operazioni essenziali di rifornimento per le stesse botteghe.
“Tsukiji era un mercato all’ingrosso, pensato per commercianti e ristoratori”, ha spiegato al giornale Yoshitsugu Kitada, presidente del consorzio. “Non è mai stata installata un’infrastruttura turistica adeguata. Dopo le Olimpiadi di Tokyo, però, il passaparola ha innescato un’ondata di visitatori che oggi ha superato ogni limite: siamo in pieno overtourism”. Parole che descrivono una trasformazione subita, non cercata, che ora minaccia la sopravvivenza stessa del mercato nella sua forma tradizionale.
L’Impatto Economico e Sociale
Il problema non è puramente logistico. L’eccessiva folla sta avendo conseguenze economiche dirette e tangibili. Diversi negozianti hanno già segnalato una preoccupante defezione della loro clientela storica, composta da residenti e ristoratori, scoraggiata dalla ressa e dall’impossibilità di fare acquisti in modo agevole tra i banchi del pesce, i piccoli sushi bar e le botteghe artigiane. Questo fragile equilibrio, che ha reso Tsukiji un punto di riferimento per la gastronomia cittadina, è ora a rischio.
Mentre il mercato interno all’ingrosso e le famose aste dei tonni sono state trasferite al più moderno mercato di Toyosu nell’ottobre 2018, il mercato esterno di Tsukiji ha mantenuto la sua vivace comunità di commercianti, ristoranti e fornitori. Tuttavia, l’identità del luogo, pensata per i professionisti del settore, si scontra oggi con le esigenze di un turismo che, in alcuni casi, sembra più interessato a uno scatto fotografico che all’acquisto.
Il Contesto Nazionale: un Giappone alle Prese con il Successo Turistico
La situazione di Tsukiji è la punta dell’iceberg di un fenomeno che investe l’intero Giappone. Secondo i dati del Japan National Tourism Organization (JNTO), da gennaio il paese ha accolto oltre 32 milioni di turisti internazionali, superando già i livelli pre-pandemia del 2019. Questo boom è alimentato da diversi fattori:
- Lo yen debole: La svalutazione della moneta giapponese rende il paese una meta estremamente conveniente per i viaggiatori stranieri.
- Allentamento dei visti: Politiche più flessibili per l’ingresso hanno facilitato l’arrivo di turisti da molte nazioni.
- Crescente popolarità culturale: L’interesse globale per la cultura, la gastronomia e l’estetica giapponese è ai massimi storici.
Il governo giapponese, che puntava a 40 milioni di visitatori entro la fine dell’anno, si trova ora a gestire un successo che lo ha colto impreparato. L’aumento esponenziale dei flussi turistici sta mettendo a dura prova le infrastrutture e la qualità della vita dei residenti in molte località. Per questo, si stanno studiando contromisure per rendere il turismo più sostenibile, tra cui l’aumento delle tasse di soggiorno, il rialzo dei costi dei visti e la limitazione degli accessi a siti simbolo come il Monte Fuji o il quartiere di Gion a Kyoto.
Le Prossime Mosse del Consorzio di Tsukiji
Oltre all’appello diretto ai turisti, il consorzio di Tsukiji non intende rimanere con le mani in mano. È in programma il coinvolgimento attivo di agenzie turistiche e guide autorizzate, con la richiesta esplicita di escludere il mercato dai loro itinerari programmati per il mese di dicembre. Una mossa strategica per tentare di alleggerire la pressione in un periodo commercialmente vitale per i venditori, che fanno affidamento sulla spesa dei clienti abituali per le preparazioni delle festività di fine anno. L’obiettivo è chiaro: garantire che i clienti locali possano fare i loro acquisti in un ambiente sicuro e funzionale, preservando così il tessuto economico e sociale del quartiere.
