NAPOLI – Un triplice “grazie” che risuona forte, come gli applausi del Maradona. Antonio Conte si presenta ai microfoni nel dopo-partita contro la Juventus con il volto della soddisfazione, ma soprattutto con un profondo senso di gratitudine verso i suoi giocatori. La vittoria per 2-1 contro i bianconeri, firmata da una doppietta di Hojlund, non è solo un successo di prestigio che proietta il Napoli in testa alla classifica, ma è la certificazione della forza di un gruppo che sta trasformando un’emergenza senza precedenti in un’opportunità per cementare carattere e consapevolezza.

“Ai calciatori stasera c’è da dire grazie, grazie, grazie”, esordisce il tecnico azzurro. “In un momento di grande difficoltà a livello numerico stiamo facendo qualcosa di incredibile. Sono cresciuti molto, sentono quello che fanno e hanno capito il momento particolare che stiamo attraversando. Le risposte sono incredibili”. Parole che sono un manifesto programmatico, il riconoscimento di una maturità “soprattutto cerebrale”, come sottolinea lo stesso allenatore, perché “la testa è sempre importante, dico sempre che ci sono testa, cuore e poi arrivano le gambe”.

UNA VITTORIA DI RIGORE TATTICO E CUORE

Il successo sulla Juventus non è stato casuale. Il Napoli ha dominato la partita, concedendo agli avversari solamente due tiri in porta, il gol di Yildiz e una conclusione finale di Zhegrova. “Questo dimostra una partita giocata con grande energia, rigore tattico e anche con giocate importanti che prepariamo in settimana”, ha spiegato Conte. La squadra ha saputo pressare alto quando necessario, difendendo “correndo in avanti” per ridurre i rischi e mantenendo il controllo del gioco per larghi tratti. Una prova di forza che arriva al culmine di un ciclo terribile, che ha visto gli azzurri affrontare Atalanta, Qarabag in Champions, la Roma capolista e ora la Juventus.

L’EMERGENZA NON FINISCE: TESTA AL BENFICA

La gioia per la vittoria, però, non cancella le difficoltà. L’infermeria resta affollata e Conte è chiaro: “Non recupera nessuno per la trasferta contro il Benfica”. La situazione più delicata riguarda Stanislav Lobotka. Il centrocampista slovacco, fermatosi nel riscaldamento della partita di Coppa Italia contro il Cagliari per un problema al tibiale anteriore, ne avrà per altri 10-15 giorni. “Poteva andare peggio”, ammette Conte, che rivela di aver provato a farlo riposare proprio per evitare problemi. Un’assenza pesante che si somma a quelle dei lungodegenti.

Con l’impegno cruciale di Champions League alle porte, mercoledì in Portogallo contro il Benfica, la preparazione sarà quasi esclusivamente teorica. “La prepariamo alla lavagna, perché dobbiamo fisicamente recuperare”, ha dichiarato il tecnico. Una sfida da affrontare con le energie mentali e la compattezza di un gruppo che ha dimostrato di non avere paura di niente e di nessuno.

GLI ELOGI AI SINGOLI: MCTOMINAY E ELMAS DECISIVI

Nell’emergenza, emergono i singoli. Conte ha speso parole importanti per Scott McTominay ed Eljif Elmas. Lo scozzese, nonostante qualche fastidio fisico che preoccupa in vista di Lisbona, “sta crescendo molto” e sta facendo “qualcosa di straordinario” in termini di responsabilità e consapevolezza. Anche il macedone, schierato in una posizione più centrale, “ha fatto una buona prestazione”, correndo più di 12 chilometri e dimostrando grande applicazione. Sono loro i simboli di un Napoli che sa soffrire, lottare e vincere, anche quando le circostanze sembrerebbero avverse.

La quinta vittoria consecutiva tra campionato e coppe è un segnale forte. Ma come chiosa Conte con un sorriso amaro: “Non è meglio che restino tanti infortunati”. La strada è quella giusta, ma il recupero di tutti gli effettivi sarà fondamentale per continuare a sognare in grande, in Italia e in Europa.

Di nike

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