NAPOLI – Il boato del Diego Armando Maradona accompagna il fischio finale: il Napoli ha vinto. Ha battuto la Juventus. Ha riconquistato la vetta. In una notte elettrica, carica di storie e di destini incrociati, la squadra di Antonio Conte ha offerto una prova di forza, intensità e carattere, superando per 2-1 la Juventus di Luciano Spalletti. A decidere la sfida più attesa della stagione è stato un uomo solo, un vichingo danese che ha trasformato l’area di rigore nel suo personale territorio di conquista: Rasmus Hojlund. Con una doppietta da predatore puro, ha spento i sogni di gloria dei bianconeri e ha regalato a Conte una vittoria dal sapore dolcissimo contro il suo passato e contro l’uomo che, tre anni fa, aveva portato il tricolore proprio su questa sponda del Golfo.
La partenza a razzo degli azzurri: il marchio di Conte
Pronti, via, e il Napoli ha subito messo in chiaro le sue intenzioni. Fedele al credo del suo allenatore, la squadra partenopea è partita con un’aggressione feroce, un pressing asfissiante che ha tolto aria e idee alla manovra della Juventus. Conte, privo dell’infortunato Lobotka, ha dato fiducia a Elmas in mediana, confermando in blocco la formazione che aveva già superato la Roma. La mossa si è rivelata vincente: il ritmo imposto dagli azzurri è stato insostenibile per i bianconeri, apparsi sorpresi e in difficoltà nel costruire dal basso.
Il gol del vantaggio, arrivato dopo appena sette minuti, è stato la sintesi perfetta del piano tattico di Conte. L’azione si è sviluppata sulla fascia destra, dove la velocità supersonica di David Neres ha creato il panico. Il brasiliano ha puntato e saltato di netto Koopmeiners, adattato da Spalletti a terzino sinistro con risultati deficitari, e ha messo in mezzo un pallone teso e velenoso. Lì, come un falco, si è avventato Rasmus Hojlund, che con un tocco rapace ha anticipato Di Gregorio per l’1-0, facendo esplodere lo stadio.
L’onda d’urto del Napoli non si è placata. Per tutto il primo tempo, la Juventus è rimasta in balia degli avversari. I colpi di testa sono diventati l’arma prediletta degli uomini di Conte: prima McTominay, poi Beukema hanno sfiorato il raddoppio, mentre Di Lorenzo ha costretto Di Gregorio a un intervento prodigioso per salvare la sua porta. L’aggressività del Napoli ha imbrigliato la Juventus, rendendo ogni ripartenza un’impresa ardua.
La mossa di Spalletti e l’illusione bianconera
Al ritorno dagli spogliatoi, la partita ha cambiato volto. Luciano Spalletti, accolto da un misto di fischi e applausi nel suo vecchio stadio, ha provato a scuotere i suoi. La scelta iniziale di un attacco senza un vero centravanti, con il talentuoso Kenan Yildiz a fare da “falso nove” supportato da McKennie e Conceicao, non aveva dato i frutti sperati. Il giovane turco, ingabbiato dalla morsa di Di Lorenzo e Beukema, non era riuscito a trovare spazi.
Nella ripresa, però, la qualità della Juventus è emersa. Al minuto 13, è bastata una fiammata per riequilibrare il match. McKennie ha trovato un corridoio geniale per Yildiz, che con un inserimento perfetto e un diagonale chirurgico ha battuto Milinkovic-Savic, siglando il gol del pareggio. Una rete che ha gelato per un attimo il Maradona e ha dato l’illusione che la Juventus potesse ribaltare l’inerzia della gara.
Hojlund, l’uomo della provvidenza, regala la vetta a Conte
Ma questo Napoli ha il fuoco dentro, ha la “garra” del suo allenatore. Subito il colpo, gli azzurri non si sono disuniti. Anzi, hanno ripreso a macinare gioco con rinnovato vigore. E al minuto 33, la premiata ditta Neres-Hojlund è tornata a colpire. Ancora una volta, è stato il brasiliano a creare il presupposto per il gol, scodellando un traversone dalla destra. Un colpo di testa di McKennie, nel tentativo di anticipare, ha alzato una parabola beffarda sulla quale si è fiondato, ancora una volta, Rasmus Hojlund. Il danese, con uno stacco imperioso, ha sovrastato la difesa bianconera e ha incornato il pallone del 2-1. Una rete di potenza, istinto e determinazione.
Nel finale, Spalletti ha gettato nella mischia le sue punte di peso, David e Openda, nel tentativo disperato di recuperare il risultato. Ma la difesa del Napoli, guidata da un Conte indemoniato a bordocampo, ha eretto un muro invalicabile. Con ordine e ferocia agonistica, gli azzurri hanno respinto ogni assalto, portando a casa una vittoria pesantissima, che vale il primato solitario e lancia un messaggio potentissimo al campionato. Per Spalletti è la prima sconfitta sulla panchina della Juventus, un boccone amaro da mandare giù proprio nella sua Napoli.
