ROMA – Un filo dorato che unisce passato, presente e futuro. Il viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 prosegue il suo cammino in terra italiana, e nella sua seconda giornata ha regalato emozioni e suggestioni uniche, attraversando il cuore del Lazio in un percorso che è un vero e proprio inno alla storia dello sport e alla cultura millenaria del nostro Paese. Partita da Roma, la torcia ha concluso la sua tappa a Viterbo, dopo aver toccato luoghi iconici e carichi di significato.
Sulle Orme della Leggenda: l’Omaggio ad Abebe Bikila sull’Appia Antica
La giornata è iniziata in un luogo che evoca una delle imprese più epiche della storia olimpica: l’Appia Antica. Non una scelta casuale, ma un tributo voluto e sentito ad Abebe Bikila, il maratoneta etiope che proprio su questa antica via, la regina viarum, conquistò il mondo intero. Era il 10 settembre 1960, Olimpiadi di Roma. Bikila, allora quasi sconosciuto, corse e vinse la maratona a piedi nudi, stabilendo il nuovo record del mondo e diventando il primo atleta africano a vincere una medaglia d’oro olimpica. La sua corsa solitaria sotto l’Arco di Costantino è un’immagine scolpita nella memoria collettiva, simbolo di tenacia, talento puro e di un’Africa che si affacciava con orgoglio sulla scena internazionale. Far transitare qui la Fiamma del 2026 ha significato riconnettersi con quello spirito, con la forza dei valori olimpici più autentici.
A portare la torcia in questo tratto così simbolico sono stati tedofori d’eccezione, tra cui l’ex rugbista Martin Castrogiovanni, la ginnasta della nazionale di ritmica Martina Centofanti e Giancarlo Peris, l’ex mezzofondista che fu l’ultimo tedoforo proprio ai Giochi di Roma 1960, accendendo il braciere che vide trionfare Bikila. Un passaggio di testimone ideale tra generazioni di atleti, uniti dalla stessa passione e dallo stesso fuoco.
Un Itinerario tra Archeologia e Bellezza: da Ostia a Tarquinia
Lasciata l’eco dell’impresa di Bikila, il convoglio olimpico ha proseguito il suo viaggio attraverso le meraviglie del Lazio. La Fiamma ha illuminato il sito archeologico di Ostia Antica, l’antico porto di Roma, offrendo scorci di una bellezza senza tempo. Successivamente, la staffetta ha fatto tappa a Tivoli, dove ha potuto ammirare due gioielli patrimonio dell’UNESCO: Villa d’Este e Villa Adriana.
Il percorso è poi proseguito lungo la costa tirrenica, raggiungendo Civitavecchia, storico porto affacciato sul mare, per poi dirigersi verso Tarquinia, culla della civiltà etrusca. Qui, la torcia ha simbolicamente illuminato le antiche Tombe Etrusche, un altro sito di inestimabile valore storico e culturale riconosciuto dall’UNESCO. Un itinerario studiato per celebrare non solo l’eccellenza sportiva, ma anche il patrimonio artistico e paesaggistico italiano, come sottolineato dalla Fondazione Milano Cortina 2026.
L’Arrivo a Viterbo: una Città in Festa per i Valori Olimpici
Il gran finale della giornata ha avuto luogo a Viterbo, la “città dei Papi”. La città ha accolto la Fiamma con un calore straordinario, tingendosi dei colori olimpici. Il percorso cittadino, partito da via della Palazzina, ha attraversato i luoghi più significativi del centro storico, fino a raggiungere Piazza Martiri d’Ungheria. Qui, al termine di una staffetta che ha visto protagonisti 26 tedofori, tra cui rappresentanti della comunità locale come Stefano Zucchi, Nicolò Marconi e Omar Sabatini, è stato acceso il braciere. L’evento è stato il culmine di una “city celebration” che ha coinvolto tutta la cittadinanza con spettacoli, musica e performance artistiche. L’amministrazione comunale ha colto l’occasione per premiare le eccellenze sportive locali, a testimonianza di come lo spirito olimpico possa essere un motore di crescita e ispirazione per le nuove generazioni.
Il Viaggio Continua: Prossime Tappe nel Lazio
Il passaggio della Fiamma Olimpica nel Lazio non si conclude con Viterbo. Il viaggio proseguirà toccando Montefiascone e Rieti, per poi rientrare nella regione dopo Natale. Il 26 dicembre la torcia illuminerà la costa del sud Lazio, attraversando Minturno, Formia, Gaeta, Sabaudia, San Felice Circeo e Latina. Il giorno seguente sarà la volta di Sermoneta, Frosinone e Cassino, per concludere il suo percorso laziale il 3 gennaio ad Amatrice, simbolo di resilienza e rinascita. Un lungo abbraccio che coinvolgerà l’intera regione, in attesa che il fuoco sacro raggiunga Milano il 6 febbraio 2026 per la cerimonia di apertura dei XXV Giochi Olimpici Invernali.
