La cittadinanza italiana diventa un traguardo più arduo. La Lega ha ufficialmente depositato alla Camera dei Deputati una proposta di legge che mira a introdurre un significativo giro di vite sulle modalità di acquisizione e mantenimento dello status di cittadino. Annunciata da tempo e ora formalizzata, l’iniziativa legislativa, che porta la prima firma del deputato Jacopo Morrone e sottoscritta da figure di spicco del Carroccio come il capogruppo Riccardo Molinari, si articola su più fronti: dall’introduzione di un esame di integrazione all’allungamento dei tempi di residenza, fino a nuove e più severe cause di revoca. “La cittadinanza è una cosa seria, e va trattata come tale!”, ha dichiarato il leader della Lega, Matteo Salvini, sottolineando che il testo prevede “requisiti più stringenti”, “norme ‘anti-maranza’” e una stretta sui ricongiungimenti familiari.

Un Esame per Diventare Italiani

Il cuore della proposta leghista riguarda i giovani stranieri nati e cresciuti in Italia. Per loro, al compimento del diciottesimo anno d’età, non sarà più sufficiente la semplice dichiarazione di volontà per ottenere la cittadinanza. Il nuovo iter prevede il superamento di un esame di integrazione, i cui contenuti e modalità saranno definiti con un decreto del Ministero dell’Interno. L’obiettivo, si legge nel testo, è verificare “l’effettiva integrazione” e la “conoscenza delle regole sociali e giuridiche minime”. A questo si aggiunge un requisito fondamentale: la fedina penale immacolata. Sarà necessario non avere condanne né procedimenti penali in corso per delitti non colposi.

Residenza Legale: Tempi Raddoppiati

Un altro pilastro della riforma è l’innalzamento generalizzato dei periodi di residenza legale in Italia necessari per poter presentare la domanda di cittadinanza. Le modifiche proposte sono sostanziali e toccano diverse categorie di richiedenti:

  • Da 3 a 10 anni per gli stranieri nati in Italia.
  • Da 2 a 4 anni per i minori, figli o discendenti di secondo grado di cittadini italiani.
  • Da 2 a 4 anni per gli stranieri adulti con un genitore italiano per nascita.
  • Da 4 a 8 anni per i cittadini dell’Unione Europea.
  • Da 5 a 10 anni per gli apolidi.

Questo allungamento dei tempi, secondo i proponenti, è giustificato dalla necessità di assicurare un radicamento più profondo e una più solida integrazione nel tessuto sociale nazionale.

Revoca della Cittadinanza: Nuove Cause e Procedure Più Rapide

La proposta di legge interviene in modo incisivo anche sulle norme relative alla revoca della cittadinanza. Vengono introdotte nuove fattispecie e si punta a rendere il processo più celere. La revoca scatterebbe in caso di condanna definitiva:

  • Superiore a 5 anni per qualsiasi reato.
  • Superiore a 3 anni per reati di particolare allarme sociale come violenza di genere, stupro, maltrattamenti in famiglia, stalking e revenge porn.
  • Per i cosiddetti “reati culturalmente motivati”, quali costrizione al matrimonio, mutilazioni genitali femminili e tratta di esseri umani.

Inoltre, si propone di ridurre da 10 a 2 anni il termine per adottare il provvedimento di revoca e, punto cruciale, di eliminare l’attuale impedimento alla revoca nel caso in cui l’interessato non possa acquisire un’altra cittadinanza, un fattore che, secondo la Lega, rende oggi inapplicabile la norma nella maggior parte dei casi.

Stretta sui Ricongiungimenti Familiari

Il testo prevede anche un inasprimento delle condizioni per il ricongiungimento familiare. Le nuove norme escluderebbero di fatto i genitori a carico o con più di 65 anni. Si prevede inoltre un aumento del reddito minimo annuo richiesto per poter presentare la domanda e l’estensione a ogni familiare da ricongiungere dell’obbligo di sottoscrivere un’assicurazione sanitaria.

Il Contesto Politico e le Reazioni

La presentazione di questa proposta di legge si inserisce in un dibattito politico già acceso. I firmatari richiamano l’esito del referendum di giugno, che ha bocciato l’ipotesi di dimezzare i tempi di residenza, interpretandolo come un segnale della volontà popolare di considerare la cittadinanza “un riconoscimento importante, da attribuire solo a chi lo merita”. Tuttavia, l’iniziativa non trova un consenso unanime, neanche all’interno della maggioranza. Si registrano infatti tensioni con Forza Italia, che da tempo sostiene la riforma dello Ius Scholae, un principio che lega l’acquisizione della cittadinanza al percorso scolastico in Italia. Anche le parole del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, sembrano indicare una visione differente, orientata a offrire la possibilità di diventare cittadini a “uomini e donne del mondo, che vogliono esserlo veramente” per “dare forza all’Italia”.

Dure le critiche dalle opposizioni. Per Riccardo Magi di +Europa, la legge italiana è già restrittiva e la proposta leghista rappresenta solo “maggiore propaganda”. Filiberto Zaratti di Alleanza Verdi e Sinistra la definisce una “crociata anti-migranti” che “produrrà solo più conflitti per la nostra società”. Mentre l’iter parlamentare deve ancora iniziare, il dibattito è destinato a infiammarsi, contrapponendo visioni opposte su integrazione, sicurezza e sul significato stesso di essere cittadini italiani nel XXI secolo.

Di veritas

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