VERONA – In una serata quasi surreale, avvolta da una fitta nebbia che ha reso il Bentegodi un teatro d’altri tempi, l’Hellas Verona trova la sua vittoria più importante, la prima di un campionato fin qui avaro di soddisfazioni. Un 3-1 netto, meritato e a tratti esaltante contro un’Atalanta spenta e irriconoscibile, che subisce la seconda sconfitta dell’era Palladino. I sigilli di Rafik Belghali, Giovane e Antoine Bernede scrivono una pagina di speranza per la squadra di Paolo Zanetti, che con questi tre punti abbandona l’ultimo posto in classifica, lasciandolo in solitaria alla Fiorentina.

Un Primo Tempo da Incorniciare: Belghali e Giovane Scatenano l’Hellas

Nonostante le pesanti assenze a centrocampo, con Gagliardini squalificato, l’Hellas approccia la gara con un’aggressività e una determinazione che sorprendono la Dea. La squadra di Zanetti, schierata con un inedito 3-5-2, pressa alto e riparte con velocità, mettendo in difficoltà la retroguardia bergamasca. L’Atalanta, dal canto suo, prova a farsi vedere in avvio con alcune iniziative, in particolare con due colpi di testa di Hien, il primo salvato sulla linea da un provvidenziale Belghali e il secondo neutralizzato da un grande intervento di Montipò.

Ma è il Verona a sbloccare meritatamente il risultato al 28′. Un lancio preciso di Al-Musrati pesca Mosquera, che con un geniale colpo di tacco smarca Rafik Belghali. L’esterno algerino, già a segno nel turno precedente, rientra sul sinistro, manda a vuoto Djimsiti e scarica un tiro potente che si insacca sotto la traversa per l’1-0. Il Bentegodi esplode, liberando un’attesa lunga 286 giorni dall’ultimo successo casalingo.

L’Atalanta accusa il colpo e l’Hellas ne approfitta, raddoppiando al 36′. Sugli sviluppi di una rimessa laterale, il pallone arriva al limite dell’area a Giovane: il suo sinistro al volo, potente e preciso, viene leggermente deviato da Hien e beffa ancora Carnesecchi. È il 2-0 che manda le squadre al riposo, con un Verona cinico e padrone del campo e una Dea apparsa svuotata e senza idee.

La Ripresa: Bernede Chiude i Conti, Inutile il Rigore di Scamacca

Nella ripresa, Palladino prova a scuotere i suoi inserendo forze fresche come Scamacca e Kolasinac. L’Atalanta cerca di riaprire la partita e al 49′ va vicinissima al gol con De Ketelaere, ma ancora una volta Montipò è miracoloso nel salvare sulla linea di porta. Tuttavia, è un fuoco di paglia. Il Verona controlla senza affanni, chiude gli spazi e riparte con micidiali contropiedi.

Al 71′ arriva il colpo del k.o. L’azione si sviluppa in seguito a proteste atalantine per un presunto tocco di mano in area veronese di Bella-Kotchap. L’arbitro Mariani, dopo un lungo consulto con il VAR, lascia correre, scatenando la ripartenza scaligera. Giovane conduce il contropiede e serve al limite dell’area Antoine Bernede, il cui destro piazzato si infila all’angolino per il 3-0 che fa esplodere di gioia il pubblico di casa.

La partita, di fatto, si chiude qui. L’Atalanta trova il gol della bandiera solo all’81’ su calcio di rigore. Un tiro di Gianluca Scamacca viene deviato con un braccio da Bella-Kotchap; questa volta il VAR richiama l’arbitro che, dopo l’On-Field Review, assegna la massima punizione. Dagli undici metri, lo stesso Scamacca è freddo e spiazza Montipò, fissando il risultato sul definitivo 3-1. Una rete che serve solo ad alleggerire il passivo per i bergamaschi, che incassano una sconfitta pesante in vista del cruciale impegno di Champions League contro il Chelsea.

Le Chiavi del Match e le Prospettive Future

  • Intensità e fame di vittoria: Il Verona ha messo in campo una voglia e un’aggressività superiori, dominando la partita dal punto di vista fisico e mentale.
  • Le scelte di Zanetti: Il tecnico ha avuto coraggio a varare una mediana inedita che ha risposto con una prestazione sontuosa, bloccando le fonti di gioco avversarie.
  • Atalanta irriconoscibile: La squadra di Palladino è apparsa scarica, forse a causa delle fatiche di coppa, e poco lucida, commettendo errori insoliti in fase difensiva.

Questa vittoria rappresenta una svolta per il campionato del Verona, che ora può guardare con più fiducia alla lotta per la salvezza, a partire dalla prossima sfida contro la Fiorentina. Per l’Atalanta, invece, un brusco stop che impone una riflessione e un immediato cambio di rotta per non perdere ulteriore terreno dalle posizioni di vertice.

Di nike

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