Milano – Un bagno di folla senza precedenti, un fiume di persone che ha trasformato il cuore pulsante di Milano in un imbuto caotico e potenzialmente pericoloso. L’annuale e attesa cerimonia di accensione dell’albero di Natale in Piazza Duomo, tenutasi ieri pomeriggio, si è trasformata in un evento critico, sollevando seri interrogativi sulla gestione della sicurezza pubblica in vista dei futuri grandi appuntamenti, prime fra tutti le Olimpiadi Invernali del 2026.
Una Piazza Ostaggio della Folla e dei Cantieri
Migliaia di cittadini e turisti si sono riversati in Piazza Duomo per assistere all’illuminazione del maestoso abete rosso, quest’anno dedicato ai Giochi Olimpici di Milano-Cortina. Tuttavia, l’atmosfera di festa è stata presto sopraffatta da una situazione di caos generalizzato. La piazza, già parzialmente occupata dalle imponenti strutture temporanee per gli studi televisivi e il megastore delle Olimpiadi, ha visto i suoi spazi ridursi drasticamente, creando un effetto “imbuto” che ha bloccato i flussi di persone. Le testimonianze raccolte sul posto e rimbalzate sui social media dipingono un quadro allarmante: persone bloccate, ingorghi umani, vie di fuga ostruite e una sensazione diffusa di soffocamento. Molti hanno lamentato di “mancare l’aria” e hanno definito la situazione “totalmente fuori controllo”. Anche la storica Galleria Vittorio Emanuele II è diventata impraticabile, così come le vie di collegamento verso Piazza della Scala, quali via Ugo Foscolo, via San Raffaele e via Silvio Pellico, paralizzate da un muro di gente.
Le Preoccupazioni del Sindaco Sala: “Una Follia Immaginare un Concerto di Fine Anno”
L’episodio non ha lasciato indifferente il primo cittadino, Giuseppe Sala. A margine della cerimonia di consegna degli Ambrogini d’oro, il sindaco ha commentato con toni preoccupati quanto accaduto: “Bisogna stare molto attenti”. Le immagini della piazza gremita hanno rafforzato la sua convinzione, già espressa in precedenza, sull’impossibilità di organizzare il tradizionale concerto di Capodanno. “Avete visto Piazza Duomo? Era una follia immaginare di fare un concerto di fine anno lì”, ha dichiarato Sala, sottolineando come la logistica attuale, con circa un terzo della piazza occupato dai cantieri olimpici, renda impraticabile un evento di tale portata. Il sindaco ha però espresso il desiderio di ripristinare l’evento per la fine del prossimo anno, una volta smantellate le strutture.
La questione della sicurezza è ora al centro del dibattito. “Ne stiamo parlando con prefetto e questore, serve tanta, tanta attenzione”, ha concluso Sala, evidenziando la necessità di un confronto istituzionale per definire nuove e più rigorose strategie di gestione degli eventi di massa.
Un Test Fallito in Vista delle Olimpiadi?
L’incidente di ieri pomeriggio suona come un campanello d’allarme in vista delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. La città si prepara ad accogliere un flusso enorme di atleti, giornalisti e turisti da tutto il mondo, e la gestione degli spazi pubblici diventerà una sfida cruciale. Le strutture che attualmente occupano Piazza Duomo, destinate a diventare il centro mediatico globale dei Giochi, sono state oggetto di critiche anche per il loro impatto estetico, ma è l’aspetto della sicurezza a destare le maggiori perplessità. L’episodio dell’accensione dell’albero ha messo a nudo le vulnerabilità nella gestione dei flussi di persone in condizioni di spazio ridotto. Sui social, molti utenti hanno evocato il tragico precedente di Piazza San Carlo a Torino, sottolineando come certi errori non dovrebbero essere ripetuti.
La riflessione è d’obbligo: Milano dovrà ripensare profondamente l’approccio alla sicurezza e alla pianificazione degli eventi pubblici. Sarà fondamentale trovare un equilibrio tra la fruizione degli spazi, le esigenze logistiche dei grandi eventi e, soprattutto, l’incolumità dei cittadini. La strada verso le Olimpiadi del 2026 passa inevitabilmente da una gestione impeccabile della sicurezza, un esame su cui, alla prova dei fatti di ieri, la città sembra dover ancora lavorare intensamente.
