MILANO – Una sinfonia nerazzurra, una dimostrazione di forza che ammutolisce le ambizioni di un Como coraggioso ma alla fine impotente. L’Inter di Cristian Chivu, davanti al pubblico di San Siro, impartisce una severa lezione di calcio alla squadra di Cesc Fàbregas, imponendosi con un roboante 4-0 che non ammette repliche. In una partita valida per la 14ª giornata di Serie A, i nerazzurri hanno ritrovato la testa della classifica, almeno per una notte, grazie a una prestazione corale impreziosita dai sigilli di quattro marcatori diversi: Lautaro Martinez, Marcus Thuram, Hakan Calhanoglu e Carlos Augusto.

Cronaca di un dominio annunciato

Fin dai primissimi istanti di gioco si è capita l’aria che tirava a San Siro. L’Inter è partita con il piede pigiato sull’acceleratore, affamata e determinata a mettere subito in chiaro le gerarchie in campo. Dopo appena venti secondi la prima azione pericolosa e al 4′ un intervento prodigioso del portiere comasco Butez su una conclusione a botta sicura di Barella negano il vantaggio immediato. Ma l’appuntamento con il gol è solo rimandato.

All’11° minuto, il protagonista è l’uomo a sorpresa sulla fascia destra, Luis Henrique. L’esterno brasiliano si inventa una progressione devastante, entra in area, elude con una finta l’intervento di un difensore e serve un assist al bacio per l’accorrente Lautaro Martinez. Il capitano, da vero rapace d’area, non perdona e di prima intenzione insacca, sbloccando il risultato e aggiornando le sue incredibili statistiche: con questo gol, il “Toro” ha segnato a 30 squadre diverse da quando veste la maglia nerazzurra in Serie A. Dopo la rete, l’Inter ha leggermente abbassato i ritmi, permettendo al Como di affacciarsi nella metà campo avversaria, ma senza mai creare veri pericoli per la porta difesa da Sommer. La prima frazione ha visto anche un cambio forzato per gli ospiti, con Morata costretto a lasciare il campo per un problema muscolare al 32′, sostituito da Douvikas.

La ripresa: l’Inter dilaga e chiude i conti

Se il primo tempo aveva indirizzato la partita, la ripresa l’ha chiusa definitivamente. Nonostante un avvio di secondo tempo in cui il Como ha provato a reagire, creando anche un paio di occasioni nitide con il neo-entrato Douvikas e con Valle, è stata l’Inter a colpire di nuovo. Al 59° minuto, nel momento migliore degli ospiti, i nerazzurri hanno trovato il raddoppio: da un calcio d’angolo battuto da Dimarco, Marcus Thuram è stato il più lesto di tutti ad attaccare il primo palo e a deviare in rete da pochi passi, spegnendo le velleità di rimonta del Como.

Da quel momento in poi, è stato un monologo interista. La squadra di Fàbregas ha perso fiducia e i padroni di casa hanno preso il controllo totale del gioco. Il tris è arrivato all’80° minuto e porta la firma di Hakan Calhanoglu. L’azione è un manifesto del calcio nerazzurro: pressione alta, palla recuperata da Barella, scambio veloce con Lautaro e Mkhitaryan, e infine il destro potente e preciso del regista turco dal limite dell’area che non ha lasciato scampo a Butez. A completare la festa del gol ci ha pensato Carlos Augusto all’86° minuto. In una classica azione “da quinto a quinto”, Dimarco ha pennellato un cross perfetto dalla sinistra, su cui l’esterno brasiliano si è avventato con un pregevole tiro al volo che si è insaccato sotto la traversa per il definitivo 4-0.

Analisi tattica: la vittoria della qualità e dell’intensità

La sfida di San Siro è stata anche un interessante confronto tattico tra Cristian Chivu e Cesc Fàbregas, due allenatori giovani con idee chiare. Ha prevalso nettamente l’organizzazione e la superiore qualità dell’Inter. Il 3-5-2 nerazzurro ha funzionato alla perfezione, con gli esterni – un sorprendente Luis Henrique a destra e il solito instancabile Dimarco a sinistra – che hanno costantemente creato superiorità numerica. In mezzo al campo, il trio Barella, Calhanoglu e Zielinski ha garantito palleggio, dinamismo e geometrie. Davanti, la coppia “Thu-La” ha confermato la sua intesa letale.

Il Como, schierato con un 4-2-3-1, ha sofferto terribilmente la pressione alta e l’aggressività dei padroni di casa. La squadra lariana, che non perdeva in campionato da fine agosto, ha visto interrompersi bruscamente la sua serie positiva, scontrandosi con una realtà di livello superiore. La sconfitta, per quanto pesante, servirà da lezione per il gruppo di Fàbregas, che ora dovrà rialzarsi in vista del difficile impegno contro la Roma. Per l’Inter, invece, questa vittoria rappresenta una grande iniezione di fiducia in vista dei prossimi impegni, a partire dalla trasferta di Genoa e dal big match di Champions League contro il Liverpool.

Di nike

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