Roma – Si sono aperti i cancelli di Atreju, la consueta kermesse di Fratelli d’Italia che, anche per l’edizione 2025, si svolge nella suggestiva cornice dei giardini di Castel Sant’Angelo a Roma. L’evento, in programma dal 6 al 14 dicembre, si preannuncia ricco non solo di dibattiti politici con ospiti nazionali e internazionali, ma anche di iniziative culturali che stanno già facendo discutere. Tra queste, spiccano due installazioni particolari: un “Bullometro” dedicato a misurare il “livore” delle dichiarazioni attribuite alla sinistra e un “Pantheon” di figure emblematiche che incarnerebbero “l’egemonia dei valori”.
Il “Bullometro”: pagelle ironiche alle “parole d’odio”
Lungo un pannello di una decina di metri, i visitatori di Atreju possono imbattersi nel “Bullometro”, una sorta di “pagellone dell’odio” che, con toni ironici e goliardici, assegna voti in “originalità” e “livore” a frasi pronunciate da esponenti politici e figure pubbliche considerate avversarie. L’intento dichiarato dagli organizzatori è quello di far riflettere sul linguaggio che alimenta il clima di tensione politica, smontandolo attraverso l’ironia.
Tra i “valutati” di questa edizione figurano diversi nomi noti. Il segretario della CGIL, Maurizio Landini, riceve un 1 in originalità e un 10 in livore per aver definito Giorgia Meloni “una cortigiana”. Il commento a margine recita: “Spiacevole e volgare. Landini ha fatto lo sciopero dell’educazione”. Anche Maria Elena Boschi finisce sulla lavagna, con un 3 in “originalità” e 10 in “livore” per la sua affermazione: “c’è un posto speciale all’inferno per le donne che non aiutano le donne”.
Non mancano altre figure, come la relatrice speciale dell’ONU Francesca Albanese, che per la frase “Condanno l’aggressione alla Stampa ma sia un monito” ottiene un 2 in originalità e un 3 in livore, con la nota: “Più che un monito, ha tutte le sembianze di una minaccia. Alla faccia della libertà di stampa”. Il matematico Piergiorgio Odifreddi si vede assegnare un 2 in originalità e un 10 in livore per aver detto: “Sparare a Martin Luther King e sparare a un rappresentante Maga non è la stessa cosa”. L’elenco prosegue con la scrittrice Ginevra Bompiani (1 in originalità, 8 in livore per “Giorgia Meloni è una vera buffona”) e il filosofo Umberto Galimberti (2 in originalità, 7 in livore per commenti sull’aspetto fisico della premier).
Il Pantheon dell’Egemonia dei Valori: una rilettura di Gramsci
Accanto alla provocazione del “Bullometro”, Atreju propone una riflessione culturale più profonda con un pannello dedicato all'”egemonia dei valori”. L’installazione si propone di reinterpretare il concetto di egemonia culturale, notoriamente associato al pensiero di Antonio Gramsci, citato esplicitamente nell’introduzione. L’obiettivo, come spiegato dagli organizzatori, non è creare un “pantheon di destra”, ma “ribaltare il concetto dell’egemonia culturale di sinistra”, sostituendo all’occupazione di spazi di potere il “potere dell’esempio”.
Viene così presentato un “pantheon ideale di figure che hanno certamente interpretato un’egemonia, ma anteponendo il coraggio, l’eroismo e la libertà a ogni logica politica”. La selezione dei personaggi è eterogenea e, in alcuni casi, sorprendente:
- Guglielmo Marconi: incarna l’egemonia della tecnica.
- Gabriele D’Annunzio: rappresenta l’egemonia della poesia.
- Ettore Majorana: simbolo dell’egemonia della scoperta.
- Simone Veil: interprete dell’egemonia delle radici.
- Edith Stein: figura dell’egemonia dell’amore.
- Amedeo Guillet: l’egemonia dell’avventura.
- Pier Paolo Pasolini: espressione dell’egemonia della tradizione.
- Nicola Calipari: esempio dell’egemonia del dovere.
- Sammy Basso: testimone dell’egemonia del coraggio.
- Charlie Kirk: l’egemonia delle idee.
La presenza di figure come Pier Paolo Pasolini, intellettuale storicamente legato alla sinistra, ha lo scopo di dimostrare come la sua opera possa “insegnare a superare i dogmi e i totem preconfezionati” e ad “arginare il conformismo”.
Un evento tra politica, cultura e intrattenimento
Atreju si conferma un evento poliedrico, che affianca ai dibattiti politici un’atmosfera da villaggio natalizio, con pista di pattinaggio, mercatini e aree ludiche. L’approccio mira a coinvolgere un pubblico vasto, unendo momenti di riflessione a intrattenimento, con la partecipazione anche di volti noti dello spettacolo e dello sport. La kermesse, nata nel 1998 come iniziativa giovanile, è diventata nel tempo uno degli appuntamenti politici più rilevanti del panorama nazionale, capace di generare dibattito e, come dimostrano le installazioni di quest’anno, di lanciare precise sfide sul terreno culturale.
