Città del Messico – Un pezzo di storia del calcio è pronto a risplendere di nuova luce. Il mitico Stadio Azteca, o come sarà conosciuto durante la Coppa del Mondo, Estadio Banorte, si appresta a riaprire i battenti a marzo 2026. L’occasione sarà un’amichevole di lusso tra i padroni di casa del Messico e il Portogallo della leggenda vivente Cristiano Ronaldo, un evento pensato per celebrare la conclusione degli imponenti lavori di ristrutturazione in vista dei Mondiali del 2026, organizzati congiuntamente da Messico, Stati Uniti e Canada.
La data cerchiata in rosso sul calendario è quella di sabato 28 marzo 2026. Quel giorno, il “Colosso di Sant’Orsola” tornerà a vibrare di passione, pronto a scrivere un’altra pagina indelebile della sua epopea. La Federcalcio messicana ha confermato l’evento, sottolineando come questo incontro segnerà non solo la riapertura di un impianto iconico, ma anche l’inizio del conto alla rovescia per un torneo che vedrà l’Azteca diventare il primo stadio nella storia ad ospitare tre edizioni dei Mondiali.
Un Tempio del Calcio Rinnovato per la Storia
Teatro delle gesta immortali di Pelé nel 1970 e di Diego Armando Maradona nel 1986, l’Azteca è più di un semplice stadio: è un santuario dove il calcio ha raggiunto le sue vette più alte. Qui si è disputata la “Partita del Secolo”, l’epica semifinale tra Italia e Germania Ovest del 1970, vinta 4-3 dagli Azzurri e commemorata da una targa all’esterno dell’impianto. Qui Maradona ha segnato due dei gol più famosi di sempre contro l’Inghilterra nel 1986: la “Mano de Dios” e il “Gol del Secolo”.
Per onorare questo retaggio e soddisfare i moderni standard richiesti dalla FIFA, l’impianto è stato sottoposto a una profonda ristrutturazione, iniziata a maggio 2024. I lavori, frutto di un investimento di circa 100 milioni di euro, hanno riguardato diversi aspetti cruciali per garantire un’esperienza all’avanguardia per atleti e tifosi. Le migliorie includono:
- Nuovi sediolini e aree hospitality.
- Potenziamento delle strutture per i media e la comunicazione.
- Modernizzazione della connettività e implementazione di tecnologie di ultima generazione.
- Interventi sulla copertura e sulle tribune per migliorare comfort e sostenibilità.
In virtù di un accordo di sponsorizzazione con il Grupo Financiero Banorte, lo stadio ha anche cambiato temporaneamente nome in Estadio Banorte, una mossa che ha suscitato qualche dibattito tra i puristi ma che si è resa necessaria per finanziare un progetto così ambizioso.
Una Partita Inaugurale dal Sapore Mondiale
La scelta del Portogallo come avversario non è casuale. La presenza di Cristiano Ronaldo, uno dei calciatori più iconici della sua generazione, aggiunge un fascino straordinario all’evento, creando un ponte ideale tra le leggende del passato e i campioni del presente. Per CR7 si tratterebbe della prima volta in assoluto su un campo messicano, un’occasione storica per i tifosi locali. L’amichevole servirà come un test fondamentale per collaudare tutte le nuove infrastrutture, dalla sicurezza alla logistica, in vista della partita inaugurale dei Mondiali 2026, che si terrà proprio all’Azteca l’11 giugno.
Tuttavia, esiste una condizione che potrebbe far saltare l’incontro: il percorso del Portogallo nelle qualificazioni mondiali. Se la nazionale lusitana dovesse finire ai playoff, previsti proprio a fine marzo 2026, l’amichevole verrebbe annullata. Le trattative tra le due federazioni sono però in stato avanzato e c’è grande ottimismo sulla buona riuscita dell’evento.
L’Azteca e i Mondiali: un Legame Indissolubile
Con le cinque partite previste per il 2026 (tre della fase a gironi, un sedicesimo e un ottavo di finale), l’Estadio Azteca porterà a 24 il numero totale di incontri di Coppa del Mondo ospitati, consolidando ulteriormente il suo record. Questo stadio non è solo un contenitore di eventi sportivi, ma un luogo carico di emozioni, ricordi e significato culturale, un vero e proprio “Vaticano del calcio mondiale”, come lo ha definito il presidente della FIFA, Gianni Infantino.
La riapertura del 28 marzo non sarà quindi solo un’amichevole, ma una celebrazione. Sarà il ritorno a casa per milioni di tifosi, il risveglio di un gigante che si è rifatto il look per accogliere, ancora una volta, il mondo intero e continuare a essere il palcoscenico dei sogni di ogni calciatore.
