YOKOHAMA – Una proposta tanto generosa quanto sintomatica di una profonda e non più rimandabile trasformazione. Nissan Motor Co. è al centro di una delle più complesse riorganizzazioni della sua storia recente, una mossa strategica che coinvolge la chiusura di siti produttivi storici, la ricollocazione di migliaia di dipendenti e una decisa virata verso la mobilità sostenibile. L’ultima, eclatante, notizia riguarda l’offerta presentata al sindacato aziendale: un compenso straordinario, pari a quattro o cinque anni di stipendio, per i dipendenti dello stabilimento di Oppama disposti a trasferirsi volontariamente nella fabbrica della controllata Nissan Motor Kyushu, nel sud-ovest del Giappone.
Una misura eccezionale che fotografa la delicatezza del momento per la terza casa automobilistica nipponica, stretta tra la necessità di tagliare i costi e l’urgenza di non disperdere un patrimonio di competenze tecniche maturate in decenni.
Il Piano “Re:Nissan”: Una Ristrutturazione Globale e Necessaria
La decisione di incentivare il trasferimento dei lavoratori si inserisce nel più ampio piano strategico “Re:Nissan”, un programma di ristrutturazione annunciato per far fronte a una situazione finanziaria critica e a un mercato in rapida evoluzione. I risultati finanziari pubblicati lo scorso mese parlano chiaro: tra aprile e settembre, Nissan ha accumulato una perdita di quasi 222 miliardi di yen (circa 1,25 miliardi di euro) e una perdita operativa semestrale di 27,6 miliardi di yen. Numeri che hanno imposto scelte drastiche.
Il piano “Re:Nissan” prevede una serie di interventi strutturali:
- Taglio del 20% della capacità produttiva globale, con la chiusura di 7 dei 17 impianti di produzione entro il 2027.
- Riduzione del 20% del portafoglio modelli per concentrarsi sui segmenti più redditizi.
- Uscita dai mercati non strategici per ottimizzare la presenza commerciale.
- Maggior focus su sostenibilità ed elettrificazione, in linea con la visione a lungo termine “Ambition 2030”.
Oppama, la Fine di un’Era e la Sfida della Riconversione
Al centro di questo terremoto industriale si trova lo storico stabilimento di Oppama, nella prefettura di Kanagawa, a sud di Tokyo. Inaugurato nel 1961, questo impianto ha rappresentato per oltre sessant’anni un pilastro della produzione Nissan, sfornando circa 17,8 milioni di veicoli, inclusi modelli iconici come la Datsun Bluebird e, più recentemente, la pionieristica auto elettrica Leaf. La sua chiusura, prevista per la fine dell’anno fiscale 2027 (marzo 2028), segna la fine di un’epoca.
La produzione verrà interamente trasferita nello stabilimento di Kyushu, nella prefettura di Fukuoka, considerato più moderno, efficiente e strategico per la futura produzione di veicoli, in particolare quelli elettrici. L’obiettivo è chiaro: ridurre i costi fissi e aumentare il tasso di utilizzo degli impianti, portandolo vicino al 100%. Nonostante la cessazione delle linee di assemblaggio, Nissan ha assicurato che altre strutture nell’area di Oppama, come il Nissan Research Center, il circuito di prova GRANDRIVE e il molo Oppama Wharf, rimarranno operative.
Un Bonus per Trattenere i Talenti: Dettagli e Implicazioni
La fabbrica di Oppama impiega attualmente circa 2.400 persone, la cui esperienza è considerata cruciale per il futuro dell’azienda. Da qui nasce la proposta del bonus record. L’importo esatto dell’incentivo sarà personalizzato e calibrato su diversi fattori: stipendio base, età, ruolo ricoperto e situazione familiare del dipendente. Questa mossa non mira solo a mitigare l’impatto economico e sociale di un trasferimento a centinaia di chilometri di distanza, ma anche a compensare la potenziale diminuzione salariale derivante dal passaggio alla struttura retributiva della controllata Nissan Motor Kyushu.
Il sindacato aziendale sta ora esaminando attentamente i dettagli della proposta e avvierà i negoziati formali con la direzione nel corso del prossimo anno. L’esito di queste trattative sarà fondamentale per il successo del piano di ricollocazione e per il mantenimento di un clima aziendale sereno in una fase così delicata.
Verso un Futuro Elettrico: Kyushu al Centro della Strategia
La scelta di consolidare la produzione a Kyushu non è casuale. L’impianto è destinato a diventare un hub centrale per la produzione di veicoli elettrici compatti, un segmento in cui Nissan punta a rafforzare la propria leadership, forte del successo della citycar a zero emissioni Sakura. La riorganizzazione mira a internalizzare maggiormente i processi produttivi per abbattere i costi e aumentare l’efficienza, una strategia indispensabile per competere nel crescente mercato delle kei car elettriche in Giappone.
La transizione di Nissan è un microcosmo delle sfide che l’intera industria automobilistica sta affrontando a livello globale: la necessità di bilanciare la tradizione industriale con l’innovazione tecnologica, di gestire complesse ristrutturazioni aziendali e di guidare la forza lavoro verso le competenze richieste dalla mobilità del futuro. La scommessa su Kyushu e l’incentivo offerto ai lavoratori di Oppama sono due facce della stessa medaglia: un tentativo audace di costruire un futuro sostenibile, anche a costo di decisioni dolorose.
