La strada verso un futuro energetico sostenibile è un percorso complesso, lastricato di sfide epocali ma anche di straordinarie opportunità tecnologiche. In questo scenario in continua evoluzione, la digitalizzazione e l’innovazione emergono come i pilastri fondamentali per accelerare la transizione energetica. Questo è il messaggio centrale emerso durante l’evento in streaming “Il futuro dell’energia tra digitalizzazione e innovazione”, promosso dall’ANSA, che ha visto protagonista Lorenzo Fiorillo, Director Technology, R&D & Digital di Eni. Un’occasione per fare il punto sulle frontiere della ricerca e dello sviluppo nel settore energetico, esplorando come supercalcolo, fusione nucleare e tecnologie quantistiche stiano plasmando il domani dell’energia.

La transizione energetica, come sottolineato in diverse analisi, non è più una scelta, ma una necessità irreversibile per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e contrastare il cambiamento climatico. In questo contesto, la sinergia tra il mondo dell’energia e la trasformazione digitale si rivela un binomio vincente e imprescindibile. L’approccio di Eni, come illustrato da Fiorillo, si basa proprio sull’integrazione di queste due dimensioni per guidare un cambiamento strategico che mira alla neutralità carbonica entro il 2050.

Digitalizzazione: Il Sistema Nervoso della Transizione Energetica

La trasformazione digitale sta modificando radicalmente il modo in cui l’energia viene prodotta, distribuita e consumata. Tecnologie come l’Internet of Things (IoT), l’Intelligenza Artificiale (AI) e i Big Data sono essenziali per creare un sistema energetico più intelligente, flessibile ed efficiente. Per Eni, la digitalizzazione è una leva strategica che pervade l’intera catena del valore: dall’ottimizzazione dei processi produttivi, che riduce l’impronta carbonica, fino alla gestione delle reti intelligenti (smart grids), capaci di bilanciare in tempo reale la domanda e l’offerta di energia, integrando in modo efficace le fonti rinnovabili, per loro natura intermittenti. Questo approccio non solo migliora l’efficienza operativa, ma abilita anche nuovi modelli di business e trasforma i consumatori in “prosumer”, ovvero produttori e consumatori attivi di energia.

Supercalcolo: Accelerare la Ricerca per l’Energia Pulita

Al cuore della strategia di innovazione di Eni c’è la straordinaria potenza del calcolo ad alte prestazioni (HPC). Con supercomputer come HPC6, tra i più potenti al mondo a livello industriale, l’azienda è in grado di processare un’enorme quantità di dati per accelerare la ricerca e lo sviluppo di nuove soluzioni energetiche. Le applicazioni sono vastissime e strategiche:

  • Modellizzazione complessa: I supercalcolatori permettono di creare modelli digitali accurati del sottosuolo, ottimizzando l’esplorazione e la produzione di risorse energetiche in modo più sostenibile.
  • Sviluppo di rinnovabili: Vengono utilizzati per analizzare modelli atmosferici e oceanici, migliorando il posizionamento e l’efficienza di parchi eolici e solari.
  • Ricerca su nuovi materiali: Il calcolo avanzato è fondamentale per la scoperta di nuovi materiali per batterie più performanti e per tecnologie di cattura e stoccaggio della CO2 (CCS).

L’HPC rappresenta, quindi, un vero e proprio “cervello digitale” che permette di simulare scenari complessi e testare soluzioni innovative in tempi record, riducendo i costi e accelerando l’implementazione di tecnologie per la decarbonizzazione.

La Fusione a Confinamento Magnetico: L’Energia delle Stelle a Portata di Mano

Tra le frontiere più affascinanti della ricerca energetica, la fusione a confinamento magnetico occupa un posto di rilievo. Si tratta del processo che alimenta il Sole e le stelle, una reazione che promette di fornire energia pulita, sicura e virtualmente illimitata. Eni è in prima linea in questa sfida globale, in particolare attraverso la sua collaborazione strategica con il Commonwealth Fusion Systems (CFS), uno spin-out del Massachusetts Institute of Technology (MIT).

L’obiettivo è la realizzazione di ARC, il primo impianto pilota capace di immettere in rete più energia di quanta ne consumi per funzionare. La tecnologia chiave è quella del tokamak, un dispositivo a forma di ciambella che utilizza potentissimi campi magnetici per confinare e riscaldare il plasma a temperature di oltre 100 milioni di gradi, condizioni necessarie per avviare la reazione di fusione. Sebbene la commercializzazione di questa tecnologia sia prevista per i prossimi decenni, l’impegno in questo campo testimonia una visione a lungo termine per una trasformazione radicale del panorama energetico globale.

Frontiera Quantistica: La Prossima Rivoluzione

Guardando ancora più in là, l’orizzonte tecnologico è dominato dal potenziale dirompente del quantum computing. Sebbene ancora in una fase embrionale, questa tecnologia promette di risolvere problemi oggi intrattabili per i computer classici. Eni, attraverso la joint venture Eniquantic, sta esplorando attivamente le applicazioni del calcolo quantistico nel settore energetico. Le potenzialità sono enormi: dalla creazione di catalizzatori più efficienti per la produzione di idrogeno verde alla progettazione di batterie di nuova generazione, fino all’ottimizzazione di complesse reti logistiche ed energetiche. Il computer quantistico potrebbe rappresentare il “salto quantico” necessario per superare alcune delle sfide più ardue della transizione energetica.

L’incontro con Lorenzo Fiorillo ha quindi offerto una visione chiara e articolata: il futuro dell’energia non dipenderà da un’unica soluzione magica, ma da un ecosistema di tecnologie integrate, guidato dall’innovazione digitale. Un percorso in cui la ricerca, gli investimenti strategici e la collaborazione internazionale saranno le chiavi per costruire un mondo più sostenibile e sicuro dal punto di vista energetico.

Di atlante

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