FRANKLIN, Tennessee – Il mondo dell’auto è testimone di un potenziale riassetto strategico di vasta portata. Mitsubishi Motors, attualmente priva di impianti produttivi negli Stati Uniti, sta esplorando attivamente la possibilità di avviare una produzione locale in sinergia con Nissan Motor e Honda Motor. Questa ipotesi, confermata dal Presidente e CEO di Mitsubishi, Takao Kato, non è solo una risposta tattica alle pressioni dei dazi statunitensi sull’importazione, ma rappresenta un passo fondamentale verso una più profonda collaborazione industriale in un mercato sempre più competitivo e orientato all’elettrificazione.

La Genesi di un’Alleanza Necessaria: Dazi e Costi

Alla base di questa potenziale triangolazione industriale vi è una duplice necessità: economica e strategica. Da un lato, Mitsubishi, che importa dal Giappone tutti i veicoli venduti nel mercato statunitense, è particolarmente esposta ai dazi doganali. Questa vulnerabilità ha contribuito in modo significativo alle perdite registrate dalla divisione nordamericana dell’azienda, come evidenziato dal rosso di 9,23 miliardi di yen (circa 51 milioni di euro) nel semestre aprile-settembre. Costruire da zero un proprio stabilimento negli USA è un’opzione finanziariamente insostenibile per Mitsubishi, considerando i suoi volumi di vendita attuali, che si sono attestati intorno alle 113.000 unità nell’anno fiscale 2024. Come ammesso dallo stesso CEO Kato, “è estremamente difficile continuare il nostro business in Nord America da soli”.

Dall’altro lato, emerge la figura di Nissan. Partner di lunga data di Mitsubishi all’interno dell’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi, il costruttore dispone di due importanti impianti di assemblaggio negli Stati Uniti: a Smyrna, in Tennessee, e a Canton, in Mississippi. A causa di un calo delle vendite nel mercato nordamericano, questi stabilimenti operano attualmente al di sotto della loro piena capacità produttiva, creando un’opportunità ideale per una sinergia. L’utilizzo di queste linee di produzione in eccesso permetterebbe a Mitsubishi di ottenere un accesso immediato a infrastrutture “Made in USA” senza dover sostenere i proibitivi costi di investimento, ottimizzando al contempo l’efficienza operativa di Nissan.

L’Incrocio Strategico con Honda: Verso un Futuro Elettrico Condiviso

L’elemento più affascinante di questo scenario è il coinvolgimento di Honda. Storicamente rivali, Nissan e Honda hanno recentemente messo da parte le antiche competizioni per siglare un memorandum d’intesa volto a esplorare una collaborazione strategica nel campo dei veicoli elettrici (EV) e del software. Questa partnership, nata dalla necessità di fronteggiare la rapida avanzata dei produttori cinesi e di altri giganti dell’elettrico come Tesla, si concentra sullo sviluppo congiunto di componenti chiave per EV, piattaforme software e batterie. L’obiettivo è chiaro: ridurre i costi di ricerca e sviluppo, accelerare l’innovazione e aumentare la competitività in un settore in piena rivoluzione tecnologica.

L’ingresso di Mitsubishi in questa dinamica, iniziato formalmente con i colloqui a tre nell’agosto 2024, potrebbe trasformare una collaborazione bilaterale in un potente blocco industriale giapponese sul suolo americano. Sebbene le trattative per una fusione completa tra Nissan e Honda siano state interrotte a febbraio, la volontà di esplorare sinergie produttive rimane forte. La condivisione di competenze, in particolare nel campo dell’elettrificazione, dove i costi di sviluppo sono esorbitanti, rappresenta il vero cuore pulsante di questa potenziale alleanza a tre. Si parla già di standardizzare componenti come gli e-Axles (assali elettrificati) e i moduli delle batterie, permettendo un’intercambiabilità che genererebbe economie di scala senza precedenti per i tre marchi.

Tempistiche e Modelli: Cosa Aspettarsi

Sebbene i dettagli su volumi, modelli specifici e tempistiche non siano ancora stati ufficializzati, le fonti indicano che un accordo potrebbe essere raggiunto entro la prossima primavera. Questo coinciderebbe con la presentazione del nuovo piano industriale triennale di Mitsubishi, suggerendo che la produzione statunitense sia un pilastro della sua futura strategia. Già a maggio, Mitsubishi e Nissan avevano avviato studi per la produzione congiunta di SUV negli impianti americani di Nissan. È quindi plausibile che i primi modelli Mitsubishi a uscire dalle linee di produzione Nissan possano essere proprio dei SUV, come il popolare Outlander, magari in una futura versione completamente elettrica sviluppata sfruttando le sinergie con i partner.

Questa collaborazione, inoltre, non si limiterebbe alla sola produzione. Il CEO di Mitsubishi ha espresso il desiderio di estendere la cooperazione anche allo sviluppo congiunto di veicoli in Nord America, un’area in cui Nissan e Honda stanno già lavorando. Un primo esempio concreto di questa sinergia è già visibile nel nuovo Nissan Rogue Plug-in Hybrid, che di fatto è una versione rielaborata del Mitsubishi Outlander PHEV, a dimostrazione della fattibilità e dei benefici di tale approccio.

In conclusione, quella che si profila non è una semplice manovra per aggirare i dazi, ma una profonda ricalibrazione strategica. Di fronte alle sfide imposte dalla geopolitica e dalla più grande transizione tecnologica nella storia dell’automobile, Mitsubishi, Nissan e Honda stanno valutando di unire le forze, trasformando la necessità in un’opportunità per costruire un futuro più solido e competitivo nel cruciale mercato nordamericano.

Di davinci

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