NYON – Una vittoria strategica per il calcio italiano, un’iniezione di fiducia per l’intero movimento femminile e una vetrina di prestigio per il futuro. Con una decisione che proietta l’Italia al centro del palcoscenico calcistico giovanile europeo, il Comitato Esecutivo dell’UEFA, riunitosi a Nyon, ha assegnato alla Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) l’organizzazione della fase finale del Campionato Europeo Under 19 Femminile del 2029. Una scelta che premia la progettualità e l’impegno della Federazione, designando le regioni di Abruzzo e Marche come cuore pulsante della manifestazione.
Per l’Italia si tratta di un ritorno atteso: sarà infatti la seconda volta che il Paese ospiterà questo prestigioso torneo. La memoria corre al 2011, quando l’Emilia-Romagna accolse le migliori giovani calciatrici d’Europa in un’edizione che vide le Azzurrine fermarsi solo in semifinale contro la Norvegia. A distanza di quasi due decenni, l’auspicio è quello di capitalizzare l’esperienza passata e il crescente entusiasmo attorno al calcio femminile per creare un evento memorabile e, perché no, per puntare a un risultato sportivo ancora più ambizioso.
Abruzzo e Marche: Il cuore pulsante del torneo
La candidatura italiana ha puntato con successo sulla sinergia tra due regioni adriatiche, pronte a mettere a disposizione impianti moderni e un’accoglienza calorosa. Saranno quattro le città a ospitare le gare, equamente divise tra i due territori, in un progetto che mira a valorizzare realtà territoriali dinamiche e appassionate di sport.
Gli stadi designati sono:
- Stadio ‘Guido Angelini’ di Chieti (Abruzzo): Un impianto storico pronto a vestirsi a festa per l’occasione.
- Stadio ‘Pavone-Mariani’ di Pineto (Abruzzo): Una struttura che conferma la vocazione sportiva della costa teramana.
- Stadio ‘Bruno Recchioni’ di Fermo (Marche): Un punto di riferimento per il calcio marchigiano, pronto ad accogliere il pubblico internazionale.
- Stadio ‘Riviera delle Palme’ di San Benedetto del Tronto (Marche): Un impianto iconico, abituato a grandi eventi, che offrirà una cornice spettacolare alle partite.
Questa scelta geografica non è casuale, ma riflette la volontà di creare un evento diffuso, capace di generare un impatto positivo e duraturo sui territori coinvolti, promuovendo il turismo, l’economia locale e, soprattutto, la pratica sportiva giovanile.
La visione della FIGC e le parole di Gravina
L’assegnazione dell’Europeo U19 è il culmine di una strategia a lungo termine promossa dal presidente della FIGC, Gabriele Gravina, che ha commentato con entusiasmo la decisione dell’UEFA: “L’organizzazione della fase finale del campionato europeo Under 19 è un riconoscimento importante per la FIGC e per l’intero movimento femminile italiano. Nel percorso di sviluppo che abbiamo intrapreso, ospitare una manifestazione il cui interesse è in costante crescita rappresenta un tassello fondamentale, in grado di generare un considerevole volano per l’attività e una ricaduta positiva sui territori coinvolti”.
Gravina ha inoltre voluto ringraziare le amministrazioni locali: “Alle amministrazioni di Abruzzo e Marche va il mio personale ringraziamento per la visione e per la disponibilità che hanno manifestato. Come Federazione crediamo molto in questa progettualità e ci faremo trovare pronti per questo prestigioso appuntamento”. Parole che sottolineano l’importanza della collaborazione istituzionale per il successo di eventi di tale portata.
Un contesto europeo in evoluzione
La riunione del Comitato Esecutivo di Nyon è stata densa di decisioni importanti per il futuro del calcio femminile. Nella stessa sessione, infatti, è stata assegnata alla Germania l’organizzazione dell’Europeo femminile maggiore del 2029. L’Italia, che inizialmente aveva manifestato interesse per ospitare la competizione senior, aveva ritirato la propria candidatura lo scorso agosto, una mossa che, a posteriori, si è rivelata strategica per concentrare le energie e ottenere l’organizzazione del torneo giovanile.
L’assegnazione all’Italia dell’Europeo Under 19 si inserisce in un quadro più ampio di investimenti e attenzione verso il settore femminile, come testimoniato anche dalla scelta di far disputare la finale di Supercoppa Women tra Juventus e Roma in Abruzzo, un altro segnale della crescente centralità della regione nel panorama calcistico nazionale.
Prospettive e impatto sul movimento
Ospitare un campionato europeo giovanile non è solo una questione di prestigio, ma rappresenta un’opportunità unica di crescita. L’evento fungerà da catalizzatore per lo sviluppo delle infrastrutture, per l’aumento del numero di tesserate e per la promozione di una cultura sportiva inclusiva. Per le giovani calciatrici italiane, la prospettiva di giocare un Europeo in casa sarà una motivazione straordinaria, un sogno da coltivare nei prossimi anni di lavoro nei settori giovanili dei club e delle nazionali.
L’Italia si prepara dunque ad accogliere l’Europa del calcio femminile giovanile, con la consapevolezza di avere tra le mani un’occasione d’oro per dimostrare le proprie capacità organizzative e per dare un ulteriore, decisivo impulso a un movimento inarrestabile. L’appuntamento è fissato per il 2029, tra l’entusiasmo dell’Abruzzo e la passione delle Marche.
