Roma – Resta alta l’attenzione sulle condizioni di salute di Emma Bonino, figura storica della politica italiana e leader di +Europa. Dopo il ricovero d’urgenza avvenuto nella serata di domenica presso il pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito di Roma, dove era giunta in codice rosso, l’ex senatrice è stata trasferita alla Stroke Unit dell’ospedale San Filippo Neri. Il trasferimento, come comunicato dalla Asl Roma 1, è stato disposto per “garantire un setting appropriato” alle cure necessarie, indicando la necessità di un’assistenza altamente specializzata.

Fonti del suo partito, +Europa, hanno fin da subito rassicurato sul fatto che le condizioni della leader radicale, 77 anni, sono “stabili” e che è “sempre stata vigile”. Questa informazione è stata confermata anche dal segretario del partito, Riccardo Magi, che recatosi in ospedale ha parlato di un “leggero miglioramento”, pur sottolineando la necessità di attendere l’esito di ulteriori accertamenti per avere un quadro clinico più chiaro e una diagnosi precisa. Al momento, infatti, la famiglia preferisce mantenere il riserbo sulle cause specifiche del malore.

Il trasferimento alla Stroke Unit: un reparto di alta specializzazione

La scelta di trasferire Emma Bonino alla Stroke Unit del San Filippo Neri non è casuale. Questo reparto, parte dell’Unità Operativa Complessa di Neurologia, è un centro di eccellenza dedicato alla gestione di pazienti con patologie neurologiche acute, in particolare l’ictus ischemico o emorragico. La Stroke Unit garantisce un monitoraggio semi-intensivo e l’intervento di un’équipe multiprofessionale per la gestione clinico-assistenziale dei pazienti in fase acuta. La presenza di dotazioni tecniche specifiche e di personale specializzato ha reso questa struttura la più idonea per il decorso clinico della paziente, come spiegato da Riccardo Magi.

Una storia di battaglie, anche per la salute

La tempra di Emma Bonino è nota non solo nell’arena politica ma anche nelle sue battaglie personali per la salute. Questo non è il primo ricovero che desta preoccupazione. Già nell’ottobre del 2024 era stata ricoverata per problemi respiratori. La sua storia clinica è segnata dalla lunga e vittoriosa lotta contro un microcitoma polmonare, una forma aggressiva di tumore al polmone diagnosticatale nel 2015. Dopo otto anni di cure, nel 2023 aveva annunciato con sollievo la fine delle terapie. La sua resilienza in quella circostanza è rimasta un esempio per molti.

Solidarietà bipartisan dal mondo politico

La notizia del ricovero ha generato un’immediata ondata di solidarietà e vicinanza da tutto l’arco politico e istituzionale. Colleghi, amici e anche avversari politici hanno espresso il loro affetto e la loro stima per una figura considerata un “patrimonio della nostra cultura politica”. Messaggi di incoraggiamento sono giunti numerosi, a testimonianza del rispetto trasversale di cui gode Emma Bonino, protagonista di innumerevoli battaglie per i diritti civili in Italia e nel mondo, dalla legge sull’aborto alla moratoria sulla pena di morte. Anche Papa Francesco, nel novembre del 2024, le aveva fatto una visita a sorpresa dopo un precedente ricovero, un gesto che sottolinea lo spessore umano e politico della leader radicale.

Mentre si attendono nuovi bollettini medici per comprendere meglio l’evoluzione del quadro clinico, l’Italia rimane con il fiato sospeso per una delle sue più tenaci e combattive protagoniste, sperando in notizie positive sul suo recupero.

Di veritas

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