Sale la tensione, si infiamma il dibattito. Come ogni settimana, il post-partita della Serie A lascia in eredità non solo risultati e prodezze, ma anche una scia di polemiche arbitrali destinate ad alimentare discussioni per giorni. A gettare acqua sul fuoco, o forse a rinfocolarlo, è intervenuto il designatore arbitrale Gianluca Rocchi, che nella consueta apparizione a ‘Open Var’, il format di Dazn in collaborazione con Lega Serie A e AIA, ha offerto la sua autorevole analisi sugli episodi più controversi dell’ultimo turno di campionato.

Il caso Milan-Lazio: un doppio errore che fa discutere

Al centro del ciclone, il finale incandescente di Milan-Lazio, terminata 1-0 per i rossoneri. Al minuto 94, un tiro di Romagnoli viene intercettato in area milanista da un tocco di braccio di Pavlovic. L’arbitro Collu, inizialmente propenso a concedere il calcio d’angolo, viene richiamato al VAR da Di Paolo per una on-field review. Dopo oltre sei minuti di consultazione, tra le proteste veementi delle panchine che portano anche all’espulsione di Massimiliano Allegri, la decisione finale spiazza tutti: non rigore, ma calcio di punizione per il Milan a causa di una precedente trattenuta di Marusic su Pavlovic.

Una gestione che non ha convinto affatto Rocchi. “I dubbi non ci sono e questa è una decisione che sinceramente meritava un check dei 15 secondi per quanto ci riguarda perché non ha nessun grado di punibilità”, ha dichiarato senza mezzi termini il designatore. Secondo la sua analisi, il tocco di braccio del difensore rossonero non era da sanzionare con il penalty. “La cosa che mi dispiace e mi sorprende è che il Var va in quella direzione subito, quindi, non riesco a capire cosa possa essere scattato nella testa di questi ragazzi per aver cambiato la decisione”, ha aggiunto Rocchi, mostrando disappunto per l’operato della sala VAR.

Ma l’errore, secondo il capo degli arbitri, è stato duplice. Anche la decisione finale di Collu di assegnare un calcio di punizione al Milan è stata bocciata: “Un altro errore. Magari meno importante rispetto all’altro, ma rimane comunque una cosa non gestita bene”. La scelta corretta, per Rocchi, era una sola: il calcio d’angolo. “Non è rigore, ma non è mai fallo alla difesa”, ha sentenziato, comprendendo la rabbia della Lazio per una decisione che ha inevitabilmente condizionato l’esito della gara.

Pressione e lucidità: il monito di Rocchi

L’analisi dell’episodio di San Siro ha offerto a Rocchi lo spunto per una riflessione più ampia sulla pressione che circonda gli arbitri, specialmente durante le revisioni al monitor. Le immagini dell’arbitro Collu attorniato da giocatori e membri delle panchine hanno fatto il giro dei media. “Se metti pressione all’arbitro che va al monitor, o addirittura vai prima a protestare, è un sistema che non va bene, quindi corretta l’espulsione”, ha affermato Rocchi, validando il cartellino rosso mostrato ad Allegri. Il suo auspicio è però quello di un cambio di mentalità: “Io non vorrei espellere gli allenatori, vorrei che capissero la difficoltà di questa decisione e la aspettassero. […] Dobbiamo pensare di mandare un ragazzo al monitor nella massima tranquillità possibile, perché se non sei lucido e non sei psicologicamente tranquillo, non decidi bene”.

Roma-Napoli: promosso l’arbitro Massa

Di tenore completamente diverso il giudizio sull’altro grande big match di giornata, quello tra Roma e Napoli, deciso da un gol di Neres. L’azione della rete è scaturita da un controverso contatto tra il difensore azzurro Rrahmani e il centrocampista giallorosso Koné. Molte le proteste da parte della Roma, ma l’arbitro Massa, vicinissimo all’azione, non ha avuto dubbi, lasciando proseguire. Una decisione avallata dal VAR dopo un silent check e, soprattutto, pienamente condivisa da Rocchi.

“Ero a due metri, non era fallo. Faccio controllare ma non era fallo”, si sente dire a Massa negli audio resi pubblici. Il designatore ha elogiato la lettura del direttore di gara: “Anche io avevo grandi dubbi, ma lui ha visto il pallone meglio di tutti e di conseguenza la decisione è corretta”. Rocchi ha rivelato che in sala VAR c’è stato un breve confronto tra opinioni diverse, ma alla fine la valutazione è stata unanime nel supportare la scelta di campo. “Pertanto la decisione è giusta ed è corretto il silence check perché in questo caso un intervento sarebbe stato completamente errato”, ha concluso, specificando che se fosse stato concesso un rigore per un episodio simile, il VAR lo avrebbe tolto.

Di nike

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