Una boccata d’ossigeno, seppur lieve, per le famiglie italiane che rientrano nel servizio di tutela della vulnerabilità. L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha recentemente comunicato l’aggiornamento delle tariffe del gas per il mese di novembre, registrando un calo dello 0,6% per il prezzo della sola materia prima. Questa variazione, sebbene modesta, interrompe la tendenza al rialzo e porta il costo del gas a 32,59 euro per megawattora (MWh), offrendo un piccolo sollievo in vista della stagione invernale.
L’impatto in bolletta: un risparmio annuo di pochi euro
Ma cosa significa concretamente questo calo per le tasche dei consumatori? Secondo le analisi effettuate dalle associazioni dei consumatori, come il Codacons, l’impatto sulle bollette sarà contenuto. Per una famiglia tipo, con un consumo annuo stimato di 1.100 metri cubi, la spesa complessiva si attesterà intorno ai 1.151 euro. Questo si traduce in un risparmio annuo di circa 7 euro rispetto alle tariffe applicate nel mese di ottobre, ipotizzando che i prezzi rimangano costanti. Un dato che, se da un lato è positivo, dall’altro evidenzia come il percorso verso una stabilizzazione significativa dei costi energetici sia ancora lungo. È importante notare, infatti, che nonostante questo lieve calo, i prezzi del gas rimangono più elevati dell’8,07% rispetto a novembre 2021, comportando una maggiore spesa di circa 86 euro a nucleo su base annua.
È fondamentale ricordare che la bolletta del gas è composta da diverse voci e il calo annunciato da ARERA riguarda esclusivamente la componente materia prima gas. Le altre componenti, come le spese per il trasporto e la gestione del contatore (23,70% del totale), gli oneri di sistema (4,76%) e le imposte (29,92%), rimangono invariate e continuano a pesare in modo significativo sull’importo finale da pagare.
Le ragioni del calo e il contesto del mercato energetico
La leggera flessione del prezzo del gas a novembre è da attribuire principalmente a una diminuzione delle quotazioni all’ingrosso registrata sui mercati internazionali. Un fattore determinante è stato il clima mite che ha caratterizzato il mese, ritardando l’accensione dei riscaldamenti in molte parti d’Italia e mantenendo bassa la domanda. Questo calo è stato definito “inatteso” dall’Unione Nazionale Consumatori, proprio perché si è verificato in un periodo in cui, con l’inizio della stagione termica, ci si aspetterebbe un aumento della domanda. L’aggiornamento di ARERA si basa sulla media mensile del prezzo sul mercato all’ingrosso italiano, il PSV (Punto di Scambio Virtuale).
La fine del mercato tutelato del gas, avvenuta a gennaio 2024, ha introdotto un nuovo scenario. I clienti definiti “vulnerabili” (per età, condizioni economiche, disabilità o residenza in aree di emergenza) sono gli unici a poter ancora beneficiare di tariffe regolate dall’Autorità. Per questi utenti, la spesa complessiva annua per luce e gas si attesta a circa 1.726 euro.
Chi sono i clienti vulnerabili?
È importante chiarire chi rientra in questa categoria protetta. Secondo le direttive di ARERA, sono considerati clienti vulnerabili:
- Le persone che si trovano in condizioni economicamente svantaggiate (ad esempio, percettori di bonus sociale).
- I soggetti con disabilità ai sensi dell’articolo 3 della legge 104/92.
- Le utenze situate in strutture abitative di emergenza a seguito di eventi calamitosi.
- Gli utenti di età superiore ai 75 anni.
Per questi nuclei familiari, il servizio di tutela della vulnerabilità rappresenta una garanzia di fornitura a condizioni economiche definite e aggiornate mensilmente dall’Autorità, proteggendoli dalle fluttuazioni più aggressive del mercato libero.
Prospettive future: incertezza e la necessità di efficienza
Guardando al futuro, le previsioni rimangono caute. Sebbene il calo di novembre sia una notizia positiva, l’inverno è alle porte e un’eventuale ondata di freddo potrebbe far impennare rapidamente la domanda e, di conseguenza, i prezzi. La stabilità geopolitica rimane un’incognita cruciale che pesa sulle prospettive a medio e lungo termine. In questo contesto, per tutte le famiglie, sia nel mercato tutelato che in quello libero, diventa sempre più strategico investire in efficienza energetica e adottare comportamenti di consumo consapevoli. Interventi come la sostituzione di vecchi infissi, l’installazione di caldaie a condensazione e una gestione più attenta del riscaldamento possono generare risparmi ben più consistenti e duraturi di quelli derivanti dalle fluttuazioni mensili del mercato.
