Il mondo dello sport è in lutto per la scomparsa di Nicola Pietrangeli, leggenda del tennis italiano, spentosi all’età di 92 anni. Il cordoglio ha superato i confini nazionali, trovando una eco particolarmente sentita in Francia, nazione testimone dei suoi più grandi trionfi. Il prestigioso quotidiano sportivo L’Équipe e il torneo del Roland Garros, da lui vinto due volte in singolare, hanno dedicato un commosso omaggio al campione che ha cambiato la storia della racchetta in Italia.
L’Équipe: “Ha fatto entrare il tennis nella coscienza nazionale”
Con un’analisi acuta e rispettosa, L’Équipe ha sottolineato il ruolo quasi rivoluzionario di Pietrangeli per lo sport italiano. “Rese il tennis popolare nel suo Paese – scrive il quotidiano transalpino – quando era visto come una disciplina riservata alle élite”. Parole che certificano l’impatto socio-culturale di un atleta capace di trasformare una passione di nicchia in un fenomeno di massa. Il giornale lo definisce “un grande specialista della terra battuta e il miglior giocatore italiano prima dell’Era Open”.
L’articolo prosegue evidenziando un merito storico fondamentale: “Fu il primo azzurro a vincere uno Slam e ha fatto entrare il tennis nella coscienza nazionale”. Le sue vittorie non furono solo successi personali, ma eventi catalizzatori che portarono il tennis nelle case e nei cuori degli italiani, ispirando generazioni future.
Il Roland Garros celebra la sua icona: “Eredità straordinaria”
Il legame tra Nicola Pietrangeli e il Roland Garros è indissolubile. Lo slam parigino, che lo vide trionfare in singolare nel 1959 e 1960, lo ha celebrato con grande affetto. “Quattro volte campione del torneo – si legge sui canali ufficiali, includendo anche le vittorie del doppio misto nel 1958 e del doppio maschile nel 1959 – e figura iconica nel tennis italiano, lascia un’eredità straordinaria”. Un palmarès che testimonia la sua grandezza sulla terra rossa più prestigiosa del mondo.
Per rendere l’omaggio ancora più personale e toccante, il torneo ha condiviso un’intervista realizzata con Pietrangeli e pubblicata sul proprio canale YouTube l’anno precedente. Un modo per far risentire la sua voce, la sua intelligenza e la sua passione. “Siamo stati fortunati a incontrarlo qualche anno fa, quando ci raccontò i suoi esordi e la sua indimenticabile storia al Roland Garros”, scrivono. La descrizione che ne segue è un ritratto perfetto dell’uomo e del campione: “Un narratore brillante, un campione straordinario, una figura amata che mancherà moltissimo al mondo del tennis”.
Un’eredità che travalica i confini
Nato a Tunisi l’11 settembre 1933, Nicola Pietrangeli è stato una figura centrale del tennis mondiale per decenni. È stato numero 3 del mondo tra il 1959 e il 1961 e, ad oggi, è l’unico tennista italiano ad essere stato introdotto nella prestigiosa International Tennis Hall of Fame. Oltre ai due Roland Garros, in carriera ha conquistato 67 titoli, tra cui spiccano tre successi a Monte Carlo e due agli Internazionali d’Italia.
Il suo nome è legato in maniera indissolubile anche alla Coppa Davis, di cui detiene il record mondiale di incontri disputati (164) e vinti (120). Da capitano non giocatore, guidò l’Italia alla sua prima e unica storica vittoria nella competizione nel 1976, in Cile.
L’omaggio della Francia non è solo un atto di cortesia, ma il riconoscimento sincero del valore di un avversario leale e di un campione che ha scritto pagine memorabili dello sport. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile, ma la sua leggenda, fatta di eleganza, talento e carisma, continuerà a ispirare chiunque ami il tennis.
