Roma – In un’atmosfera di cordiale solennità, il Palazzo del Quirinale ha ospitato l’incontro ufficiale tra il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, e il Presidente della Mongolia, Khurelsukh Ukhnaa. La visita, che si svolge in occasione del 55° anniversario delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi, ha rappresentato un momento significativo per rinsaldare un’amicizia che affonda le sue radici in una storia millenaria.

Le parole del Presidente Mattarella hanno risuonato con particolare enfasi sull’importanza della dimensione culturale come collante di un rapporto speciale: “Con la Mongolia abbiamo forti legami, siamo due Paesi di antiche civiltà che curano molto la dimensione culturale, abbiamo dei grandi patrimoni culturali e questo spiega anche perché abbiamo grande sintonia come principi e valori come la pace, la libertà, la democrazia e la convivenza pacifica nel mondo”. Una dichiarazione che non si limita alla retorica diplomatica, ma che trova riscontro in secoli di scambi e contatti, ben prima dell’instaurazione formale delle relazioni nel 1970.

Un legame che attraversa i secoli

I rapporti tra italiani e mongoli, infatti, risalgono a tempi ben più remoti. Ne è testimonianza un cimelio di epoca romana (III – II sec. a.C.) conservato presso il Museo Nazionale Gengis Khan a Ulaanbaatar. La prima missione diplomatica documentata risale al 1245, quando Papa Innocenzo IV inviò il frate francescano Giovanni da Pian del Carpine alla corte di Guyuk Khan, preoccupato per l’avanzata dell’impero mongolo. Un’iniziativa che precedette i celebri viaggi di Marco Polo presso la corte del Gran Khan Kubilai, figura iconica che ancora oggi simboleggia il ponte tra Oriente e Occidente. Non a caso, nel 2024, in occasione del 700° anniversario della sua scomparsa, l’Italia ha organizzato una mostra a lui dedicata proprio nel museo della capitale mongola, dove una statua celebra il famoso veneziano.

Una cooperazione a tutto campo

L’incontro al Quirinale, alla presenza anche del Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Edmondo Cirielli, non è stato solo un’occasione per celebrare il passato, ma soprattutto per proiettare la collaborazione bilaterale verso il futuro. La visita di Stato del Presidente Khurelsukh, la prima di un capo di stato mongolo dopo 14 anni, è destinata a elevare il partenariato tra i due Paesi a un nuovo livello.

Durante i colloqui sono stati affrontati temi di interesse comune che spaziano dalla cooperazione economica alla sostenibilità ambientale, passando per scienza, cultura ed educazione. È prevista la firma di una serie di accordi di cooperazione che coinvolgeranno governi e istituzioni di entrambi i Paesi in settori strategici quali:

  • Cultura e istruzione
  • Scienza e minerali
  • Infrastrutture e protezione civile
  • Sviluppo locale e sport
  • Turismo e media pubblici

Un’agenda fitta che testimonia la volontà di intensificare le relazioni in ogni ambito. Tra gli accordi più recenti e significativi, spicca quello firmato nel gennaio 2025 per l’attivazione di collegamenti aerei diretti, un passo fondamentale per facilitare gli scambi commerciali e turistici. La cooperazione si estende anche al settore della difesa, con un accordo ratificato nel 2017, e a quello marittimo, con il porto di Genova individuato come terminale strategico per i traffici commerciali da e per la Mongolia.

La cultura come motore di dialogo

La diplomazia culturale rimane uno dei pilastri fondamentali delle relazioni italo-mongole. Entrambi i Paesi, eredi di imperi che hanno segnato la storia mondiale, condividono la ricchezza di un patrimonio storico e artistico inestimabile. Questa affinità si traduce in una vivace collaborazione che spazia dalla musica alle arti visive, dal cinema allo sport.

Negli ultimi anni, l’Italia ha promosso in Mongolia numerose iniziative di alto profilo, come la prima mostra in assoluto dedicata a Caravaggio e diverse masterclass nei settori della musica e dell’arte. La Mongolia, dal canto suo, partecipa da anni con un proprio padiglione alla prestigiosa Biennale d’Arte di Venezia. Questi scambi non solo arricchiscono il panorama culturale di entrambi i Paesi, ma rafforzano anche la comprensione e il rispetto reciproci.

Valori condivisi in un mondo complesso

Al di là degli interessi economici e culturali, ciò che lega profondamente Italia e Mongolia è la condivisione di valori democratici. L’Ambasciatrice d’Italia a Ulaanbaatar, Giovanna Piccarreta, ha sottolineato come la Mongolia, un Paese democratico incuneato tra due giganti come Russia e Cina, abbia scelto un percorso di libero mercato e di stato di diritto, in sintonia con l’Italia. Entrambe le nazioni, inoltre, sono attive contributrici alle missioni di pace delle Nazioni Unite, a testimonianza di un impegno comune per la stabilità e la sicurezza internazionale.

La visita del Presidente Khurelsukh Ukhnaa si concluderà con un forum economico italo-mongolo, volto a rafforzare i legami tra le comunità imprenditoriali dei due Paesi, e con un concerto della Mongolian Philharmonic Morin Khuur Orchestra a Roma, un omaggio alla ricca eredità culturale mongola. Un finale che suggella un incontro di successo, destinato a scrivere un nuovo, importante capitolo nella lunga storia di amicizia tra Italia e Mongolia.

Di veritas

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