Un’altra sconfitta, la seconda consecutiva, che fa più male del risultato stesso. Il Torino cade al Via del Mare contro il Lecce per 2-1 e scivola in una crisi di gioco e di identità che ora assume contorni preoccupanti. A lanciare l’allarme, con parole tanto dure quanto lucide, è lo stesso tecnico granata, Marco Baroni, che nel post-partita non cerca alibi e individua con precisione chirurgica il male che affligge la sua squadra: la testa.

“La mentalità è sbagliata, prima quella individuale e poi quella di squadra”, ha tuonato Baroni ai microfoni. “Rimaniamo dentro gli errori, la squadra non è partita come volevamo. Il timore ci poteva stare, il primo gol era evitabile. Questo è il problema primario ora. È un problema di mentalità, non di uomini”. Parole che pesano come macigni e che aprono una profonda riflessione all’interno dello spogliatoio granata. Non è una questione di moduli o di singoli interpreti, secondo l’allenatore, ma di approccio, di fragilità caratteriale che impedisce alla squadra di rimanere in partita dopo aver subito un gol.

LA CRONACA DI UNA SCONFITTA ANNUNCIATA

La partita di Lecce è stata l’emblema delle difficoltà attuali del Torino. Un approccio molle alla gara ha permesso ai padroni di casa di portarsi sul doppio vantaggio in appena due minuti, tra il 20′ e il 22′ del primo tempo, con le reti di Coulibaly e Banda. Un uno-due micidiale che ha messo in mostra tutte le crepe difensive di una squadra apparsa timorosa e disattenta. “Non è possibile prendere due gol così, uno dietro l’altro. È un fatto di fragilità che dobbiamo correggere assolutamente”, ha sottolineato con forza Baroni.

Nella ripresa, la reazione c’è stata. Il gol di Adams al 57′ ha riaperto la partita e il Torino ha creato i presupposti per raggiungere un pareggio che, a detta dello stesso tecnico, sarebbe stato anche meritato. Ma l’episodio clou è arrivato in pieno recupero: un calcio di rigore assegnato ai granata che poteva cambiare il destino del match e, forse, della stagione. Dal dischetto si è presentato Asllani, ma la sua conclusione debole è stata neutralizzata dall’ottimo Falcone, eroe di giornata per i salentini. Un errore che ha cristallizzato l’immagine di un Toro fragile e privo della necessaria cattiveria agonistica.

BARONI NON CI STA: “LA CLASSIFICA NON MI FA PAURA”

Nonostante la classifica inizi a farsi preoccupante e la panchina inevitabilmente traballi, Baroni cerca di trasmettere calma e fiducia nel suo lavoro. “Ora non mi fa paura la classifica”, ha precisato. “Voglio far crescere questi ragazzi, avevamo trovato un’identità e una solidità: è da lì che dobbiamo ripartire. La squadra può far gol, sono le fragilità difensive da sistemare”. Un richiamo al lavoro svolto prima della sosta, quando la squadra sembrava aver trovato un equilibrio che ora appare smarrito.

L’analisi del tecnico è impietosa ma anche costruttiva. L’obiettivo è lavorare sulla testa dei giocatori, sull’atteggiamento, per ritrovare quella solidità che è sempre stata un marchio di fabbrica delle sue squadre. La sfida è complessa, perché i problemi mentali sono spesso i più difficili da risolvere. La società, per ora in silenzio, osserva e riflette sulla posizione dell’allenatore. La fiducia non è infinita e le prossime partite, a partire dalla sfida contro il Milan, potrebbero essere decisive per il futuro della panchina granata. Il Torino è chiamato a una reazione immediata, non solo di gioco, ma soprattutto di carattere, per dimostrare che le parole del suo allenatore sono state ascoltate e metabolizzate.

Di nike

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