GENOVA – Un’altra illusione, un’altra rimonta subita, un’altra sconfitta. Il film a cui l’Hellas Verona sta abituando i suoi tifosi in questa prima, drammatica, parte di stagione si è ripetuto con spietata puntualità anche sul prato del “Luigi Ferraris” di Genova. I gialloblù cadono 2-1 contro il Genoa di Daniele De Rossi, vedendosi sfuggire un vantaggio che aveva alimentato speranze e rimanendo così ancorati all’ultimo posto della classifica di Serie A con soli 6 punti e, dato più agghiacciante, ancora zero vittorie dopo 13 giornate. Una crisi profonda, che ora mette inevitabilmente in discussione la posizione del tecnico Paolo Zanetti.
Il solito copione: dall’illusione del vantaggio alla beffa finale
La partita, valida per la tredicesima giornata di campionato, aveva visto un Verona inizialmente propositivo, capace di trovare la via del gol al 21′ del primo tempo con Rafik Belghali, lesto a concretizzare una delle poche occasioni create dagli scaligeri. Sembrava l’inizio di una possibile svolta, la scintilla per riaccendere un motore in panne da troppo tempo. Invece, come un copione già scritto, la squadra ha mostrato ancora una volta le sue fragilità. Sul finire della prima frazione, al 40′, è arrivato il pareggio dei padroni di casa con Lorenzo Colombo. Nella ripresa, il Genoa ha completato la rimonta al 62′ con un colpo di testa di Morten Thorsby, che ha fissato il punteggio sul definitivo 2-1, regalando a De Rossi la sua prima vittoria casalinga e spingendo il Verona ancora più a fondo nell’abisso.
Zanetti: “Mi prendo le responsabilità, ma navigo nella tempesta”
Nel dopogara, il volto e le parole di Paolo Zanetti sono quelle di un uomo consapevole della gravità del momento. Con lucidità e senza cercare alibi, il tecnico si è presentato ai microfoni per analizzare l’ennesima battuta d’arresto. “La storia si ripete. Quello che è successo in questa prima parte di stagione è successo anche questa sera”, ha esordito, fotografando perfettamente il momento della sua squadra. “La partita comunque è stata combattuta, ci siamo stati dentro. Dall’altra parte abbiamo fatto degli errori che abbiamo pagato caro perché li abbiamo fatti dopo un primo tempo interessante, quando abbiamo fatto bene. Siamo andati in vantaggio, anche meritatamente… Poi abbiamo fatto un errore che ha riaperto la partita. Questo è un po’ il film solito”.
La responsabilità, Zanetti, non la fugge: “Ci dispiace, devo metterci sempre la faccia e prendermi la responsabilità. Quello che posso fare è scusarmi con i nostri tifosi”. Ma il tecnico non molla, o almeno non vorrebbe farlo, e rimette la decisione nelle mani della dirigenza: “Non ho parlato con nessuno in società. Chiaramente so come funziona il calcio e io sono a disposizione. La società farà le sue valutazioni come è giusto che sia e io sono a disposizione della squadra”. La sua volontà sarebbe quella di continuare a lottare: “Se mi verrà chiesto di farlo io ci sarò, assolutamente. Perché io credo che un allenatore, prima di tutto, nel momento che dà tutto, deve stare dentro la barca sempre. Deve stare nella difficoltà, deve navigare nella tempesta. Questo è sicuramente il momento più difficile da quando io sono a Verona”.
Futuro in bilico: la società riflette, spuntano i primi nomi
Le parole di Zanetti suonano come un commiato non dichiarato. La dirigenza dell’Hellas Verona si è presa delle ore per riflettere sul da farsi. La classifica è impietosa e la mancanza di una reazione, soprattutto dopo essere passati in vantaggio in uno scontro diretto, pesa come un macigno. La pausa forzata dalla Coppa Italia potrebbe concedere al club il tempo necessario per un eventuale cambio in panchina in vista della proibitiva sfida casalinga contro l’Atalanta. Secondo le indiscrezioni, tra i possibili sostituti si fanno già i nomi di Luca Gotti, considerato il candidato principale, ma anche soluzioni interne come Massimo Donati o il tecnico della Primavera Paolo Sammarco. Le prossime ore saranno decisive per capire se il Verona deciderà di affidarsi a una nuova guida tecnica per tentare quella che, ad oggi, appare come una difficilissima rincorsa alla salvezza.
