ROVIGO – Un incontro carico di significato umano e politico si è tenuto a Palazzo Nodari, sede del Comune di Rovigo, dove la sindaca Valeria Cittadin ha accolto Federico Di Iorio. Quest’ultimo è il cittadino che, nella serata del 3 novembre, nella sua abitazione di Grignano Polesine, ha reagito a un tentativo di furto sparando a uno dei tre malviventi che si erano introdotti nella sua proprietà. L’incontro, avvenuto su richiesta dello stesso Di Iorio, è stato l’occasione per ringraziare personalmente la prima cittadina per la solidarietà manifestatagli fin dai primi istanti successivi al grave episodio.
La ricostruzione dei fatti e il sostegno della sindaca
La sera del 3 novembre, poco prima delle 19, tre individui si sono introdotti nell’abitazione di Federico Di Iorio. Trovandoseli di fronte, l’uomo ha impugnato la sua arma, regolarmente detenuta, e dopo aver intimato per due volte ai ladri di andarsene, ha esploso alcuni colpi, ferendone uno. La Procura di Rovigo, dopo le indagini preliminari, ha riconosciuto la condotta di Di Iorio come rientrante nel perimetro della legittima difesa, come previsto dall’articolo 52 del codice penale, decidendo di non procedere nei suoi confronti.
La sindaca Cittadin, durante l’incontro, ha voluto ribadire con forza il suo sostegno a Di Iorio, definendolo un “uomo coraggioso”. “Rinnovo la mia solidarietà a Federico”, ha dichiarato la prima cittadina, “che, come ci ha raccontato, non ha voluto infierire, non ha agito con rabbia e prima di sparare ha intimato, ben due volte, ai ladri di andarsene perché era armato. Ritengo pertanto, sia stato un atto di legittima difesa, come riconosciuto dalla Procura e non condivido il pensiero di chi, di fronte a questi eventi, fa filosofia”. La sindaca ha poi aggiunto: “Penso che se ci troviamo davanti qualcuno che è entrato nella nostra proprietà senza essere stato invitato, ma per rubare e farci del male, sia legittimo difendersi. È umano e comprensibile proteggere sé stessi e la propria famiglia”.
Il plauso del Governo e il dibattito nazionale
Il caso di Grignano Polesine ha rapidamente superato i confini locali, innescando un acceso dibattito a livello nazionale sul tema della legittima difesa. La decisione della Procura di non indagare Di Iorio, in virtù delle nuove norme sull’eccesso di legittima difesa, ha ricevuto il plauso di importanti figure del governo. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha commentato sui social network con un lapidario “La difesa è sempre legittima”, una posizione ripresa anche dal Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, che ha sottolineato come questo sia un “risultato grazie alle norme volute dalla Lega, a tutela dei cittadini perbene”.
Queste prese di posizione hanno riacceso i riflettori sulla legge sulla legittima difesa, modificata nel 2019, che ha introdotto una presunzione di proporzionalità nella reazione a una violazione di domicilio. La sindaca Cittadin ha colto l’occasione per ringraziare l’attuale esecutivo: “Ringrazio questo Governo, perché finalmente abbiamo una legge che tutela chi è aggredito e non l’aggressore”.
Le parole di Federico Di Iorio
Visibilmente commosso, Federico Di Iorio ha espresso la sua gratitudine per il supporto ricevuto. “La sindaca mi ha dato la sua piena comprensione e solidarietà, dicendomi che potevo continuare a camminare a testa alta e con orgoglio”, ha affermato. “Ha avuto ragione, perché poi la solidarietà è venuta da parte di tutti. Ringrazio pertanto la sindaca Cittadin per il suo primo e bellissimo messaggio e per essermi sempre stata vicino”. Le sue parole testimoniano il peso emotivo di un’esperienza traumatica e l’importanza del sostegno istituzionale e comunitario in frangenti così delicati.
Un contesto di crescente allarme sociale
L’episodio di Grignano Polesine si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per l’aumento dei furti in abitazione in tutta la provincia di Rovigo. Diverse segnalazioni di furti e tentati furti si sono susseguite nelle settimane precedenti, alimentando un senso di insicurezza tra i cittadini. La reazione di Di Iorio, seppur estrema, è stata interpretata da molti come il sintomo di un’esasperazione diffusa di fronte a un fenomeno criminale percepito come sempre più pervasivo e minaccioso per la serenità domestica.
