Una notte che doveva segnare una ripartenza si è trasformata nell’ennesima tappa di un calvario sportivo. L’esordio europeo di Paolo Vanoli alla guida della Fiorentina è coinciso con una sconfitta amara e pesante, non solo nel punteggio ma anche nel morale. Allo stadio Artemio Franchi, l’AEK Atene passa per 1-0, capitalizzando al massimo una serata in cui la Viola ha lottato più contro i propri fantasmi e la sfortuna che contro l’avversario. A decidere il match una rete dell’ex conoscenza del calcio tedesco Mijat Gacinovic nel primo tempo, in una partita che ha visto i padroni di casa colpire una traversa e vedersi annullare ben due reti dal VAR per fuorigioco millimetrici. Il risultato finale, accolto dai sonori fischi del pubblico, certifica la seconda sconfitta consecutiva nella competizione e aggrava una crisi di risultati che vede la squadra ultima in campionato e ora in affanno anche in Europa.

La cronaca di una sconfitta annunciata

Mister Vanoli, alla sua prima panchina europea in carriera, aveva chiesto ai suoi una prestazione di carattere per invertire la rotta. Schierando un 3-5-2 con la coppia d’attacco formata da Edin Dzeko e Albert Gudmundsson, l’intento era quello di dare solidità e imprevedibilità. Tuttavia, fin dalle prime battute, la Fiorentina è apparsa contratta, lenta nel giro palla e incapace di creare reali pericoli alla porta difesa dall’ex laziale Strakosha. L’AEK, ben organizzato e cinico, ha atteso il momento giusto per colpire. E quel momento è arrivato al 34′, quando Mijat Gacinovic ha finalizzato un’azione rapida, portando in vantaggio i greci. La reazione della Viola c’è stata, ma è stata confusa e sfortunata. Prima, al 20′, un gol di Gudmundsson era stato annullato per un fuorigioco precedente di Parisi. Poi, nella ripresa, è toccato a capitan Luca Ranieri vedere la propria gioia strozzata in gola: deviazione vincente in mischia, ma il VAR, dopo una lunga revisione, ha ravvisato una posizione irregolare di Gudmundsson.

Episodi chiave e sfortuna: traversa e VAR protagonisti

Se la prestazione non è stata brillante, la Fiorentina può certamente recriminare per la sfortuna. Oltre ai due gol annullati, che hanno inciso pesantemente sul morale della squadra, c’è da registrare una clamorosa traversa colpita da Edin Dzeko nel secondo tempo, sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Un legno che grida ancora vendetta e che simboleggia il momento nero di un attacco che fatica a trovare la via della rete. Gli episodi arbitrali, gestiti dall’arbitro inglese Robert Jones e dal suo team al VAR, sono stati tecnicamente corretti ma hanno contribuito ad aumentare la frustrazione di un ambiente già provato. Ogni decisione ha richiesto diversi minuti di attesa, spezzando il ritmo e alimentando la tensione in campo e sugli spalti.

Le parole del post-partita: Vanoli predica calma, Dzeko critica

Nel dopo gara, Paolo Vanoli ha cercato di gettare acqua sul fuoco, consapevole della delicatezza della situazione. “Non mi ero illuso prima e non mi abbatto adesso. Sapevo che la strada sarebbe stata lunga e fatta di alti e bassi. Dobbiamo essere più lucidi e tecnicamente più bravi, la fortuna va cercata”, ha dichiarato il tecnico, sottolineando la necessità di lavorare sulla testa dei giocatori. Parole di un allenatore che sa di avere tra le mani una squadra fragile, che al primo errore tende a perdere fiducia. Di tenore diverso, invece, lo sfogo del veterano Edin Dzeko, che ha puntato il dito contro l’ambiente: “Nei miei 20 anni di carriera ho giocato in tanti stadi: ci vuole sostegno, soprattutto per i giovani. Altrimenti subentra la paura e diventa tutto più difficile”. Un chiaro messaggio ai tifosi, la cui pazienza sembra ormai agli sgoccioli.

Una crisi profonda: cosa attende ora la Fiorentina?

La sconfitta contro l’AEK non è un incidente di percorso, ma la conferma di uno stato di crisi profondo. Ultima in classifica in Serie A, la Fiorentina ora vede complicarsi anche il cammino in Conference League. La “cura Vanoli”, iniziata con due pareggi in campionato, ha subito una brusca battuta d’arresto. I problemi appaiono strutturali: una manovra offensiva sterile, una condizione atletica precaria e una fragilità mentale evidente. La squadra sembra impaurita, senza idee e incapace di reagire alle difficoltà. Il calendario non aiuta e la prossima sfida contro l’Atalanta si preannuncia già come uno snodo cruciale. Servirà una scossa, una vittoria per ritrovare fiducia e allontanare gli spettri di una stagione che rischia di diventare fallimentare su tutti i fronti.

Di nike

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