Lo Spazio non è mai stato così vicino. Quella che un tempo era una frontiera per pochi esploratori è oggi diventata un’infrastruttura invisibile ma fondamentale, un dominio tecnologico dal quale dipendono la sicurezza del nostro pianeta, la gestione delle emergenze, la sostenibilità delle nostre risorse e persino la conservazione del nostro patrimonio culturale. Per raccontare questa rivoluzione silenziosa, Fondazione Leonardo, in sinergia con due gioielli dell’industria aerospaziale come e-Geos (società costituita da Telespazio e ASI) e Telespazio (joint venture tra Leonardo e Thales), ha lanciato “Space Panorama”, una serie divulgativa che apre una finestra esclusiva sulle eccellenze di una filiera, quella italiana, tra le poche al mondo a essere realmente complete. Un viaggio, episodio dopo episodio, che svela il volto umano e tecnologico di un settore all’avanguardia, mostrando come le tecnologie orbitali siano diventate uno strumento imprescindibile per la vita sulla Terra.

Pomerium: I Satelliti, Guardiani Silenziosi del Nostro Patrimonio Culturale

Immaginate un guardiano instancabile che veglia giorno e notte sui monumenti più preziosi di Roma. Questo guardiano esiste, orbita a centinaia di chilometri sopra le nostre teste e si chiama satellite. Grazie al programma Pomerium, un progetto sviluppato da e-Geos per conto dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), giganti della storia come il Colosseo, la Piramide Cestia e le Terme di Caracalla sono costantemente monitorati. Ma come è possibile? La risposta risiede in una tecnica sofisticata che porta il nome di interferometria radar. Utilizzando i dati della costellazione italiana COSMO-SkyMed, i satelliti inviano segnali radar verso la superficie terrestre e ne analizzano l’eco di ritorno. Confrontando le immagini raccolte in momenti diversi, è possibile rilevare spostamenti del terreno dell’ordine dei millimetri. “Abbiamo analizzato principalmente il rischio di stabilità del suolo”, spiega Manuela Ferri, project manager di e-Geos, sottolineando come questa tecnologia permetta di prevenire e pianificare la manutenzione.

Le minacce sono molteplici: non solo i terremoti o i lenti movimenti del suolo, ma anche l’inquinamento atmosferico e le vibrazioni generate dal traffico urbano e dai grandi eventi. I dati raccolti, integrati con sensori a terra e modelli di intelligenza artificiale, hanno permesso di creare un vero e proprio “Digital Twin” di queste aree, un gemello digitale per prevedere il tasso di deterioramento delle superfici, come il travertino del Colosseo. Fortunatamente, come conferma l’archeologo Andrea Schiappelli, “il Colosseo è molto stabile”, grazie soprattutto alla sua imponente fondazione anulare in calcestruzzo. Un dialogo affascinante tra storia antica e tecnologia futuristica.

Custodi degli Oceani e dei Campi: Sicurezza Marittima e Agricoltura di Precisione

Dalle pietre millenarie di Roma alle vaste distese oceaniche, l’occhio dei satelliti si rivela uno strumento di tutela insostituibile. La nona puntata di “Space Panorama” ci porta nel mondo del monitoraggio marittimo, dove e-Geos utilizza dati satellitari per combattere attività illegali. Le petroliere che lavano le cisterne in mare aperto, risparmiando sui costi di smaltimento ma causando danni ambientali incalcolabili, lasciano una traccia inconfondibile. “La macchia di petrolio viene rilevata molto bene dai satelliti radar perché il petrolio appiattisce la superficie del mare”, osserva Filippo Daffinà di e-Geos. I satelliti radar, capaci di “vedere” di notte e attraverso le nuvole, non solo individuano lo sversamento ma possono anche identificare la nave responsabile, fornendo prove cruciali alle autorità. Questo servizio è fondamentale anche per monitorare il traffico nelle aree marine protette, a supporto del Ministero dell’Ambiente e della Guardia Costiera.

Parallelamente, lo stesso sguardo dall’alto sta rivoluzionando uno dei settori più antichi dell’umanità: l’agricoltura. L’agricoltura di precisione non è più fantascienza, ma una realtà concreta. I satelliti analizzano la luce riflessa dalla vegetazione in lunghezze d’onda invisibili all’occhio umano, ricavando informazioni preziose sullo stato di salute delle colture. “Si tratta del monitoraggio di un terreno agricolo. I satelliti ci permettono di analizzare caratteristiche particolari come lo stress idrico o la presenza di attacchi patogeni”, chiarisce Roberta Bruno, technical manager di Agrigeo (e-Geos). Queste informazioni si traducono in mappe di prescrizione che guidano l’agricoltore, indicandogli esattamente dove e quanto irrigare o fertilizzare. In un’epoca segnata dal cambiamento climatico e dalla scarsità di risorse idriche, ottimizzare ogni goccia d’acqua e ogni grammo di fertilizzante non è solo un vantaggio economico, ma una necessità per la sostenibilità globale.

Dietro le Quinte dello Spazio: dal Fucino alla Luna

Ma come arrivano e come operano questi sofisticati strumenti in orbita? “Space Panorama” ci conduce nel cuore pulsante delle operazioni spaziali italiane: il Centro Spaziale del Fucino di Telespazio. Situato in Abruzzo, è il più grande teleporto al mondo per usi civili, un luogo dove la storia dell’esplorazione spaziale si intreccia con il futuro. Da qui, nel 1969, gli italiani videro le immagini del primo sbarco sulla Luna. Oggi, con le sue 170 antenne, il Fucino è un centro nevralgico per la gestione di satelliti e servizi di telecomunicazione.

Una delle fasi più critiche nella vita di un satellite è la cosiddetta LEOP (Launch and Early Orbit Phase), il periodo che va dalla separazione dal razzo vettore al raggiungimento dell’orbita definitiva. “Dalla sala del Centro di controllo noi effettuiamo questo tipo di operazioni che hanno una durata tipicamente di un paio di settimane”, spiega Ernesto Cerone di Telespazio. È un momento delicatissimo, dove l’ingegno umano può fare la differenza, come nel caso del satellite Artemis dell’ESA che, rilasciato in un’orbita sbagliata, fu salvato da un team che riscrisse il software di volo, prolungando la missione per 15 anni.

Il Fucino è anche uno dei due centri di controllo che gestiscono Galileo, il sistema di navigazione satellitare europeo. Con oltre 4 miliardi di utenti, Galileo è oggi il sistema più preciso al mondo, superando il GPS americano, il GLONASS russo e il Beidou cinese. La sua accuratezza, che può raggiungere i 20 centimetri, è fondamentale non solo per le nostre mappe sullo smartphone, ma per la sincronizzazione delle transazioni finanziarie, la gestione delle reti energetiche e le operazioni di soccorso.

E lo sguardo dell’Italia non si ferma all’orbita terrestre. Con il programma Moonlight, l’industria italiana, guidata da Telespazio per conto dell’ESA, è protagonista nella costruzione di un’infrastruttura per il futuro: una costellazione di satelliti che fornirà servizi di comunicazione e navigazione direttamente sulla Luna. “Moonlight consentirà a chiunque voglia fare attività sulla Luna, pubblico o privato, di pensare a un problema in meno”, sottolinea Fabio Cannone di Telespazio. Un passo essenziale per sostenere le future missioni, la costruzione di basi lunari e lo sviluppo di una vera e propria economia lunare.

Un Futuro Sostenibile Scritto nelle Stelle

“Space Panorama” ci insegna una lezione fondamentale: l’esplorazione spaziale e lo sviluppo di tecnologie orbitali non sono fini a se stesse. Sono diventate un pilastro per la gestione intelligente e sostenibile del nostro pianeta. Dalle Smart City, dove i dati satellitari aiutano a ottimizzare la raccolta dei rifiuti e a monitorare la stabilità di ponti e infrastrutture, alla gestione delle emergenze, con la Emergency Room di e-Geos che trasforma le immagini satellitari in mappe vitali per la Protezione Civile durante i disastri naturali, la filiera spaziale italiana dimostra una capacità unica di tradurre l’altissima tecnologia in benefici concreti e quotidiani. Un’eccellenza che merita di essere raccontata, un futuro che, grazie a questi pionieri, è già iniziato.

Di davinci

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