PESARO – Un omaggio trasformato in “ridicolizzazione”. È un’autentica bufera quella che si è abbattuta sull’amministrazione comunale di Pesaro, finita al centro di un caso di rilevanza nazionale per la scelta di allestire la tradizionale pista di pattinaggio natalizia attorno alla statua in bronzo del Maestro Luciano Pavarotti. L’installazione, situata in piazzale Lazzarini, a pochi passi dal Teatro Rossini, ha di fatto “ingabbiato” l’opera che ritrae il celebre tenore a braccia aperte, scatenando l’indignazione di cittadini, opposizioni e, soprattutto, della vedova Nicoletta Mantovani.
LA VICENDA: UNA SCELTA PER VALORIZZARE IL CENTRO
Tutto ha inizio con la decisione del Comune di Pesaro, guidato dal sindaco Andrea Biancani, di riproporre per le festività 2025 la pista di pattinaggio su ghiaccio, assente l’anno precedente. A differenza del 2023, quando la struttura era stata collocata in piazza del Popolo, quest’anno si è optato per piazzale Lazzarini. Una scelta motivata, secondo l’amministrazione, dalla volontà di valorizzare e rendere più viva anche questa parte del centro storico, accogliendo le richieste dei commercianti della zona. L’obiettivo era quello di creare un polo di attrazione che potesse beneficiare le attività commerciali locali, in sinergia con altri progetti di riqualificazione come quello di Galleria Roma.
Tuttavia, durante le fasi di montaggio, è emerso un problema imprevisto. Per garantire i requisiti di sicurezza e la corretta viabilità, è stato necessario ampliare lo spazio della pista, portando alla controversa decisione di inglobare la statua del Maestro, inaugurata nell’aprile del 2024, all’interno del perimetro dell’attrazione. La scena che si è presentata ai pesaresi è stata tragicomica: il monumento al tenore, simbolo del profondo legame di Pavarotti con la città dove possedeva una villa, si è ritrovato imprigionato nello scheletro della struttura.
LA DURA REAZIONE DI NICOLETTA MANTOVANI
La notizia ha rapidamente raggiunto Nicoletta Mantovani, vedova del tenore e presidente della Fondazione Luciano Pavarotti, che non ha usato mezzi termini per esprimere il suo sdegno. In un’intervista rilasciata a “Il Resto del Carlino”, si è detta “delusa, arrabbiata e dispiaciuta”. “È una ridicolizzazione di Luciano, una cosa bruttissima”, ha dichiarato, sottolineando di non essere stata messa a conoscenza della decisione. “Mi dispiace che il Comune abbia permesso una cosa del genere, perché ne va dell’immagine di Luciano, del rispetto nei suoi confronti”, ha aggiunto. Per Mantovani, la soluzione sarebbe stata semplice: spostare la statua o allestire la pista altrove. La conclusione è amara: “Con quella statua siamo partiti da un omaggio e siamo arrivati alla ridicolizzazione”. Ha poi annunciato di voler chiedere spiegazioni ufficiali al Comune al suo rientro da Londra.
LA DIFESA DEL SINDACO BIANCANI: “ERRORE NON VOLUTO”
Travolto dalle critiche piovute da ogni parte, dai cittadini indignati sui social media alle opposizioni politiche, il sindaco Andrea Biancani è intervenuto per fare chiarezza. Pur assumendosi la piena responsabilità, ha parlato di un “errore non voluto” e di una “scelta obbligata” per motivi di viabilità, emersa solo in fase di montaggio. “Voglio dire alla signora Nicoletta Mantovani che mi dispiace molto se si è sentita in qualche modo mancata di rispetto”, ha affermato il primo cittadino, assicurando che non c’era alcuna intenzione di offendere la memoria del Maestro. Biancani ha spiegato che il progetto iniziale non prevedeva l’inglobamento della statua, ma le necessità tecniche hanno imposto la configurazione attuale. Ha inoltre precisato che, a pochi giorni dall’inaugurazione prevista per sabato 29 novembre, non è tecnicamente possibile spostare la pista, né rimuovere temporaneamente la statua senza rischiare di danneggiarla. Nonostante le scuse, il sindaco ha confermato che la struttura rimarrà dov’è, invitando a “non drammatizzare”.
UNA CITTÀ DIVISA E UN CARTELLO ANONIMO
La vicenda ha profondamente diviso l’opinione pubblica pesarese. Da un lato, il plauso dei commercianti della zona, che vedono nell’iniziativa un’opportunità di rivitalizzazione. Dall’altro, lo sdegno di molti cittadini che considerano l’operazione una grave mancanza di rispetto per un simbolo culturale della città. La polemica ha assunto toni ancora più accesi quando sulla statua è apparso un cartello anonimo indirizzato a Nicoletta Mantovani: “Cara Nicoletta… nessuna mancanza di rispetto, il maestro sarebbe solo felice di stare in mezzo a dei bambini che si divertono. Pesaro ha amato Luciano, lo ama e lo amerà sempre. Senza cercare altri amori”. Un messaggio di cui il Municipio ha dichiarato di non conoscere l’autore. Nel frattempo, sui social network, l’ironia si è scatenata, con il sindaco stesso che aveva inizialmente promosso l’immagine con l’hashtag #DaiuncinqueaPavarotti, definendo la pista “la più desiderata d’Italia”. Una leggerezza che ha ulteriormente alimentato il dibattito su come le iniziative urbane debbano relazionarsi con la memoria artistica e i simboli culturali.
