Colombo/Giacarta – L’Asia meridionale è in ginocchio a causa di una serie di eventi meteorologici estremi che hanno colpito duramente Sri Lanka e Indonesia, lasciando una scia di morte e distruzione. Il bilancio complessivo delle vittime accertate supera le trecento unità, ma le autorità temono che il numero possa aggravarsi ulteriormente mentre le operazioni di soccorso continuano senza sosta in condizioni proibitive.
Sri Lanka devastato dal Ciclone Ditwah
Lo Sri Lanka sta affrontando una delle peggiori catastrofi naturali degli ultimi anni. Il passaggio del ciclone Ditwah, che si è intensificato nel Golfo del Bengala, ha portato piogge torrenziali che hanno flagellato l’isola per un’intera settimana. Secondo gli ultimi aggiornamenti del Centro di Gestione delle Catastrofi (DMC), le vittime accertate nel paese sono salite a 123, mentre altre 130 persone risultano ancora disperse. In precedenza, il bilancio si era attestato a 69 morti e 34 dispersi, un dato che testimonia la rapida e drammatica evoluzione della crisi.
Le aree più colpite sono quelle centrali del paese, in particolare i distretti di Badulla e Nuwara Eliya, noti per le piantagioni di tè. Qui, le piogge incessanti, che in alcune zone hanno raggiunto i 360 millimetri in 24 ore, hanno innescato devastanti frane che hanno letteralmente sepolto intere abitazioni. Molte delle vittime sono state sorprese nel sonno, senza alcuna possibilità di fuga.
Il governo ha schierato l’esercito in una massiccia operazione di salvataggio, utilizzando elicotteri, mezzi navali e veicoli corazzati per raggiungere le comunità rimaste isolate. I soccorritori si sono trovati di fronte a scene drammatiche, con persone rifugiate sui tetti delle case e sugli alberi per sfuggire alla furia delle acque. Il fiume Kelani, che attraversa la capitale Colombo, ha rotto gli argini, costringendo le autorità a diramare ordini di evacuazione per i residenti delle aree più a rischio.
La crisi umanitaria è di vaste proporzioni:
- 43.995 persone sono state evacuate e trasferite in centri di assistenza statali.
- Quasi 3.000 case sono state distrutte o gravemente danneggiate.
- Oltre 600.000 acri di terreni agricoli sono andati distrutti, con previsioni di un imminente aumento dei prezzi dei generi alimentari.
In risposta all’emergenza, sono state chiuse scuole e uffici governativi, e persino il Parlamento ha sospeso il dibattito sul bilancio per permettere ai deputati di assistere le proprie circoscrizioni. Anche l’aeroporto internazionale di Colombo ha subito interruzioni.
Emergenza anche in Indonesia
Contemporaneamente, anche l’Indonesia sta combattendo contro inondazioni e smottamenti che hanno causato un numero di vittime superiore a duecento. L’isola di Sumatra è stata particolarmente colpita, con decine di morti e dispersi. Le piogge torrenziali hanno fatto straripare i fiumi, trascinando via interi villaggi montani e sommergendo migliaia di abitazioni. Le autorità indonesiane attribuiscono la violenza dei fenomeni a una combinazione di fattori, tra cui il ciclone tropicale Koto e una depressione tropicale nello Stretto di Malacca.
Anche qui, le squadre di soccorso sono al lavoro in condizioni difficilissime, ostacolate dall’inaccessibilità di molte aree remote e dal persistere del maltempo. La Chiesa cattolica locale, attraverso l’arcivescovo di Medan, ha lanciato una raccolta fondi per sostenere le popolazioni colpite.
Un contesto di crescente vulnerabilità climatica
La tragedia che ha colpito Sri Lanka e Indonesia non è un evento isolato, ma si inserisce in un contesto regionale più ampio di disastri idrogeologici che hanno interessato anche Thailandia e Malesia. Gli scienziati sono concordi nell’affermare che il cambiamento climatico sta esacerbando la frequenza e l’intensità di questi fenomeni meteorologici estremi. Sebbene lo Sri Lanka sia abituato alle piogge monsoniche in questo periodo dell’anno, la potenza del ciclone Ditwah ha intensificato notevolmente le precipitazioni, trasformando un evento stagionale in una catastrofe nazionale.
Mentre la comunità internazionale inizia a mobilitarsi, con l’India che ha già offerto aiuti di emergenza allo Sri Lanka, la priorità resta la ricerca dei dispersi e l’assistenza agli sfollati. La conta dei danni, sia umani che economici, è destinata a durare a lungo, lasciando ferite profonde in nazioni già vulnerabili.
