In un gesto dal profondo valore simbolico e storico, il Presidente della Repubblica Federale Tedesca, Frank-Walter Steinmeier, è diventato il primo capo di Stato tedesco a visitare Guernica, la città basca che porta ancora le cicatrici di uno dei più brutali attacchi aerei della storia. Accompagnato da Sua Maestà il Re Felipe VI di Spagna, Steinmeier ha reso omaggio alle vittime del bombardamento del 26 aprile 1937, un evento che ha segnato indelebilmente la coscienza collettiva europea e ha ispirato uno dei più celebri capolavori artistici del XX secolo, il “Guernica” di Pablo Picasso.
Un Atto di Memoria e Riconciliazione
La visita di Steinmeier non è solo un evento diplomatico, ma un potente atto di memoria e riconciliazione. Il bombardamento di Guernica, eseguito dalla Legione Condor tedesca e dall’Aviazione Legionaria italiana in supporto alle forze nazionaliste di Francisco Franco durante la Guerra Civile Spagnola, è considerato il primo attacco aereo massiccio e indiscriminato contro una popolazione civile. L’operazione, nome in codice “Rügen”, rase al suolo la città, causando centinaia di vittime tra i civili e lasciando un’eredità di dolore e orrore.
Il sindaco di Guernica, José María Gorroño, ha definito la visita “un gesto di buona volontà e una mano tesa alla riconciliazione”, sottolineando come questo evento sia “molto pedagogico per tutta la società”. Questo passo segue una lettera inviata nel 1997 dall’allora presidente tedesco Roman Herzog, che riconobbe la “colpevolezza” dei piloti tedeschi e chiese perdono, ma la presenza fisica di un capo di Stato tedesco sul suolo di Guernica amplifica enormemente il messaggio.
L’Agenda della Visita di Stato
La visita a Guernica è il culmine di un viaggio di Stato di tre giorni in Spagna, volto a rafforzare le già strette relazioni bilaterali tra i due Paesi, partner chiave nell’Unione Europea e nella NATO. L’agenda del Presidente Steinmeier è stata fitta di impegni istituzionali e culturali:
- Incontri istituzionali: Il Presidente tedesco ha incontrato il capo del governo spagnolo, Pedro Sánchez, e ha tenuto un discorso al Parlamento spagnolo, mettendo in guardia contro la crescita di “movimenti estremisti e populisti”.
- Onori a Madrid: Ha ricevuto le chiavi d’oro della città di Madrid dal sindaco José Luis Martínez-Almeida e ha partecipato a una cena di gala offerta dai Reali di Spagna al Palazzo Reale.
- Omaggio all’arte e alla storia: Prima di recarsi nei Paesi Baschi, Steinmeier ha visitato il Museo Reina Sofía di Madrid per ammirare il “Guernica” di Picasso, l’imponente tela che ha immortalato la brutalità dell’attacco. Un’opera che, come ha ricordato il Presidente, funge da monito universale contro la guerra.
Il Contesto Storico: Il Bombardamento del 1937
Il 26 aprile 1937 era un giorno di mercato a Guernica. L’attacco aereo, durato oltre tre ore, fu un esperimento di guerra totale, volto a terrorizzare la popolazione e a testare l’efficacia dei bombardamenti a tappeto. La città fu quasi completamente distrutta dalle bombe esplosive e incendiarie. Le stime sul numero delle vittime variano, ma l’impatto fu devastante e lo sdegno internazionale immenso. L’evento divenne un simbolo della barbarie della guerra moderna, un preludio agli orrori che avrebbero sconvolto il mondo intero durante la Seconda Guerra Mondiale.
Il Potere dell’Arte: Il “Guernica” di Picasso
La notizia del massacro raggiunse Pablo Picasso a Parigi, dove stava lavorando a un murale per il padiglione spagnolo dell’Esposizione Internazionale. Sconvolto, decise di cambiare soggetto e in poche settimane creò la sua opera più monumentale e politicamente impegnata. Guernica non è solo la cronaca di un evento, ma un grido universale contro la violenza e la sofferenza umana. L’opera, con il suo linguaggio cubista e i suoi simboli potenti come il toro della brutalità e il cavallo ferito, è diventata un’icona antifascista e un manifesto per la pace, viaggiando per il mondo prima di trovare la sua collocazione definitiva a Madrid dopo la fine della dittatura franchista.
Un Futuro Basato sulla Memoria
La visita del Presidente Steinmeier, che si concluderà con una deposizione di una corona di fiori al cimitero locale e un incontro con alcuni sopravvissuti, non è un tentativo di cancellare il passato, ma di costruirvi sopra un futuro di pace e cooperazione. È il riconoscimento che solo attraverso la consapevolezza e l’assunzione di responsabilità per le pagine più buie della propria storia è possibile consolidare le fondamenta di un’Europa unita e democratica. Un messaggio quanto mai attuale, in un’epoca in cui le democrazie liberali si trovano ad affrontare nuove e complesse sfide.
