Roma – L’Italia accelera sulla strada dell’idrogeno, confermando la sua posizione di avanguardia nella transizione energetica europea. Durante l’Italian Hydrogen Summit, l’appuntamento annuale promosso da H2IT (Associazione Italiana Idrogeno) e svoltosi presso la prestigiosa Sala della Regina alla Camera dei Deputati, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha inviato un messaggio chiaro e forte: il Governo riconosce il ruolo strategico dell’idrogeno per garantire la sicurezza energetica nazionale e per avviare un serio processo di decarbonizzazione, specialmente in quei settori industriali “hard-to-abate” che ancora non dispongono di alternative tecnologiche mature.
Le parole del Ministro Urso delineano una visione precisa, che poggia su fondamenta solide. “L’Italia dispone di una filiera avanzata, con competenze tecnologiche distribuite lungo l’intera catena del valore, dagli elettrolizzatori ai sistemi di stoccaggio”, ha sottolineato, evidenziando un patrimonio industriale e di know-how che pone il Paese in una posizione privilegiata. Questa non è solo una dichiarazione d’intenti, ma una constatazione supportata da fatti concreti e investimenti mirati.
Investimenti Strategici e il Ruolo degli IPCEI
Un pilastro fondamentale della strategia italiana è rappresentato dagli IPCEI (Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo). Il Ministro Urso ha ricordato gli “investimenti negli Ipcei” come uno degli strumenti chiave attivati per mobilitare risorse e sostenere la transizione ecologica. Questi progetti transnazionali sono cruciali per creare una catena del valore dell’idrogeno a livello europeo, e l’Italia vi partecipa attivamente. Con finanziamenti che superano il miliardo di euro solo per le imprese italiane coinvolte nel primo IPCEI sull’idrogeno, si punta a sviluppare tecnologie innovative in tutta la filiera: dalla produzione tramite elettrolizzatori di nuova generazione, allo stoccaggio e distribuzione, fino alle applicazioni finali nel settore dei trasporti. Aziende di primo piano come Ansaldo, Fincantieri, Iveco e De Nora (in partnership con Snam) sono in prima linea, a testimonianza della qualità e dell’ambizione degli investimenti italiani.
Questi sforzi si inseriscono in un quadro europeo più ampio, che vede l’idrogeno come elemento centrale del Green Deal e del piano REPowerEU, mirati a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. L’obiettivo è chiaro: “valorizzare l’ecosistema industriale nazionale e rafforzare la competitività europea tramite scelte rapide e pragmatiche”, come affermato da Urso.
La Strategia Nazionale e le Sfide della Decarbonizzazione
L’impegno del Governo si è concretizzato nella Strategia Nazionale dell’Idrogeno, presentata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). Questo documento rappresenta una roadmap ambiziosa per fare dell’idrogeno un pilastro della transizione energetica italiana. L’idrogeno verde, prodotto da fonti rinnovabili, è al centro della strategia, con l’obiettivo di decarbonizzare settori industriali ad alta intensità energetica come l’acciaio, la chimica e la raffinazione, responsabili di una quota significativa delle emissioni nazionali.
La sfida è notevole. Soddisfare l’attuale domanda di idrogeno (oggi prodotto quasi interamente da fonti fossili) con idrogeno verde richiederebbe un aumento massiccio della capacità di energia rinnovabile installata. Tuttavia, il potenziale è enorme. L’idrogeno può agire non solo come combustibile pulito, ma anche come sistema di accumulo energetico, contribuendo a stabilizzare la rete elettrica e a massimizzare l’uso delle rinnovabili.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) gioca un ruolo fondamentale in questo contesto, stanziando risorse significative per la ricerca, lo sviluppo e la realizzazione dei primi impianti di produzione di idrogeno verde, che dovrebbero diventare operativi entro il 2026.
Un Ecosistema in Crescita: Imprese, Ricerca e Istituzioni
L’Italian Hydrogen Summit ha messo in luce la vitalità di un ecosistema che vede collaborare imprese, centri di ricerca e istituzioni. H2IT, l’associazione che riunisce oltre 130 soci rappresentativi dell’intera filiera, è un interlocutore chiave per il governo nel definire normative e strategie. La collaborazione tra il mondo industriale e quello accademico, con il coinvolgimento di enti come ENEA e la Fondazione Bruno Kessler, è essenziale per promuovere l’innovazione tecnologica e formare le competenze necessarie.
L’evento ha visto la partecipazione di figure istituzionali di primo piano, tra cui i ministri Gilberto Pichetto Fratin e Tommaso Foti, e il vicepresidente della Commissione Europea Raffaele Fitto, a testimonianza dell’importanza che il tema riveste a livello nazionale ed europeo. Le imprese, dal canto loro, chiedono una visione di lungo periodo e strumenti certi per poter pianificare investimenti strutturali, sottolineando l’urgenza di un quadro normativo chiaro che possa accelerare lo sviluppo del mercato.
In conclusione, il messaggio che emerge con forza è quello di un’Italia non solo partecipe, ma pronta a essere protagonista della rivoluzione dell’idrogeno. “L’Italia è pronta a guidare questa sfida, promuovendo innovazione, nuovi impianti produttivi e partnership tra imprese e ricerca”, ha concluso il Ministro Urso. Una sfida complessa, che richiede visione, investimenti e collaborazione, ma che rappresenta un’opportunità irrinunciabile per un futuro energetico più sicuro, sostenibile e competitivo.
