WASHINGTON D.C. – Una conversazione telefonica che doveva rimanere segreta sta scuotendo i corridoi del potere a Washington, rivelando non solo le complesse dinamiche dei negoziati di pace tra Russia e Ucraina, ma anche profonde spaccature all’interno dell’amministrazione statunitense. La trascrizione della chiamata del 16 ottobre tra Steve Witkoff, inviato speciale del Presidente USA, e Yuri Ushakov, consigliere per la politica estera di Vladimir Putin, fatta trapelare dall’agenzia di stampa Bloomberg, ha scatenato un vero e proprio terremoto politico, in particolare tra le file del Partito Repubblicano.

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il contenuto della telefonata ha provocato l’ira di diversi legislatori repubblicani, che ora chiedono a gran voce un cambio di rotta e la rimozione di Witkoff dal suo delicato incarico. Le rivelazioni di Bloomberg suggeriscono che Witkoff avrebbe offerto a Ushakov consigli su come “vendere” un piano di pace al Presidente Trump, lusingandolo e presentandogli proposte favorevoli a Mosca, inclusa la possibile cessione di territori ucraini come il Donetsk.

Le reazioni infuocate del Partito Repubblicano

La reazione più dura è arrivata dal deputato della Pennsylvania, Brian Fitzpatrick, che su X (precedentemente Twitter) ha definito la situazione “un problema importante”. “È uno dei tanti motivi per cui questi ridicoli spettacoli collaterali e riunioni segrete devono finire”, ha dichiarato Fitzpatrick, chiedendo che il Segretario di Stato, Marco Rubio, possa svolgere il suo lavoro “in modo equo e obiettivo”. Questa presa di posizione evidenzia una chiara frattura all’interno del GOP riguardo alla strategia da adottare per porre fine al conflitto in Ucraina.

Ancor più veemente è stato il commento del deputato del Nebraska, Don Bacon, già critico in passato sulla gestione dei negoziati da parte dell’amministrazione Trump. Bacon ha affermato che la trascrizione dimostra in modo inequivocabile la necessità di rimuovere Witkoff. “Si comporta come se fosse al soldo della Russia”, ha tuonato Bacon. “Tutto questo incidente è stato un fiasco e una macchia per il nostro Paese. Deve essere licenziato”.

Il contenuto della controversa telefonata

La conversazione del 14 ottobre, di cui Bloomberg ha pubblicato la trascrizione, getta una luce inquietante sulle modalità negoziali dell’inviato americano. Witkoff, un magnate del settore immobiliare amico di lunga data di Trump e nominato inviato speciale per le missioni di pace, avrebbe suggerito a Ushakov la strategia comunicativa da adottare con il Presidente USA. Tra i consigli, quello di far chiamare Putin a Trump per congratularsi del successo ottenuto nell’accordo per il cessate il fuoco a Gaza, presentandosi come un “uomo di pace” sostenuto dalla Russia.

Ma l’aspetto più controverso è la presunta apertura di Witkoff a concessioni territoriali a favore di Mosca. “Ora, io so cosa serve per raggiungere un accordo di pace: il Donetsk e forse uno scambio di territori da qualche parte”, avrebbe detto Witkoff a Ushakov. Queste parole hanno alimentato il sospetto che l’inviato speciale stesse portando avanti una linea negoziale eccessivamente sbilanciata a favore del Cremlino, minando la sovranità ucraina.

La difesa di Trump e la reazione del Cremlino

Di fronte alla bufera mediatica e politica, il Presidente Donald Trump ha difeso il suo inviato, minimizzando l’accaduto. Ha definito la conversazione una “forma molto standard di negoziazione”, spiegando che un negoziatore “deve vendere questo accordo” a entrambe le parti. “È quello che fa un dealmaker”, ha commentato Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One.

Dal canto suo, il Cremlino ha reagito con irritazione alla fuga di notizie, definendola un tentativo di sabotare i negoziati. Yuri Ushakov ha parlato di atto “inaccettabile”, mentre il portavoce Dmitry Peskov ha affermato che la diffusione di queste informazioni mira a ostacolare il “fragile slancio verso una soluzione pacifica”. Mosca, pur ammettendo l’esistenza delle conversazioni, ha lamentato di aver ricevuto solo “diverse versioni” non ufficiali del piano di pace, alcune delle quali definite “confusionarie”.

Un negoziato complesso e un futuro incerto

La vicenda si inserisce in un contesto diplomatico estremamente delicato. I tentativi di mediazione per la pace in Ucraina vedono in corso l’elaborazione di un piano che, partito da una bozza iniziale di 28 punti, sarebbe ora stato ristrutturato in una versione da 19 punti dopo colloqui con la parte ucraina. Tuttavia, questa fuga di notizie rischia di compromettere la fiducia tra gli alleati e di indebolire la posizione negoziale degli Stati Uniti.

Le critiche feroci provenienti dallo stesso partito del Presidente segnalano un malcontento profondo e una divergenza di vedute sulla politica estera da adottare nei confronti della Russia. Mentre alcuni, come Fitzpatrick, invocano un approccio più istituzionale guidato dal Dipartimento di Stato, altri, come Bacon, vedono nell’operato di Witkoff un vero e proprio tradimento degli interessi nazionali e ucraini. La richiesta di licenziamento di una figura così vicina al Presidente apre uno scenario di forte tensione interna, le cui conseguenze sul processo di pace sono ancora tutte da valutare.

Di atlante

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