Un operatore di Borsa di una banca davanti ai monitor, Milano, 19 Ottobre 2018. ANSA / MATTEO BAZZI

La Borsa di Milano ha vissuto una giornata di contrattazioni caratterizzata da una notevole incertezza, che ha portato l’indice principale Ftse Mib a chiudere la seduta con un lieve calo dello 0,06% a 42.765 punti, azzerando quasi completamente i rialzi registrati in apertura. Un andamento altalenante, influenzato da una serie di notizie contrastanti che hanno interessato diversi settori chiave di Piazza Affari.

Petroliferi ed energetici in spolvero

A sostenere il mercato sono stati principalmente i titoli del comparto petrolifero ed energetico. In grande evidenza Eni, che ha chiuso con un progresso del 1,47%. A trainare il titolo del Cane a sei zampe hanno contribuito le positive prospettive sugli investimenti nel settore, come sottolineato da un report dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) che evidenzia la necessità di nuovi investimenti a fronte di una domanda in crescita. Sulla stessa scia si sono mossi anche gli altri titoli del settore: Tenaris ha guadagnato lo 0,94% e Saipem ha registrato un rialzo dello 0,89%.

Bancari promossi da Moody’s, ma Fineco in rosso

Il settore bancario ha mostrato un andamento a due velocità. Da un lato, si sono registrate performance positive per alcuni istituti di credito che hanno beneficiato delle promozioni arrivate dall’agenzia di rating Moody’s. In particolare, Bper Banca ha messo a segno un rialzo dello 0,79% e Unicredit è salita dello 0,6%. La revisione al rialzo dei rating da parte di Moody’s, che segue un analogo miglioramento del giudizio sul debito sovrano italiano, ha premiato la solidità patrimoniale e la redditività di questi istituti. Anche il comparto assicurativo ha dato il suo contributo, con Generali che ha chiuso in progresso dello 0,91%.

Dall’altro lato, ha pesato sul listino la performance negativa di FinecoBank, che ha ceduto lo 0,95%. Il titolo ha risentito del taglio della raccomandazione da parte degli analisti di Bank of America, che hanno portato il giudizio da “Buy” a “Neutral”. Secondo la banca d’affari americana, il potenziale di rialzo del titolo è ora limitato dopo la significativa crescita registrata negli ultimi mesi.

Vendite su Nexi, Stellantis e Campari

A zavorrare il Ftse Mib sono state anche le vendite che hanno colpito alcuni importanti titoli industriali e dei servizi di pagamento. Tra i peggiori del listino si è distinta Nexi, che ha perso l’1,6%. Male anche Stellantis, in calo dell’1,58%, e Campari, che ha lasciato sul terreno l’1,61%. Queste flessioni si inseriscono in un contesto di prese di beneficio dopo i recenti rialzi e di incertezza sulle prospettive economiche globali.

L’OPA di Banco Desio su Solutions Capital Management Sim

Fuori dal paniere principale, da segnalare l’operazione annunciata da Banco Desio, che ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto (OPA) volontaria sulla totalità delle azioni di Solutions Capital Management Sim. Il titolo di Banco Desio è rimasto poco mosso (+0,36%), mentre quello di Solutions Capital Management Sim ha guadagnato lo 0,44% portandosi a 4,52 euro. Il corrispettivo dell’offerta è di 4,61 euro per azione, con un premio del 2,4% rispetto al prezzo di chiusura del 24 novembre. L’operazione mira al delisting della società e a rafforzare la presenza di Banco Desio nel settore del wealth management.

Spread BTP-Bund in leggero allargamento

Sul fronte del mercato obbligazionario, lo spread tra i BTP decennali italiani e i Bund tedeschi si è allargato a 73 punti base. Il rendimento del decennale italiano si è mantenuto stabile al 3,4%. Questo leggero aumento del differenziale di rendimento riflette un atteggiamento di maggiore cautela da parte degli investitori, in attesa di nuove indicazioni dalle banche centrali sulle future mosse di politica monetaria.

Di atlante

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